Dalla rassegna stampa Cinema

Mortensen nazista in «Good»

Berlusconi nel mirino di Viggo: ma chi lo vota poi non se ne lamenti … Nessun governo, di destra o di sinistra, è mai del tutto democratico. Ci sono sempre persone che passano il tempo cercando di toglierci le libertà civili…

ROMA — «È un buffone, non durerà». Così Viggo Mortensen, professore di letteratura nella Germania anni ’30, rassicura l’amico ebreo spaventato dall’ascesa di Hitler. «Grave errore sottovalutare i buffoni», avverte ora l’attore americano ma di origine danese, protagonista dopo Appaloosa di un altro titolo del Festival, Good di Vicente Amorim. «Girando questo film che racconta come una dittatura si possa insinuare nelle civiltà e nelle persone che sembrano le più immuni, mi sono ritrovato a riflettere su quello che, in tempi recenti, è successo in Brasile, in Argentina, negli Usa degli ultimi otto anni, e anche qui da voi in Italia, sotto Berlusconi». In questo senso, aggiunge, Good è un film sull’oggi, che ci mette in guardia sul domani. «All’inizio nessun tedesco credeva che il nazismo sarebbe arrivato lì dove poi è tragicamente arrivato. Forse non tutti erano convinti, ma o per paura o per opportunismo, hanno votato per chi consideravano il meno peggio. E così è andata anche in America, dove la gente, nonostante i tanti brogli e imbrogli elettorali di Bush, ha votato per lui spinta dalla paura e dalla paranoia istillata ad arte proprio dal suo governo. Lo stesso è successo in Italia con Berlusconi. Chi li ha scelti, dopo non può lamentarsi». Ma attenzione, anche se i politici vogliono farci credere il contrario, qualcosa si può e si deve fare sempre, sostiene.
«Non si può solo aspettare che un regime o un governo cambi come fa il professor Halder, il protagonista del film. Non si può trincerarsi dietro le solite scuse: ho da pensare alla mia famiglia, al mio lavoro… Che ci posso fare io?
Se guardiamo dentro di noi scopriremo che qualcosa si può. Non bisogna mai dimenticarsi la logica dei politici: divide et impera. Nessun governo, di destra o di sinistra, è mai del tutto democratico. Ci sono sempre persone che passano il tempo cercando di toglierci le libertà civili. Anche se verrà eletto Barack Obama, bisognerà ricordare ogni giorni pure a lui di fare le cose giuste». Altrimenti si rischia di ritrovarsi in divisa senza neanche sapere com’è successo.
Halder inizia a collaborare per il quieto vivere, pensa che scrivere un saggio a sostegno dell’eugenetica o appuntarsi la spillina con la svastica non voglia dire granché. «Piccoli passi che portano a scelte fatali.
Solo quando si vede allo specchio vestito da SS si rende conto… — avverte Mortensen —. Quando l’ho indossata la prima volta ho provato una strana sensazione, il mio umore è diventato cattivo».

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