Dalla rassegna stampa Cinema

CANNES «Serbis», purtroppo è un film

…Serbis è un film-spazzatura, ma basta leggerlo come un film «sulla» spazzatura, ed è fatta…

Da Manila, ambientato in un cinema porno

Al terzo «servizio» abbiamo chiamato il giornale: di questi tempi, con l’ansia da prestazione che coinvolge la critica italiana (molti, allertati da voci inconsulte, pensavano che il film di Woody Allen fosse una specie di porno-soft), meglio premunirsi. Il risultato è che già ieri vi avevamo informato del porno-hard – in alcuni momenti – in concorso a Cannes. È il filippino Serbis, «servizio», e si riferisce proprio a quei servizietti lì, concessi a prezzi modici in una sala a luci rosse di Manila. Nel cinema, che ironicamente si chiama Family, vive anche una squinternata famiglia, ma le loro storie sembrano interessare assai poco al regista Brillante Mendoza, che preferisce seguire il viavai con estenuanti piani-sequenza e coprire i dialoghi con l’incessante rumore del traffico. Tra tenutari e clienti, al Family non si pensa ad altro che al sesso orale: e si sa, da qualche anno, che un film sordido, possibilmente del terzo mondo, e con fellatio in primo piano non può mancare in concorso a Cannes. È una tassa. O un servizio, fate voi.
In realtà potremmo scrivere una contro-recensione delirante che spiegherebbe perfettamente i motivi per cui un simile oggetto è al festival. Ci abbiamo pensato fin dai titoli di testa, impressionati su pellicola falsamente rigata, e ne abbiamo avuto conferma dai titoli di coda, dove la pellicola sembra andare a fuoco, come quando al cinema il proiezionista si distrae. Serbis è un film-spazzatura, ma basta leggerlo come un film «sulla» spazzatura, ed è fatta. Le finte sporcature alludono a Grindhouse di Rodriguez-Tarantino, il cinema nel cinema è un’operazione metalinguistica, la pornografia tracima dallo schermo nella vita, il film è una riflessione sulla società dello spettacolo nella sua declinazione post-colonialista. Se non l’avessimo visto, potremmo anche credere che Serbis sia un film. Purtroppo l’abbiamo visto.al. c.

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