Dalla rassegna stampa Cinema

I difficili amori di Isherwood

Guido Santi e Tina Mascara dedicano un documentario alla “Love Story” gay tra Chris e Don

Christopher Isherwood, compagno di studi di W. H. Auden, con cui visse la Berlino capitale della Repubblica di Weimar raccontata in Addio a Berlino che ispirò il musical Cabaret, ebbe una trentennale relazione con l´artista americano Don Bachardy. Un legame omosessuale in un clima difficile come quello dei primi anni Cinquanta. Trasgredendo alle convenzioni sociali dell´epoca, i due affrontarono apertamente la società hollywoodiana come una coppia gay, tenendo testa ai dispetti omofobici che arrivavano da ogni parte, come fu nel caso di Joseph Cotten, che durante una cena in cui la coppia era presente, fece commenti ad alta voce sui «mezzi uomini».
Chris e Don avevano trent´anni di differenza e, quando si incontrarono, Don era appena diciottenne. Il documentario di Guido Santi e Tina Mascara Chris & Don: A Love Story mette in luce la storia di questo complicato e passionale legame, che terminò con la morte, nel 1986, di Isherwood. Come spesso ricorda Bachardy, l´età e il background differente – Isherwood proveniva dall´aristocrazia inglese, mentre il padre di Bachardy lavorava nell´industria aerospaziale – contribuirono a rendere la relazione carica di divari. Fino a quando Bachardy non fu riconosciuto un artista di valore, veniva spesso snobbato dai colleghi di Isherwood. Fu Isherwood a notare in Bachary un grande talento da disegnatore: lo convinse a iscriversi a una scuola d´arte che il compagno frequentò in modo brillante. Il documentario ritrae la coppia in diversi momenti: la vita nella loro casa, i filmati dei viaggi, i commenti e i ricordi di amici come Leslie Caron e il regista inglese John Boorman. Una delle scene più deliziose li ritrae con Burt Lancaster, Anna Magnani e Tennessee Williams sul set de La rosa tatuata. L´ultima parte del film è dedicata al lento declino di Isherwood, alla malattia che lo colpì, il cancro. Bachardy era determinato nel rendere la morte del suo compagno «qualcosa che stavamo vivendo insieme», ritraendolo, così, anche nove o dieci volte al giorno. Isherwood avrebbe detto «questo è ciò che un artista dovrebbe fare», afferma Don e poi aggiunge, «questo è ciò che un artista ha fatto».

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