Dalla rassegna stampa Cinema

La Rai censura il bacio gay dei cowboy innamorati

Il film sa rendere tragica, vergognosa, orribile l´omofobia – Vladimir Luxuria: il sesso etero sarebbe rimasto – Niente bacio, protestano gli omosessuali. Petruccioli: incidente deprecabile

Vladimir Luxuria: il sesso etero sarebbe rimasto

Sono troppo scaltra per credere alla disattenzione, credo alla censura preventiva e al bacchettonismo. Ma accetta le scuse della Rai

ROMA – Vladimir Luxuria, censura o disattenzione?
«Sono troppo scaltra per credere alla disattenzione credo alla censura preventiva e a un certo bacchettonismo, però il direttore di RaiDue Marano ha promesso che riprogrammerà il film in versione integrale e poi c´è un altro aspetto da considerare».
Quale?
«Marano ha trasmesso Transamerica, gli credo quando dice che non ha responsabilità. Il film di Ang Lee è stato consegnato alla Rai già tagliuzzato, poi è stato trasmesso in seconda serata, sarebbe potuto andare in versione integrale. Il problema è la copia sbagliata».
In questo caso le due scene sono fondamentali.
«Certo questo film senza quelle due scene diventa incomprensibile, non si capisce quello che accade dopo senza far vedere che i due hanno un rapporto tra loro. Brokeback mountain non è mai volgare, non è passibile di pornotax. Un film mutilato è un po´ come mostrare la Gioconda senza testa: un´opera d´arte merita rispetto».
Una scena d´amore tra eterosessuali sarebbe stata tagliata?
«No, sicuramente. L´argomento diventa discriminante, e non si considera più come viene trattato. C´è paura, tutto qui».
(s.f.)

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La polemica

Tagliato il film Oscar “Brokeback mountain”, è bufera

La Rai censura il bacio gay dei cowboy innamorati

Il film sa rendere tragica, vergognosa, orribile l´omofobia

NATALIA ASPESI

Non si vorrebbe sembrare bigotti, ma era proprio necessario che RaiDue mandasse in onda “I segreti di Brokeback mountain”, film che rivelò al mondo extracowboy che anche ai virili guardiani di pecore americani può capitare di essere gay? Non si vorrebbe sembrare sfacciati, ma era proprio necessario che trasmettendolo in secondissima serata quando i piccini dovrebbero essere a letto da ore, si censurasse una scena?
Una scena del resto casta, dove in qualche modo, sotto la tiepida tenda in una notte di gelo del Wyoming, sono protagonisti, di due stupendi giovanotti, inguini (coperti), cinture e bottoni dei pantaloni. E che più avanti sembrasse talmente intollerabile che i due rivedendosi dopo anni e ormai provvisti di mogli e figli, si avvinghiassero l´uno all´altro baciandosi sulla bocca, da doverne tagliare le immagini? Nessuna delle due cose era necessaria, non era necessario trasmettere il film, non era necessario censurarlo. E in entrambi i casi sarebbe stato meglio: non trasmetterlo, per non attirare le ire funeste dei bacchettoni, non censurarlo, per non umiliare chi ama il cinema.
Leone d´Oro a Venezia nel 2005, 3 Oscar, 4 Golden Globe, melodramma sentimentale su un amore impossibile nei massimamente intolleranti anni 60 in una comunità montana americana, raccontato con grande malinconico rispetto dal regista Ang Lee, in tv, sforbiciato, ha perso ogni senso, ogni denuncia, ogni poesia, è diventato la storia banale di due ragazzi che diventano amici e si ritrovano anni dopo per fare insieme una bella gita in montagna come ai bei tempi. Non si sa se tanto zelo sia derivato all´improvviso, a programmazione già decisa, dopo l´ennesimo intervento vaticano contro l´omosessualità, avvenuto una settimana fa: quando l´osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite ha bocciato furibondo il progetto che la Francia intende presentare a nome dell´Unione Europea presso l´Onu, per chiedere la depenalizzazione universale dell´omosessualità. Gli stati dove l´omosessualità è ancora reato sono 91, in 10 è prevista la pena di morte, che il Vaticano forse giudica eccessiva ma insomma bisogna aver pazienza con chi invece la ritiene giusta e necessaria, se no si potrebbero offendere. Se però i censori televisivi hanno pensato con le loro sforbiciate di non inquietare le autorità ecclesiastiche e i tanti politici che ne seguono consigli ed ordini, hanno forse commesso un errore. Perché infatti nel film l´omosessualità viene punita: non solo con la vergogna e la negazione di sé, ma anche con la morte. Infatti alla fine Jake Gyllenhaal dai begli occhi azzurri viene ammazzato di botte, mentre l´altro, Heath Ledger (del resto già deceduto giovanissimo), finisce nella massima solitudine, ad accarezzare amorosamente i jeans e i cappelloni dell´amico scomparso. Certo il film sa rendere tragica, vergognosa, orribile l´omofobia, e forse solo per questo, e non per le brevi, lievi scene di amore tra uomini, la televisione lo ha mutilato.

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RaiDue taglia il film dei cowboy gay

Niente bacio, protestano gli omosessuali. Petruccioli: incidente deprecabile

SILVIA FUMAROLA

ROMA – Chi ha paura dei cowboy gay? Se lo sono chiesto gli spettatori che lunedì sera seguivano su RaiDue I segreti di Brokeback mountain di Ang Lee, mutilato delle scene d´amore tra i due protagonisti. Sparita la scena in cui si amano sotto la tenda; sparito il bacio appassionato. Tagli che hanno fatto infuriare l´Arcigay («Il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare i baci e le effusioni tra due uomini?» domanda il presidente Aurelio Mancuso «Chiediamo alla Commissione di Vigilanza Rai di intervenire, perché il servizio pubblico non può in alcun modo favorire l´omofobia dilagante») e l´Associazione diritti utenti e consumatori («Censura indegna»). Franco Grillini, presidente di Gaynet chiede che «la Rai lo rimandi in onda». «Certo che lo rimanderemo in versione integrale», assicura il direttore di RaiDue Antonio Marano, «Non ho mai censurato nessuno in vita mia, mi sembra di averlo dimostrato trasmettendo Transamerica e L´isola dei famosi».
Allora cos´è successo? Disarmante la spiegazione fornita dalla Rai: è stato un errore. È stata trasmessa la copia tagliata (il film è vietato ai minori di 14 anni), non la versione integrale. «Per l´eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l´ha distribuito, il visto censura» si legge nella nota Rai «il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l´invio contestuale della versione integrale. Pertanto, quando RaiDue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai fosse quella col visto censura». Insomma, è stata mandata in onda la sola copia esistente: quella tagliata. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli si scusa: «Per una serie di distrazioni siamo incorsi in un deprecabile incidente, per il quale ci rammarichiamo e ci scusiamo. Assolutamente non c´era alcun intento censorio: in tempi rapidi trasmetteremo la versione integrale».
Il western gay uscì nelle sale italiane distribuito dalla Bim (che ha taciuto per l´intera giornata di ieri) il 20 gennaio 2006 col divieto ai minori di 14 anni. Con una revisione ministeriale del 22 maggio 2007 però fu eliminato quel divieto, grazie ad alcuni tagli. RaiCinema ha acquistato il film per conto della Rai, col visto censura. «Per contratto i nostri film sono derubricati», spiega il direttore generale di RaiCinema Paolo Del Brocco «non devono quindi essere vietati per essere trasmessi in prima serata». A pochi giorni dalla presa di posizione del Vaticano contro gli omosessuali, la messa in onda del film tagliato suscita qualche dubbio sul fatto che la tv pubblica abbia voluto evitare critiche da parte dei cattolici. E la «casualità dell´errore» lascia perplessi molti politici, dal Pd al Pdl, che sospettano un atteggiamento omofobo. Per il senatore Luigi Vimercati, esponente Pd in Vigilanza Rai, «l´imbarazzata spiegazione della Rai non dissipa i sospetti di censura. Presenterò un´interrogazione in Parlamento».

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Non ci sarà inchiesta: “Caso chiarito”

Claudio Cappon “Un errore tecnico ma non è censura”

È stata mandata in onda l´unica copia disponibile del film: quella fornita dal distributore Bim

ROMA – «È stato un errore banale, non c´era intento censorio». Il direttore generale Claudio Cappon respinge qualsiasi dietrologia.
Non avete ricevuto nessuna pressione, neanche dal Vaticano?
«Assolutamente no. Né dal Vaticano, né da chiunque altro. Brokeback mountain è un film importante, ha vinto diversi Oscar, e fa parte di un pacchetto di film d´autore acquistati da RaiCinema. Film che hanno passato il visto di censura, per poter essere trasmessi in prima serata. È un incidente spiacevole, ma la censura non c´entra».
E infatti sembra un intervento da paese integralista.
«Ma scherziamo? È un errore tecnico: andando in onda in seconda serata poteva essere trasmessa la versione integrale, ma non c´era la copia. In realtà non è stato verificato che ci fosse la seconda copia del film. Col senno di poi quella che non è stata fatta è la verifica dell´esistenza di entrambe le copie, ed è stata mandata in onda l´unica disponibile».
Aprirete un´inchiesta interna?
«Non c´è bisogno di nessuna inchiesta, mi sembra che il caso sia stato chiarito nella sua dinamica. Non ci permetteremmo di manipolare nessun film, sono i distributori, in questo caso la Bim, a fornirci le copie».
(s.f.)

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