Dalla rassegna stampa Musica

Abba, un mito che non tramonta

Successo del film con la Streep e i quattro tornano in vetta alla classifica

La raccolta “Gold”, già uscita nel ´92, scalza dalla prima posizione il disco dei Coldplay anche grazie al fenomeno “Mamma Mia”

LONDRA

Hanno fatto sloggiare dalla prima posizione delle classifiche britanniche addirittura i Coldplay e, in barba a tutta la musica nuova che circola, con un disco uscito per la prima volta nel 1992. Gli Abba sono di nuovo lì, a cantare il tormentone Mamma mia e a godersi la soddisfazione di fregiarsi di un altro record. Gold la raccolta con cui sono in testa alla classifica, è l´album più vecchio ad aver raggiunto un tale traguardo, ha spazzato via i precedenti di Journey, Bob Marley e Guns ‘n Roses. Il meglio degli Abba era comparso per la prima volta nelle chart del Regno Unito 16 anni fa, in testa fin dalla sua uscita nella prima settimana di ottobre, e ieri ci è tornato spinto anche dal musical interpretato al cinema da Meryl Streep, nelle sale proprio in questi giorni.
Ma non è solo l´evento cinematografico ad aver ridato forza alle canzoni del gruppo svedese, che ha venduto oltre 370 milioni di dischi in tutto il mondo. In fin dei conti le loro canzoncine orecchiabili la gente non ha mai smesso di cantarle e non è stata solo la comunità gay, per la quale gli Abba sono un´icona, a non averli dimenticati. Lo scorso 4 luglio a Stoccolma, quando Bjorn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Faltskog e Anni-Frid Lyngstad sono intervenuti alla prima del film, apparendo tutti e quattro insieme in pubblico dopo oltre 20 anni, Ulvaeus ha dovuto spiegare ancora una volta che non c´è alcuna intenzione da parte del gruppo di tornare sul palco. Non faranno insomma come i Police, i Wham, i Duran Duran, i Led Zeppelin, che di recente hanno ricomposto vecchi dissapori e ricominciato a fare tour o date uniche per la gioia dei fan.
Gli Abba non hanno bisogno di tornare a cantare dal vivo per suscitare l´interesse di fan e nuovi adepti, anche perché il loro stile glam, tutto lustrini e giacchette bianche, sarebbe ora meno proponibile dei salti che invece è riuscito a fare Sting. Il loro pop, che Dave Laing in “Punk, storia di una sottocultura” definisce «transnazionale», per la capacità di piacere in tutta Europa, ha ancora la chiave giusta per scardinare i mercati discografici.
Gli Abba furono l´apice di questo pop senza confini quando nel 1974, a soli quattro anni dalla formazione del gruppo, vinsero l´Eurofestival con «Waterloo» e scalarono le classifiche del continente. Erano capaci di piacere, oltre che in nazioni diverse, a un pubblico di ogni età, dai 13 ai 60 anni, e ne sono capaci ancora oggi. Nel frattempo si canta Fernando, si apprezza al cinema la bravura di Meryl Streep e si aspetta per andare a vedere che cosa ci sarà nel museo interamente dedicato agli Abba, in apertura a Stoccolma nel giugno 2009. In tempi di globalizzazione gli Abba sono davvero una splendida icona della musica divertente in ogni tempo e ogni paese.

Visualizza contenuti correlati


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.