Dalla rassegna stampa Cinema

Americani al Lido in forze ridotte

… Goodbye Solo, del giovane regista Ramin Bahrani che porta a Venezia un «road movie». È la storia di Solo, trentaquattrenne senegalese che fa il tassista in North Carolina e che viene ingaggiato da William, settantenne del sud. William, in due settimane vuole arrivare in cima ad una montagna …

VERSO VENEZIA Lo sciopero degli sceneggiatori dell’inverno scorso ha rallentato la produzione Usa: per questo il festival avrà appena 5 film in concorso, uno fuori gara (ma dei fratelli Coen e con Clooney e Pitt) e uno nella sezione «Orizzonti»

Los Angeles

Era già successo al festival di Cannes, si ripete con l’appuntamento di Venezia. Lo sciopero degli sceneggiatori, che ha paralizzato un inverno di produzioni cinematografiche americane, ha alleggerito la presenza a stelle e strisce della 65° edizione della mostra del Cinema di Venezia (27 agosto-6 settembre): cinque i film in concorso, uno solo fuori concorso, uno nella sezione «Orizzonti», pochi grandi nomi americani fra i registi e gli interpreti.
Lo sciopero infatti ha dilatato i tempi di uscita dei film realizzati nel 2008, molti dei quali quindi non usciranno prima di dicembre e, anche se alcuni di questi avrebbero potuto essere pronti per la Mostra, i produttori non hanno voluto dare una mano alla pirateria facendo debuttare i loro film mesi prima della data di uscita ufficiale.
Dramma. È questo il genere più gettonato del lato Yankee della mostra. Tutti i film in concorso sono inseribili nella categoria. L’unica commedia è anche l’unico film fuori concorso. Si tratta di una di quelle irriverenti e sofisticate pellicole dei fratelli Coen, freschi vincitori dell’Oscar per il loro Non è un paese per vecchi. Il film che a Venezia è Burn after reading («bruciare dopo la lettura»), che vede recitare di nuovo insieme George Clooney e Brad Pitt, nei panni di due ottusi impiegati di una palestra che ritrovano un dischetto contenente i segreti della Cia e cercano di vendere il prezioso oggetto al miglior offerente così da ottenere i soldi per gli interventi di chirurgia estetica che sognano da tempo. Per Clooney si tratta del terzo film con i fratelli Coen dopo Fratello dove sei? e Prima ti sposo poi ti rovino, mentre Brad Pitt, amico di Clooney dai tempi di Ocean’s eleven, è alla sua prima commedia con i fratelli del Minnesota.
Per il resto, a Venezia, gli amanti del cinema americano dovranno preparare il fazzoletto. La guerra in Iraq troverà spazio nel film di Kathryn Bigelow Hurt Cocker, che vedrà protagonisti Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner. Chi vorrebbe analisi politiche e autocritiche potrebbe restare però deluso. Il film ha soprattutto i toni del thriller e racconta di una squadra specializzata nella ricerca e neutralizzazione delle mine che si appresta ad entrare in una delle tante città martoriate dalla guerra. Ognuno dei membri della squadra sa che chiunque, nella città, potrebbe essere un nemico e qualsiasi cosa potrebbe essere un ordigno pronto ad esplodere.
Darren Aronofsky, il regista di The Fountain e Requiem for a Dream porterà al Lido il tema sportivo con The Wrestler, pellicola con Mickey Rourke, Marisa Tomei ed Evan Rachel Wood. La trama è scontata e sembra di rileggere il copione dell’ultimo Rocky. Mickey Rourke interpreta un lottatore a fine carriera che cerca l’ultimo momento di gloria inseguendo una sfida con un suo storico rivale.
Le gioie e i dolori della famiglia e dei rapporti fra genitori e figli sono invece al centro di due pellicole, dirette da Guillermo Arriaga e Jonathan Demme, rispettivamente: The Burning Plain e Rachel Getting Married. L’autore messicano, alla sua prima esperienza da regista con il cinema a stelle e strisce, ha deciso di portare a Venezia un film corale dopo l’esperienza, da sceneggiatore, di Babel, il film sull’immigrazione di Alejandro González Iñárritu, candidato all’Oscar 2007. Arriaga intersecherà le vite di Gina, interpretata da Kim Basinger, che vive un intenso amore clandestino con Nick, della figlia, Sylvia, il premio Oscar Charlize Theron che vuole fare i conti con il passato, di Mariana, interpretata da Jennifer Lawrence, sedicenne decisa a ricostruire la relazione affettiva dei genitori, e di Maria (Tessa La), che aiuta i genitori a ritrovare amore e perdono. Il regista del Silenzio degli Innocenti e Philadelphia, Jonathan Demme, porta invece a Venezia Rachel Getting Married, la storia di una giovane modella, Kym, interpretata da Anne Hathaway, ricoverata in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti, che decide di lasciare la struttura per partecipare al matrimonio della sorella Rachel (Rosemarie Dewitt).
L’ultimo dei film in concorso è Vegas: Based on a true story, con cui il regista iraniano Amir Naderi, al suo primo film dopo tre anni, racconta una delle città più antropologicamente affascinanti dell’universo America: Las Vegas, la città del peccato, delle prostitute e del gioco d’azzardo. L’ultimo baluardo del vecchio Far West.
Pochi i film americani anche nella sezione «Orizzonti». Fra questi c’è Goodbye Solo, del giovane regista Ramin Bahrani che porta a Venezia un «road movie». È la storia di Solo, trentaquattrenne senegalese che fa il tassista in North Carolina e che viene ingaggiato da William, settantenne del sud. William, in due settimane vuole arrivare in cima ad una montagna dalla quale ha intenzione di buttarsi ma Solo decide di utilizzare quelle due settimane per convincerlo alla vita. Goodbye Solo è la tenera storia di una strana e inaspettata amicizia. Forse potrebbe essere il film americano più interessante al Lido.

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