Dalla rassegna stampa Cinema

La Rai taglia il bacio tra cowboy, poi cede ai gay

Scarsa audience e tante polemiche per il western a sfondo omosessuale andato in onda senza le scene più scabrose Viale Mazzini si impegna a ritrasmettere la versione integrale: «Scelta involontaria, è stato solo un incidente»

Io non l’ho visto. Probabilmente non lo vedrò. Ma non credo che il taglio delle scene gay nel film Brokeback Mountain trasmesso da Raidue possa giustificare una nuova proiezione del film integrale. È probabile che sia stato un errore tagliarlo (e io conosco bene il perverso meccanismo delle censure che producono sempre l’effetto opposto, accendendo curiosità invece di lasciar prevalere l’indifferenza e la noia); ma sarebbe un errore più grave replicarlo per ossequio al politicamente corretto. Un eccesso di zelo dei produttori ha certamente fornito a Raidue una copia già tagliata. E dunque non può essere la televisione a rimediare al danno e alla censura di altri. Il compiacimento di vedere il bacio dei due cow boy non toglie e non aggiunge niente alla storia. Anche senza quell’episodio che può provocare modelli di emulazione, la vicenda è chiarissima ed esemplare. E quanto più mostra la dolcezza del mondo gay tanto più si evidenzia la sua aspirazione alla normalità. Aprire un caso significa riconoscere che lo specifico degli amori omosessuali non è la libertà della scelta ma l’esibizione erotica. Anche i film più alti di amori eterosessuali non hanno bisogno di scene amorose esplicite che, invece, in questo caso servono per evidenziare una pretesa normalità. Tagliarle significa averne paura. Ma rivendicarne la proiezione significa sospingersi nel ghetto della provocazione, del «vediamo quale sarà la reazione». Per questo la miglior risposta era non tagliarle. Ma, a questo punto, chiedere di ripristinarle è ammettere la loro vocazione scandalistica. Non è questo che il mondo gay deve chiedere; e non lo è neppure vedere fino a che punto si può tirare la corda. Per questo la dignità gay deve essere superiore alla censura. Le osservazioni di Vladimir Luxuria, che ha avuto una condotta esemplare sull’Isola dei famosi, proprio evitando l’esibizione della sua sessualità, assolvono la Rai, ma sembrano pretendere un risarcimento, una dimostrazione di non complicità con i misteriosi censori. In realtà da molto tempo la Rai ci ha abituato al massacro di film e registrazioni che, nel cuore della notte, vengono improvvisamente tagliate per lasciar spazio a corsi universitari e altri programmi di servizio interrompendo documentazioni memorabili senza che nessuno batta ciglio. Perché allora non pretendere anche il risarcimento di queste gratuite violenze? La Rai dovrebbe essere sottoposta a continui esami di riparazione. Risparmiamoli, e cerchiamo di evitare analoghi errori.

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Il palmarès: tre Oscar e il Leone d’Oro

«I segreti di Brokeback Mountain» è un film del 2005 diretto da Ang Lee, che racconta la drammatica passione amorosa tra due uomini, due cowboy del Wyoming, nata tra gli incontaminati paesaggi delle montagne americane. Ha costituito un «caso» cinematografico sin dall’inizio, per la tematica trattata – la storia d’amore tra due omosessuali – ma pure per lo stravolgimento del genere western, contaminato col melodramma drammatico. Ma era stato un caso letterario anche il racconto «Gente del Wyoming» di Annie Proulx, da cui è tratto. Molto lenta la «gestazione» del film. La sceneggiatura risale al 1999.
Presentato in anteprima mondiale alla sessantaduesima Mostra internazionale del cinema di Venezia, «I segreti di Brokeback Mountain» ha vinto nel 2005 il Leone d’Oro per il miglior film. Numerosi anche i premi successivi. Tra gli altri quattro Golden Globe e tre Oscar (nel 2006) per regia, sceneggiatura non originale e colonna sonora. Era candidato a otto statuette, tra cui quella per il miglior film.

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Tv: polemica sui tagli a Brokeback Mountain
di Redazione

Polemiche da parte delle associazioni gay sulla “censura” da parte di Rai 2 del pluripremiato film che narra la storia d’amore di due cowboy omosessuali. La pellicola ha vinto il Leone d’Oro del 2005, 3 Oscar, 4 Golden Globe. La rete: “E’ stato un errore, verrà ritrasmesso integralmente”

Roma – Polemiche sulla programmazione del pluripremiato film che narra la storia d’amore di due cowboy omosessuali. “Vogliamo sapere chi ha deciso di trasmettere ieri sera su Rai 2 i Segreti di Brokeback Mountain, film che ha vinto il Leone d’Oro del 2005, 3 Oscar, 4 Golden Globe, con vistosi tagli da censura anni ’50. Chi si è permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare i baci e le effusioni tra due uomini?”.

Tagli vistosi Lo chiede Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay. “Chiediamo al direttore di Rai Due e al presidente della Rai di spiegare pubblicamente ciò che è avvenuto. Chiediamo alla commissione di Vigilanza della Rai di intervenire, perchè il servizio pubblico televisivo non può in alcun modo favorire l’omofobia dilagante in questo paese. Chiediamo, infine – conclude Mancuso – che come gesto riparatore il film sia al più presto riprogrammato in versione integrale”.

Il film Il western gay uscì nelle sale italiane distribuito dalla Bim il 20 gennaio 2006 con il divieto ai minori di 14 anni. Con una revisione ministeriale del 22 maggio 2007 però fu eliminato quel divieto. Ieri su Rai 2 sono state tagliate due scene: la prima è quella in si cui alludeva al primo rapporto sessuale tra i due protagonisti (nella versione integrale comunque non veniva mostrata alcuna parte, nemmeno parziale, di nudo); la seconda è la scena del bacio fra i due protagonisti. Non sono state invece oggetto di censura le scene decisamente più esplicite di sesso eterosessuale né quelle più cruente.

Ancora proteste Tra le proteste anche quella del Circolo omosessuale Mario Mieli, che nel 2006 si battè contro il divieto ai 14 nelle sale. “Censurare – rileva una nota – è meglio che mostrare la realtà, probabilmente questo avranno pensato nei corridoi di Rai 2 quando hanno deciso di mandare in onda il capolavoro di Ang Lee. Censurando la scena del bacio, di cui si è straparlato quando il film uscì, e l’unica scena di sesso per altro non esplicito, ma reso immaginabile, si è annullata completamente la dimensione affettiva ed emotiva che il regista aveva saputo portare sul grande schermo con la delicatezza e la bellezza che ogni storia d’amore esprime. Rai 2 ha mostrato la sua anima bigotta, trasformando un film delicato sull’amore, sulla passione tra due uomini, non volgare e purtroppo molto duro nell’epilogo, in un film familista e bacchettone. Chiediamo al direttore di Rai 2, Antonio Marano, e ai sui responsabili del palinsesto per una volta di chiedere scusa al pubblico”.

Rai 2: “E’ stato un errore” Non c’è stata alcuna censura, ma una serie di casualità che ha impedito la messa in onda della versione originale di Brokeback Mountain. Lo sottolinea Viale Mazzini in una nota, dopo le proteste. “La Rai – si legge nel comunicato dell’azienda – ha comprato i diritti del film tramite Rai Cinema. Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale. Pertanto, quando Rai 2 ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario”. Per questo “il direttore di Rai 2 ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli” conclude la Rai.

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