Dalla rassegna stampa Cinema

Politico gay o ragazzo del '68

Luca Argentero fa il pieno al cinema

L’INTERVISTA / Conversazione con l’attore, che ha fatto anche il giurato nel concorso “Young Directors Project”: che bello l’entusiasmo di quei ragazzi…
Nei prossimi mesi lo vedremo in tre film, tra cui quello di Placido sulla contestazione
“Non mi imbarazza aver partecipato al Grande Fratello, ma non lo consiglierei”

ROMA – Avrebbe potuto non avere il (meritato) successo cinematografico da cui è stato baciato, Luca Argentero. Non liberarsi mai quel marchio di “ex” Grande Fratello, che sembra perseguitare coloro che sono transitati per la più celebre Casa televisiva. Ma lui – classe 1978, da Moncalieri in provincia di Torino – ce l’ha fatta. Diventando uno degli attori più richiesti della sua generazione: nei prossimi mesi, infatti, lo vedremo in ben tre film. Tra cui l’attesissimo Il Grande sogno, rivisitazione del ’68 firmata da Michele Placido: “Un’esperienza incredibile – racconta lui, senza trattenere l’entusiasmo – è stato il set più imponente, più importante in cui abbia mai recitato”.

L’occasione per fare quattro chiacchiere con Argentero, tra un impegno professionale e l’altro, è la sua partecipazione come giurato al concorso per giovani aspiranti filmakers Young Directors Project. Giunta alla sua terza edizione, promossa da Mini, da Nbc Universal e dal mensile Ciak, la gara si è conclusa con la proclamazione di tre vincitori. Tre ragazzi – Giampietro Balia, Verdiana Milia e Francesco Calderone – che ora stanno girando un cortometraggio ciascuno, con l’aiuto del regista Eugenio Cappuccio. Per poi vederlo proiettato al Festival di Roma.

Allora, Luca, ha appena partecipato a un incontro coi tre ragazzi vincitori del concorso. Poco più giovani di lei…
“E’ stato molto interessante sentirmi ‘veterano’. Abbiamo parlato tanto insieme, in fondo siamo quasi coetanei. Ho raccontato loro come è piacevole confrontarsi con chi non ha molta più esperienza di te. Ad esempio, con un regista alla sua opera prima: si sente il suo entusiasmo, il suo amore per il cinema”.

A lei quando è capitato?
“Quando ho girato Lezioni di cioccolato. Con il regista, Stefano Cupellini, ci siamo capiti subito, si è creato grande feeling: e credo che il risultato, sullo schermo, si veda. E’ un fatto quasi matematico, quando nascono collaborazione e intesa”.

E com’è stato invece lavorare in Saturno contro, con un autore affermato come Ferzan Ozpetek?
“E’ stata un’esperienza altrettanto piacevole e rilassante, ma per il motivo esattamente contrario: essere diretto da un autore come Ferzan, che ha le idee così chiare sul film, e su cosa vuole da te, su come guidarti, crea meno problemi”.

Questi ragazzi del concorso avranno un tutor: lei invece no, si è subito buttato nell’arena.
“E’ vero. Credo che la loro sia un’opportunità bellissima: avere questo tipo di aiuto, avere consigli di alto livello. Io invece ho dovuto farne a meno. Diciamo che ho sopperito alle lacune con l’esperienza sul campo. Ho lavorato nelle serie tv lunghe (Carabinieri), in quelle brevi (La Baronessa di Carini), al cinema: e provandoci, mi sono fatto le ossa. Certo, alcune lacune mi restano comunque”.

Rimpiange di non aver frequentato scuole di recitazione?
“Ormai sono troppo vecchio per essere ammesso a qualsiasi scuola. Ma io continuo a studiare privatamente, ho ancora tanto da imparare”.

C’è qualcuno che ha incontrato nel mondo dello spettacolo – un regista, ad esempio – che le ha fatto da mentore?
“No. In questo ambiente ho incontrato tante ottime persone, ma il maestro unico non l’ho mai avuto. Diciamo che, per fortuna, di maestri ne ho avuti tanti”.

Prima di diventare attore, ha partecipato al Grande Fratello 3: ha spesso dichiarato che è un marchio da cui non ci si libera mai…
“Intendiamoci: a me non scoccia neanche un po’ che la gente sappia della mia partecipazione al Grande Fratello. Anzi, è un’esperienza che ricordo con estremo affetto. E’ solo che tutti mi chiedono sempre questa cosa: e allora sull’argomento ho quasi esaurito le parole”.

Al di là della sua esperienza positiva, consiglierebbe a un ragazzo che vuole fare l’attore di cominciare da un reality? O di fare un calendario, come quello che lei fece per Max?
“Basta guardare quanti di coloro che hanno partecipato al Grande Fratello sono approdati al cinema: un rapido conto, e e si capisce che la risposta è no. Dunque, non lo consiglierei”.

Lei, invece, al cinema è richiestissimo. Quali sono gli ultimi film che ha girato?
“A novembre uscirà Solo un padre di Luca Lucini. A gennaio Diverso da chi?, film di Umberto Carteni in cui recito a fianco di Claudia Gerini: interpreto un politico gay che viene attratto da una collega dalle idee molto tradizionaliste. Da poco poi ho finito di girare Il grande sogno di Michele Placido: un’esperienza bellissima. Il film dovrebbe uscire nel 2009”.

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