Dalla rassegna stampa Musica

Max Gazzè torna con "Il solito sesso"

Il cantautore risalirà per la terza volta sul palco dell’Ariston dopo sette anni di assenza …«Credo che i temi sociali debbano essere affrontati seriamente, non in maniera patetica. Se parli di un gay e lo escludi da una condizione naturale delle cose, vuol dire che hai un problema con i gay. …

ROMA
Max Gazzè, uno dei personaggi più colti e musicalmente preparati della canzone italiana, si appresta ad affrontare la sua terza partecipazione al Festival di Sanremo con grande serenità. Proporrà “Il solito sesso”, brano incluso in “Tra l’aratro e la radio”, nuovo album che sarà nei negozi dal 29 febbraio.
La sua sarà una presenza che darà come sempre un contributo di originalità al Festival. «Non cerco a tutti i costi l’originalità, di spiccare o stupire – risponde il cantautore e musicista romano –. Ho scelto questo brano perché tra quelli del nuovo album era quello che poteva essere accolto in un palco come quello di Sanremo. È una canzoncina carina, che ha un suo aspetto romantico, poetico, una sua orecchiabilità».
Per Gazzè, padre di tre figli, Sanremo va vissuto «accettando serenamente le cose che accadono, anche i momenti più difficili». La sua ultima partecipazione in gara risale al 2000 con “Timido ubriaco”, nel 2006 ha fatto una piccola apparizione accanto ad Alex Britti. Non ha ascoltato il pezzo della Tatangelo sui gay e di Zampaglione sui licenziamenti di massa, ma dice: «Credo che i temi sociali debbano essere affrontati seriamente, non in maniera patetica. Se parli di un gay e lo escludi da una condizione naturale delle cose, vuol dire che hai un problema con i gay. Spero comunque che siano belle canzoni, per le mie orecchie e per quelle degli altri».
Il nuovo album è «una selezione di tanti brani composti negli ultimi tre-quattro anni» e per realizzarlo ha chiamato Carmen Consoli e Marina Rei: «C’è stata una bellissima interazione tra musicisti – racconta – . Nell’ultima fase, Carmen ha registrato molte chitarre elettriche e acustiche, facendo un ottimo lavoro di esecutrice. Nel cd c’è un tocco più femminile di chitarre, più morbido. Marina ha messo le percussioni. Come di consueto ho collaborato con mio fratello, e per la prima volta con un mio amico, Gimmi Santucci, autore di testi frutto di un interesse comune e di un parlare insieme, passando pomeriggi a tè e biscottini. La poetica straordinaria di mio fratello è uscita in altri brani, come Il solito sesso. Ma per la prima volta ho collaborato con una persona diversa. Santucci fa tutt’altro nella vita, viene dal mondo dell’economia e dell’alta finanza». È per questo che nel brano “Siamo come siamo” canti «e conta solo chi ha un prezzo»?. «Non bisogna essere degli economi per pensare questo», risponde divertito.
Il titolo “Tra l’aratro e la radio” rappresenta «un punto di partenza e uno di arrivo, dalla società agricola a quella industriale». Ma Gazzè non lancia messaggi né dà giudizi: «Descrivo la realtà, di fatto non c’è una scelta tra l’aratro, la parte terrena, e la radio, la parte aerea. Dico solo che è bello sfruttare tutto ciò che di buono c’è nelle tecnologie, ma l’evoluzione deve essere a disposizione dell’uomo, non viceversa».

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