Dalla rassegna stampa Cinema

Chi ha rubato il bacio gay?

Vietato ai cowboy – Proteste contro la Rai per la censura di “Brokeback Mountain: l’amore tra uomini fa paura

TORINO
La vera oscenità, nel mondo moderno, sono i sentimenti, non il sesso. Aveva ragione Roland Barthes». Franco Grillini commenta così la censura ai «Segreti di Brokeback Mountain», il western di Ang Lee che racconta la drammatica passione amorosa tra due giovani cowboy, andato in onda lunedì in seconda serata su Raidue. Alcune scene sono state tagliate al punto da renderlo «praticamente incomprensibile», almeno secondo le numerose proteste piovute sul capo dei dirigenti Rai non solo da parte di Arcigay e circolo Mario Mieli, ma anche di parlamentari e cittadini comuni, fino all’Associazione Diritti utenti e consumatori. «Il film non è mai sessualmente esplicito – dice Grillini – in tv si sono viste scene gay ben più forti, a cominciare da “Another Country” con Rupert Everett. Eppure è stato tagliato in modo certosino, scena per scena. Evidentemente c’è paura e fastidio non per il sesso, ma per il sentimento tra due uomini».

Frammenti di un discorso amoroso. «I segreti di Brokeback Mountain» nel 2005 ha vinto il Leone d’oro a Venezia e nel 2006 tre Oscar. Vietato ai minori di 14 anni, ha avuto enorme successo di critica e di pubblico, contribuendo a far conoscere in tutto il mondo la bellezza tormentata di Heath Ledger, l’attore australiano morto tragicamente l’anno scorso. La Rai ha comprato i diritti tramite Rai Cinema. E, fa sapere oggi, «per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, ha chiesto alla società Bim, che l’ha distribuito in sala, la copia che nel 2007, grazie ad alcuni tagli, aveva ottenuto il visto censura, non la versione integrale uscita nelle sale». Le scene tagliate sono sostanzialmente due: la prima è quella in si cui allude al primo rapporto sessuale tra i protagonisti (dove comunque non c’è alcun nudo); la seconda è la scena del bacio. Ma, ci si chiede, perché la Rai ha trasmesso il film tagliato in seconda serata, quando poteva mandarlo in prima e guadagnarci molto di più economicamente? Dopo tutto, se hai in mano una Ferrari, non la usi per andare a far la spesa. Secondo Grillini, «c’è la manina, anzi la manona, di qualcuno che non sopporta di vedere l’amore gay raffigurato come tenero, normale, invece che come una pericolosa stranezza». E ricorda il viso di Rocco Buttiglione, «allora ministro per i Beni Culturali» nella sala veneziana dove il film di Ang Lee fu proiettato la prima volta. «Imbarazzatissimo, affondato nella poltrona, mentre tutti gli altri intorno piangevano commossi».

Secondo il direttore di Raidue Marano, invece, si tratta «solo di una serie di equivoci, non di cattiva volontà. Io non censuro nulla, ho mandato in onda senza problemi “Tutto su mia madre” di Almodóvar». Il fatto è, sottolinea Marano, che «la Rai sta attraversando un periodo di incertezza, anche psicologica, e disguidi di questo tipo capitano. E’ un film molto lungo, difficile da piazzare in prima serata. Quando ci siamo decisi per la seconda, naturalmente abbiamo pensato alla versione integrale senza verificare sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura. Manderemo in onda la versione integrale il prima possibile».

Una spiegazione che non convince fino in fondo. «Troppo spesso la Rai su questi temi incappa in censure – dice Giuseppe Giulietti di Articolo 21 -. Siamo abituati a queste sviste a orologeria e ai successivi tentativi di riparazione. Quindi vorremmo sapere con precisione quando sarà programmata la visione integrale» . Anche l’Arcigay preme, perché «si ritrasmetta il film il prima possibile», mentre per Imma Battaglia, leader storica della comunità omosessuale italiana e presidente dell’associazione Di Gay Project, «se Raidue non riprogramma subito il film, non pagare il canone mi sembra il minimo che si possa fare». A credere a Marano è invece Vladimir Luxuria, neo vincitore dell’«Isola dei Famosi» proprio su Raidue: «L’ho chiamato immediatamente, mi sembravano troppo strani questi tagli, dopo che la scorsa settimana era andato in onda in versione integrale “Transamerica” e anche dopo la mia partecipazione all’Isola. Io gli credo, anche perché far vedere un film così con quei tagli è come far veder la Gioconda senza testa». Un quadro che, sospettiamo, non sarebbe spiaciuto affatto a Roland Barthes.

IL FILM
Il dramma tra due cowboy
Un po’ western e un po’ melodramma: è da questo mix che nasce «I segreti di Brokeback Mountain». Realizzato nel 2005 da Ang Lee, narra la drammatica passione amorosa tra due uomini, due cowboy del Wyoming, nata tra i grandiosi paesaggi delle montagne americane. I protagonisti sono Jack Twist, un ragazzo estroverso e solare dedito alle gare di rodeo, con cui spera di ricavare un po’ di benessere economico, ed Ennis del Mar, un giovane costretto a passare da un lavoro all’altro fin dall’adolescenza a causa della morte dei genitori. Il film è basato sul racconto di Annie Proulx, pubblicato sulla rivista «The New Yorker» nel ‘97: la storia d’amore conosce un fuggevole momento di felicità, poi la vita costringerà i due a una «normalità» frustrante e umiliante.

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