Dalla rassegna stampa Cinema

Accuse alla Mostra: «E' patriottica»

«Der Spiegel»: troppi 4 italiani in gara. Il Lido: gli americani sono 5

Il settimanale tedesco punta il dito contro i «flop» degli anni scorsi e critica Celentano
Lizzani e Rondi: i successi a Cannes hanno dimostrato che in questo momento il nostro cinema è vincente

MILANO — Mostra del Cinema: «troppo patriottica». Il settimanale tedesco «Der Spiegel » attacca il cartellone del festival veneziano che domani apre i battenti della sua 65ma edizione. «Ci sono undici film nelle sezioni principali e quattro sono in concorso. Su un totale di 21 titoli in lizza un po’ troppi», accusa l’articolo, aggiungendo che tale scelta «appare azzardata, visto che negli anni passati quasi tutti i film italiani hanno fatto fiasco a Venezia, né sono ricomparsi finora come film di culto». E a completare la polemica, il settimanale di Amburgo critica anche l’aver voluto dedicare un grande evento ad Adriano Celentano «il volto equino più famoso tra i cineasti italiani» sottolineando che il suo film in programma al Lido, Yuppi Du, non è nemmeno nuovo, in quanto già uscito nel ’75.
Critiche e rimbrotti che non sembrano trovare grandi echi in Laguna. Pacatamente la Mostra del Cinema si limita a rispondere con le cifre: i film italiani nelle sezioni ufficiali sono otto e non undici. Quattro i registi in concorso (Avati, Bechis, Ozpetek, Corsicato) uno fuori concorso (Benvenuti) tre esordienti in Orizzonti (Pontecorvo, Locatelli, Rosi). Gli altri tre nomi corrispondono a film restaurati, a omaggi.
Otto quindi i nuovi titoli, lo stesso numero della scorsa edizione. E se quattro italiani in gara sembrano troppi, che dire degli americani — sottolinea la Mostra — che stavolta sono addirittura cinque?
«La quantità dei film in gara di un Paese non va calibrata con il bilancino della par condicio ma con la valutazione artistica di quello che, di volta in volta, offre una produzione ricorda Carlo Lizzani, maestro di cinema e per quattro anni anche direttore della Mostra veneziana – . Lo Spiegel deve rassegnarsi al fatto che il cinema è un fenomeno stagionale, legato al caso. Vero è che la riaccesa attenzione sui film italiani dopo i successi a Cannes ha posto di nuovo in primo piano la nostra cinematografia. E mi pare che non resti che compiacersene».
«E Cannes? Quante volte ha messo in gara quattro nomi francesi e nessuno ha avuto niente da ridire? – ricorda il regista Roberto Andò – . Quanto a noi, in un anno particolare per il nostro cinema come questo, in un momento di grande rimonta e ritrovato coraggio produttivo, la linea di Muller mi pare quanto mai comprensibile e condivisibile».
Del tutto schierato sulle scelte della Mostra anche Gianluigi Rondi, a sua volta per molti anni alla guida della rassegna veneziana e ora neo direttore del Festival di Roma. «Amo da sempre il cinema italiano e quindi più film italiani ci sono e più sono contento. L’anno scorso a Venezia i titoli in gara erano tre, stavolta sono quattro. Dove sta lo scandalo? Vuol solo dire che c’è un maggior numero di film degni di venir presentati in tale ribalta. Molti anni fa c’era un regolamento che limitava a due i titoli per ogni Paese, ma era una formula schematica e come tale è stata cancellata. No, niente da ridire sulla selezione veneziana. E’ ottima».

—————————–

Speciale Festival con il «Corriere»

«Magazine» su Venezia

E Charlize si confessa

MILANO — Venezia 2008. Un numero speciale dedicato al Cinema in generale e al Festival di Venezia in particolare. Il Magazine del Corriere della Sera (in edicola giovedì insieme con il quotidiano) si dedica interamente alla Mostra del Cinema, 178 pagine sul festival. Tanti articoli e interventi d’autore come quelli di Al Pacino, Mimmo Calopresti e Claudia Mori. Le analisi dei critici: da Tullio Kezich a Maurizio Porro, da Claudio Carabba a Paolo Mereghetti. E poi i protagonisti della Mostra numero 65: dai fratelli Coen a George Clooney (che campeggia in copertina) e Brad Pitt, le interviste a Marco Müller e Valeria Golino («Abolirei le gare e farei finire i festival con una gran festa»), a Giampaolo Letta di Medusa. E non è finita: Caterina Murino, Claudio Santamaria, Nicole Grimaudo, e le star internazionali Ralph Fiennes e Anne Hathaway. E ancora: il calendario delle proiezioni e una guida per destreggiarsi tra le calli veneziane. C’è anche un’intervista a Charlize Theron. La 33enne sudafricana, un passato da modella e ballerina, un Oscar per Monster, a Venezia con The Burning Plain,
rivela: «Sul set ho incontrato molte star: Al Pacino, Leonardo DiCaprio, Johnny Depp, Ben Affleck… Sono bellissimi e il primo impulso è stato quello di toccarli. Ma bisogna fare attenzione: per loro non bisogna mai rischiare di perdere la testa!».

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.