Dalla rassegna stampa Cinema

Greek, obiettivo i college Usa ma dimenticatevi Animal House

… il protagonista è Rusty Cartwright, il secchione, modello non originalissimo ma nemmeno troppo frequente. E poi ci sono i suoi due amici, uno ipercritico e bacchettone, l’altro gay latente e non troppo stereotipato…

Che novità, dall’America arriva l’ennesima serie sui college, fatto di bei visetti (ancora sconosciuti) e sfigati nerd, di amorazzi e lazzi, di comiche disavventure e goliardate. Ecco Greek , ennesima variazione sul tema della commedia sentimental-generazionale sui banchi (e vicino agli armadietti) di scuola. L’impressione, dai primi venerdì, era che persino Mtv (ma i primi a portarlo in Italia sono stati i segugi della Fox), ogni tanto, sbagliasse la scelta di una serie, o semplicemente avesse deciso di prendere la scorciatoia più facile per fare ascolti.
A uno sguardo superficiale e un po’ preconcetto nulla di nuovo sul fronte scolastico, insomma. Una mezza verità: intanto perché il protagonista è Rusty Cartwright, il secchione, modello non originalissimo ma nemmeno troppo frequente. E poi ci sono i suoi due amici, uno ipercritico e bacchettone, l’altro gay latente e non troppo stereotipato, target e struttura permettendo. Questi due, magari goffamente, qualcosa di intelligente e ficcante ce l’hanno da dire quasi sempre. Le figure femminili, pur rispondendo esteticamente ed eticamente a canoni un po’ (troppo) maschilisti, si rivelano meno prevedibili dei soliti plot e il centro della narrazione che si rivolge alle confraternite e all’ossessione tutta americana di farne parte appare azzeccato ed esposto in tutta la sua ridicola serietà.
Finiamo forse per sentire lontane certe tematiche, ma è divertente scoprire il lato debole e idiota di queste congreghe di maschi urlanti e decerebrati, privi di ogni rispetto per chiunque non risponda alle loro avvilenti e retrograde regole di vita. Un teen serial buonista, certo, ma che non rinuncia ad aprire una finestra sull’orgia di sesso, alcol e psicotropi che gira nei college Usa, di solito intoccabili e presentati come isole felici e idilliache. Promosso con sufficienza piena, anche se il film Le regole dell’attrazione , in merito, rimane un cult non raggiunto, soprattutto nel nichilismo e nella sfacciata ferocia, e Animal house è solo un nume tutelare neanche avvicinato. Segnatevi i nomi di Jacob Zachar, Spencer Grammer e Dilshad Vasdaria.
B. S.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.