Dalla rassegna stampa Cinema

Bertolucci: gli anni 60 erano più liberi

Dopo Pasolini verrà «La rabbia» di Guareschi

RECUPERI

Dopo la ricostruzione della versione originale de La rabbia di Pasolini, sarà la volta della parte di film firmata, nel 1963, da Giovannino Guareschi. Lo ha annunciato a Venezia il presidente dell’Istituto luce Luciano Sovena. «A suo tempo – ha detto – La rabbia era stata un’operazione mal riuscita, che aveva messo insieme due caratteri diversi come quelli di Pasolini e Guareschi: l’intenzione era di dare agli spettatori una visione “da sinistra” e una “da destra”, come si usava dire. Il risultato è che ad entrambi i film era stato amputato un pezzo: adesso, completato il lavoro su Pasolini, faremo la stessa cosa per ridare dignità dell’opera di Guareschi». Intanto il film di Pasolini verrà distribuito nelle sale dal 5 settembre, oltre che in 50 sale di «microcinema» ovvero del circuito digitale.
Giuseppe Bertolucci, che ha ricostruito la versione originale della Rabbia, commenta: «Pasolini era uno sperimentatore, ha preso la forma cinegiornale e l’ha rivoltata come un calzino, rimettendola in scena in chiave poetica, cioè proprio l’opposto del cinegiornale: un’operazione molto coraggiosa, propria degli anni 60. Gli autori avevano un coraggio oggi impensabile. La libertà se la prendevano: un fenomeno purtroppo che non è andato ad espandersi nei decenni. Il peso del pensiero unico dei media che si è imposto negli ultimi 30 anni – dice – ha tolto molta, troppa libertà».

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