Dalla rassegna stampa Cinema

BOX OFFICE - L’ITALIA SCEGLIE INDIANA JONES, GLI USA QUELLA BOIATA PATINATA DI “SEX AND THE CITY” –

BELL’ESORDIO PER “IL DIVO” (1.2 MLN), “GOMORRA” VOLA A 6.6 MLN – FIASCO PER “SANGUEPAZZO” (381MILA)…

Allora non è vero che i gusti sono tutti omologati, almeno in quest’ultimo weekend: gli italiani, fedeli alla nostalgia, scelgono, dopo 20 anni di astinenza, l’archeologo Indiana Jones, ormai 65enne; le americane invece tengono per il noto quartetto delle ragazze shopping and gossip di “Sex and the city”, segno che il potere del marketing del teleschermo è più forte. Il film tratto dalla popolare serie nuovayorkese e molto modaiolo, ha infatti portato casa in Usa e Canada oltre 55 milioni, battendo le più rosee previsioni, mentre con 46 milioni segue il kolossal di Spielberg Paperone di Hollywood.

In Italia, nel weekend lungo, piovoso ma non ricco, accade l’opposto: Harrison Ford si impone con €. 2.069.314, cifra non esaltante considerate le 656 copie (totale di 7.373.752) mentre le ragazze 40enni di Sex and the city, in 522 copie, incassano 1.760.735 euro con un film di 145 minuti.

Seguono, al terzo e quarto posto i due chiacchieratissimi, lodatissimi film italiani premiati a Cannes: “Il divo” di Sorrentino con Servillo ha un’ottima partenza (338 copie, €. 991.556, totale 1.239.406) e “Gomorra” di Garrone raggiunge €. 6.629.000 (nel weekend ha aggiunto 990.948), ben distante da “The hitcher” (€. 250.842) e “Sanguepazzo” di Giordana con la Bellucci e Zingaretti (solo €.81.193, totale 381.332).

Sono risultati illuminanti per la sociologia del cinema, dato che i due film più graditi si dividono equamente gusti, età e tipologie e rispondono in modo diverso alla domanda: chi decide quale film vedere, Lei o Lui?

Ecco: Indiana-Ford con tutte le sue avventure da fumetto ma anche da vecchio cinema, si rivolge molto al pubblico maschile e ai ragazzi dagli 8-9 anni in poi, mentre le quattro pettegole amiche che hanno ormai raggiunto, se non la pace, almeno un armistizio dei sensi (sesso pochino), si rivolgono col loro sogno così middle class al fedele pubblico di telespettatrici, femminile ma con innesti anche dell’audience gay, cui spetta nel serial strapieno di sponsor, un posto di riguardo.

Un bel momento per il nostro cinema, che finalmente non deve alzare la quota di mercato solo coi film farsa di Natale o con storie scolastico sentimentali, ma torna a parlare, con accenti non solo neo realistici, della nostra storia di ieri e oggi. Il canale di comunicazione ed interesse, il voltaggio politico che stabilisce coi giovani, è per gli autori il premio più importante, interessando questi film, fortuna, quel pubblico under 25, che va al cinema cui si è aggiunto un altro pubblico che invece ci va di rado e osserva bene prima di scegliere, anche per i noti travagli economici del Paese anche se il cinema rimane il divertimento più a buon mercato.

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