Dalla rassegna stampa Cinema

L'amore censurato

Quando venni a sapere che Ang Lee, un regista che avevo già amato per film del livello de “Il banchetto di nozze”, “Tempesta di ghiaccio” e “La tigre e il dragone” (solo per citarne alcuni) stava girando un film sull’amore omosessuale fra due Cowboy rimasi completamente affascinato dal …

Quando venni a sapere che Ang Lee, un regista che avevo già amato per film del livello de “Il banchetto di nozze”, “Tempesta di ghiaccio” e “La tigre e il dragone” (solo per citarne alcuni) stava girando un film sull’amore omosessuale fra due Cowboy rimasi completamente affascinato dal progetto. Mi dissi che, forse, a parte Gus Van Sant, nessun altro regista sarebbe riuscito ad affrontare con la stessa delicatezza questo argomento.
Era il 2005 (ma il film in Italia uscì solo il 20 gennaio 2006 il giorno del mio trentesimo compleanno dopo aver vinto, nel settembre del 2005, la 62a mostra del cinema di Venezia) e le aspettative sia in me che nel mondo GLBT crescevano.
Devo dire che il film spiazzò tutti.
Chi si aspettava scene di sesso sfrenato o una tranquilla storia d’amore rimase deluso.
Io, nel frattempo, avevo già letto il racconto di Annie Proulx (contenuto in Gente del Wyoming edito da Baldini e Castoldi) e sapevo, in qualche modo, cosa aspettarmi.
Eppure Ang Lee riuscì a lasciarmi senza fiato.
Guardai quei 134 minuti di film completamente rapito, senza versare una sola lacrima, ero sconvolto dalla bellezza dei paesaggi, dalla suggestione dei momenti, dalla drammaticità dei due intensi personaggi.
Lo andai a vedere una seconda volta.
Poi una terza.
Una quarta.
E, giusto per non farmela mancare, una quinta.
Brokeback Mountain è stato molto di più di un film.
È stato, almeno per quel che credo, una catarsi che ha messo d’accordo, per una volta, il grande pubblico e il pubblico più “raffinato”.
Ma ha significato anche parlare alla gente, dire quanto bello può essere l’amore fra due persone dello stesso sesso (ne più ne meno di quanto lo può essere l’amore fra persone di sesso opposto ovviamente, non sto dicendo che è un amore “più” bello ma che ha la stessa dignità di ogni tipo di amore fra persone adulte e consenzienti). Non solo, per la prima volta un film ha fatto capire a moltissime persone che il nascondere i propri sentimenti, vivere una vita “parallela”, ipocrita, nascosta porta solo infelicità.
E non mi riferisco solo all’infelicità dei due protagonisti principali perché, con molta probabilità, le due persone che soffrono (e che lo fanno in modo più dignitoso) sono proprio quelle compagne che i due uomini hanno sposato per nascondere la propria realtà al mondo circostante.
Un mondo rozzo, duro, scioccamente virile.
Da un punto di vista sociale ha significato decisamente di più (almeno per il popolo gay) questo film (allo stesso modo in cui, a mio parere, Transamerica lo ha significato per il mondo trans MtF) piuttosto che la vittoria di Luxuria a un reality inutile come l’isola dei famosi (giusto per essere polemici).
Non parlo a caso di questo reality perché Raidue è stata caritatevole con il mondo GLBT permettendo a Luxuria (previo copertura, con deliziosi costumi con “gonnellini”, delle zone “proibite”) di partecipare, lo è stata ancora di più mandando in onda in seconda serata il film “Transamerica” (senza censura ci ha fatto notare qualcuno. Mi chiedo cosa ci fosse da censurare).
Lo è stata un po’ meno, purtroppo, proprio con Brokeback Mountain andato in onda in seconda serata su Raidue (8 dicembre 2008 ore 23) censurato nelle scene principali (il sesso iniziale fra i due, un sesso appena accennato, per niente volgare e necessario a spiegare i successivi eventi, e il bacio pieno di passione, altro elemento fondamentale per il “senso” del film).
Inutile dire che Raidue è stata sommersa da mail di protesta che hanno indotto il direttore a parlare di un “disguido”, giurando che nessuno ha mai pensato alla censura e che il film andrà in onda in versione integrale.
Siamo buoni e vogliamo credergli anche perché censurare un film significa rovinare un’opera d’arte.
Un po’ come andare a vedere la Gioconda e scoprire che le è stato asportato il sorriso (qualcun altro ha detto la testa ma a me non piace decapitare…).
Se proprio devo essere sincero io, al posto di Brokeback Mountain, avrei censurato la trasmissione di Bruno Vespa (in onda la stessa serata). I servizi sulle visioni e sui fanatici religiosi che si spacciavano per miracolati mi hanno sconvolto ben più del bellissimo bacio fra Jack Twist e Ennis del Mar.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.