Dalla rassegna stampa Cinema

Gli italiani e l'amore - L´eros da Pasolini al Family Day

Ci sono argomenti ancora tabù come le pratiche sadomaso: nessuno vuole parlarne …monsignor Fisichella è l´ideatore del Family day, di recente è diventato arcivescovo e presidente dell´Accademia per la vita. È stato molto disponibile. Ha avuto solo un attimo di perplessità quando gli ho …

Tabù

Gli sposi in gondola in una Venezia da cartolina. Sorridono, salutano radiosi mentre si allontanano verso il loro futuro. La voce malinconica e gentile di Pasolini li accompagna con il suo poetico augurio di amore per sempre. Sono le immagini in bianco e nero di Comizi d´amore, il film documento in cui Pasolini, con la complicità di Alberto Moravia e Cesare Musatti, parlava con gli italiani dei primi anni Sessanta di temi ancora scabrosi come il sesso e l´amore. Sono le immagini che lo scrittore Antonio Scurati ha scelto come finale di La stagione dell´amore, il documentario con cui ripropone gli stessi temi nell´Italia di oggi. Prodotto da Fandango, andrà in onda stasera a La storia siamo noi, il programma di Giovanni Minoli (RaiTre alle 8.05 e 0.35). Il quale, dice, «mi ha interessato, oltre l´argomento, il ritmo narrativo scelto da Scurati. Un ritmo dilatato, che permette di cogliere nelle reazioni degli intervistati atteggiamenti, gesti, esitazioni, pudori, dettagli che spesso significano molto di più delle parole. È una modalità narrativa nuova, importante nella ricerca di varietà dei linguaggi».
L´omaggio a Pasolini, dice Antonio Scurati, «è esplicito, la sua poetica sugli sposi è l´unico testo letterario di commento nel film, l´ho usato per la sua bellezza e la sua attualità. Non avevo l´ambizione di rifare il lavoro di Pasolini, se mai un prolungamento. Comizi d´amore è un modello irripetibile, anche perché l´Italia di allora era una nazione mediaticamente ingenua. Abbiamo constatato che l´innocenza mediatica è perduta: oggi davanti a una telecamere si cerca di recitare il proprio ruolo».
I suoi intervistati vanno dai partecipanti al Family day agli studenti del Parini ai frequentatori del circolo di destra Casa Pound. Tutti disponibili a parlare?
«Ci sono argomenti ancora tabù, le pratiche sadomaso per esempio. Mi ha stupito che nessuno degli studenti del Politecnico di Milano fosse disposto ad affrontarlo, si giravano dall´altra parte oppure dicevano di non saperne nulla. A Casa Pound sono entrato grazie a un amico. All´inizio abbiamo parlato dell´arte della guerra, i ragazzi erano molto colpiti dalla mia preparazione, erano convinti che fossi dalla loro parte. Sono rimasti molto stupiti quando ho detto che ero un uomo di sinistra».
Perché ha cominciato con il Family day?
«M´incuriosiva la modalità della manifestazione: con tanti giovani, bande, balli, canti, e colori è più vicina agli episcopali americani che ai raduni cattolici tradizionali. Tutto è cominciato con lo sdoganamento dei gruppi cattolici insofferenti delle gerarchie ecclesiastiche operato da papa Wojtyla, che con il suo carisma se n´è riappropriato. Oggi si saldano con un laicismo popolare molto diffuso».
Com´è andato l´incontro con monsignor Fisichella?
«È l´ideatore del Family day, di recente è diventato arcivescovo e presidente dell´Accademia per la vita. È stato molto disponibile. Ha avuto solo un attimo di perplessità quando gli ho fatto notare che il clero e gli omosessuali hanno in comune l´impossibilità di avere figli. Temevo s´irritasse, ma se è successo lo ha nascosto molto bene».
I temi sono famiglia, Dico, tradimento, castità, sessualità. Un tema su cui insiste è quello dell´amore romantico.
«È stato il mio punto di partenza, dopo aver scritto Una storia romantica. Oggi si vive una sessualità libera, assoluta, l´amore romantico sembra qualcosa di degradato, invece è molto forte perché negato, è forte nella misura della sua assenza. È una lacerazione sentimentale ma anche sociale del nostro tempo, la nostra pratica quotidiana è la precarietà. Un tempo amore e guerra ispiravano gli artisti, oggi l´amore è stato abbandonato dalla grande arte e lasciato alla serie B, agli psicologi d´accatto della tv. Invece bisognerebbe riappropriarsene. Manchiamo di un´educazione sentimentale, non fa fico parlare d´amore, ma la precarietà sentimentale genera un´instabilità sociale molto forte. Secondo me questa nuova ondata misogina è anche il frutto di questa lacerazione. L´eclissi dell´amore romantico, inteso come sentimento, genera violenza. E non solo da parte degli uomini che vengono dall´est, la pratica della violenza è anche degli italiani».
Lei è spesso critico nei confronti della tv. Ha cambiato idea?
«La stagione dell´amore è il mio primo lavoro per la televisione. Ogni tanto vado come ospite, sono un ospite appetibile perché ho una natura polemica, ma accetto un invito su dieci. No, non ho cambiato idea, la mia ambizione è riuscire a usare il mezzo contro se stesso, una sfida ardua data la potenza del mezzo. Ritengo che uno scrittore che vuole essere un intellettuale pubblico – ricordiamo Pasolini – deve accettare un confronto di tipo agonistico con la televisione, un corpo a corpo con questo linguaggio, cercare la possibilità di sperimentare. Penso che la tv sia una cosa troppo seria per lasciarla ai critici televisivi. Appartengo alla generazione cresciuta con la tv, la scarsa qualità della nostra fiction è ben lontana dalla maturità di una certa produzione americana. E tutto dipende dalla scrittura».
I diritti di Il sopravvissuto sono stati acquistati per farne un film. Altri suoi libri saranno portati sullo schermo?
«Una storia romantica è stata comprata da Bibi Ballandi, che vorrebbe esordire come produttore ricavandone una fiction tv per la prima serata. L´idea mi attrae, sarebbe una bella sfida».

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