Dalla rassegna stampa Cinema

Sex and the City è l’ora della verità

Film evento Tratto dal telefilm più cool della storia tv, tornano Carrie Miranda, Samantha e Charlotte tra amori, amicizie e (forse) matrimoni

NEW YORK
Quando uscì la serie, nel 1998, lasciò subito un segno. Sì, c’erano i sandali di Manolo Blahnik, le sfilate di moda, le minigonne vertiginose, i troppi Cosmopolitan. E gli amori, quelli di una notte, quelli che che ritornavano, quelli impossibili e anche quelli che duravano. Ma se Sex and the City divenne subito uno show con un seguito da culto, specialmente tra le donne e tra i gay, è stato soprattutto perché per la prima volta c’erano come protagoniste quattro donne single disinibite, sboccate, complesse, ambiziose, divertenti. E se tra di loro non mancavano liti e gelosie, erano anche sempre pronte a confidare i loro segreti più intimi e a darsi supporto nei momenti più difficili. Ecco Miranda (Cynthia Nixon), l’avvocatessa un po’ cinica e sarcastica. Ecco Samantha (Kim Cattrall), la più sessualmente vorace. Ecco Charlotte (Kristin Davis), la più ingenua e la più dolce. E poi c’è lei, Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), la sex columnist sempre brava ad offrire consigli agli altri e la cui vita sentimentale è invece una continua altalena, con il suo amato Mr. Big (l’attore Chris Noth) che un giorno c’è e l’altro scappa.
Nel 2004, dopo sei stagioni di premi e di enorme successo, la serie giunse al termine lasciando tante domande senza risposta. Allora, Carrie e Mr. Big alla fine si sposano o no? E Samantha, possibile che finisca in una relazione monogama, come Miranda col suo Steve? E Charlotte, dopo avere adottato un bimbo, riuscirà ad avere un figlio naturale? Domande che hanno finalmente trovato una risposta, perché a quattro anni dall’ultimo episodio televisivo le nostre quattro eroine ritornano, non per il piccolo ma per il grande schermo. Chi le conosce bene assicura che nella vita reale Sarah Jessica Parker, Cynthia Nixon, Kim Cattrall e Kristin Davis si detestano. E che a farle tornare assieme è stato non il desiderio di rivisitare le loro turbolente vite quattro anni dopo o quello di accontentare i fans, ma il denaro. Ma nel nuovo film, come quando si presentano per le interviste di rito, sono tutte complimenti e sorrisi. Erano stati i capricci e le richieste finanziarie della Cattrall, per esempio, a far rinviare la produzione del film di un anno. Ma oggi ha solo parole positive. E spiega così l’evoluzione della sua Samantha. «Vive nell’altra costa, a Malibu col suo Smith. Ma si sente irrequieta, come sempre. E mentre le sue amiche si sposano e fanno figli, realizza che si sente molto lontana non solo geograficamente». Nel film c’è anche qualche illusione in meno: «Cenerentola e il Principe vissero felici e contenti – dice la vera Carrie a Lili, la bimba di Charlotte adottata in Cina -. Nella vita reale non sempre le cose vanno così. È bene che tu lo sappia».
Per le nostre quattro protagoniste la produzione del film è stata anche l’occasione per tornare in un mondo fatto di scarpe e di vestiti, di cui ne sfoggiano un totale di ben 400. «Quando siamo arrivate per fare le prove con le nostre vecchie stiliste e guardarobiere è stato come fare un viaggio indietro nel tempo – ricorda Kristin Davis -. E poi c’erano file e file di scarpe, di vestiti, di borse. Mi è sembrato di avere trovato la mia Mecca». Dirige Michael Patrick King, lo stesso regista, sceneggiatore, produttore e anima della serie tv. «Queste quattro donne sono intelligenti, sensuali, divertenti. Quattro geni che mi sono mancate moltissimo. Tutto è ambientato nel 2008: sarebbe stato un errore congelare le ragazze nel tempo», spiega King.
Oltre ai loro quattro uomini storici (Chris Roth, Evan Handler, Jason Lewis e David Eigenberg) nel nuovo film King ha voluto Candice Bergen nella parte della direttrice di Vogue e Jennifer Hudson (Dreamgirls) come assistente di Carrie. E poi c’è un altro protagonista: New York City. «E’ la quinta delle mie donne», conclude King.
Ottantuno cambi di vestiti per Sarah Jessica Parker, una mise nuova ogni 90 secondi. Per i fan della frizzante Carrie Bradshaw il conto alla rovescia è incandescente: la sexy columnist del New York Star, icona di moda, eterna fidanzata di Mr. Big, torna non solo come protagonista, ma anche come produttrice della pellicola, così come lo era stata della serie tv.
Dopo anni di false partenze, avete iniziato le riprese. Come è stato quel primo giorno?
«Come se non ci fossimo mai lasciate, tornare sui nostri passi è stato naturale. Abbiamo lavorato duramente, ma ci siamo anche fatte grandi risate. Quello che non ci aspettavamo era l’interesse della gente. Ovunque giravamo c’erano masse di fan ».
Sono passati quattro anni, tutte voi avete alle spalle nuove esperienze…
«Siamo tutte un po’ più vecchie e nel film non lo nascondiamo. Ma il nostro amore per le scarpe è rimasto immutato e lo spirito è rimasto lo stesso. La sola vera differenza è che, col cinema, tutto diventa più grande».
Sono anche cambiati i tempi, da un’epoca di prosperità a una di guerre e incertezza economica.
«Abbiamo consciamente deciso di non riprendere dove eravamo rimaste, ma di andare avanti con gli anni. Ma la nostra non è una storia politica né femminista, è la storia di quattro donne contemporanee che entrano ed escono dall’amore, un sentimento che trascende i tempi, le frontiere e la politica».
Per anni avete ripetuto che l’esperienza di Sex and the City si era chiusa ed era giunto il momento di fare altro…
«Non ho mai cercato di prendere le distanze da Carrie. Mi piacciono i bei vestiti e le scarpe, ma non andrei mai in giro per la città vestita come lei. Come me Carrie è più adulta e questo si riflette anche nello stile dei suoi vestiti, nei colori che usa. Sentendosi più sicura finanziariamente, poi, si sente più pronta a concentrarsi sull’amore, ma io sono una mamma e una donna felicemente sposata».
Parliamo allora di Mr. Big, col quale alla fine…
«Accadono tante cose, ma è meglio non rovinare la sorpresa agli spettatori».
Che cosa ha Mr Big che lo rende così attraente?
«Mr. Big piace alle donne e agli uomini. Alle donne per ovvi motivi, è un uomo per cui puoi perdere la testa e soffrire. Ma lo proteggono anche gli uomini, in tanti mi hanno raccomandato di non fargli del male».

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