Dalla rassegna stampa Musica

I Pooh super-ospiti a Sanremo in versione beat anni Sessanta

…Cosa pensate di brani in gara a Sanremo come quello di Anna Tatangelo sui gay e di Federico Zampaglione sui licenziamenti di massa? «Il Festival è una grande platea, è giusto approfittarne per far ascoltare qualcosa che va al di là della semplice canzone»…

La band ritornerà sul palco dell’Ariston a diciotto anni dalla vittoria con “Uomini soli”
Al Festival non ci saranno invece Fiorello, Patty Pravo e i Negramaro

ROMA
I Pooh, primi in classifica grazie a un album-tributo alle canzoni beat anni Sessanta, “Beat ReGeneration”, saranno super-ospiti al Festival di Sanremo assieme a Jovanotti, Giorgia, Gianni Morandi e Fiorella Mannoia. Non dovrebbe esserci invece Fiorello anche se, secondo indiscrezioni di stampa, sarebbero in corso trattative per una sua incursione nella serata finale del Festival per una performance assieme a Teo Teocoli, Tony Dallara e Marco Baldini legata a “Carta d’identità”, il tormentone che lo showman ha lanciato a “Viva Radiodue”. È saltata anche la partecipazione dei Negramaro, così come quella di Patty Pravo che avrebbe voluto cantare un brano di Dalida in arabo indossando un burka.
La storica band dei Pooh salirà sul palco dell’Ariston dopo quarantadue anni di carriera, e a diciotto anni dalla vittoria con “Uomini soli”.
«Noi, cantori dell’amore, quasi vent’anni fa al Festival abbiamo proposto una canzone sulla solitudine», ricordano i Pooh, che sul successo del loro nuovo album dicono: «Ora i giovani ascoltano i Pooh che fanno venire fuori la loro anima di vero complesso beat. Abbiamo smontato le canzoni e le abbiamo fatte nostre. Questo piace ai ragazzini. È un album in cui c’è poco pensiero e tanta pancia, c’è più muscolo che testa».
I Pooh, che il 29 marzo partiranno per un tour di sedici date nei palasport (e ci sono già richieste per aggiungere nuove date) forse non si aspettavano l’invito al Festival: «Ieri abbiamo visto il comunicato. Pippo Baudo ce l’aveva chiesto a “Domenica in”. Si era complimentato per il nostro album dicendoci “avrà fortuna”. E così è stato, siamo primi».
A Sanremo Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian proporranno alcuni brani per raccontare «la nostra piccola storia», oltre a “La casa del sole”, successo dei Bisonti incluso in “Beat ReGeneration”. Un disco epocale nel loro percorso artistico: in oltre quarant’anni di carriera è la prima volta che incidono un intero album di canzoni di altri.
«Stanno funzionando perché, al di là del fatto che le abbiamo fatte con cura e con grande rispetto, la gente evidentemente vuole ritrovare qualcosa di ingenuo, vero e diretto», dicono.
A Sanremo nella stessa serata ci sarà anche Jovanotti, che i Pooh hanno scalzato dal vertice della classifica: «Siamo talmente amici che credo non ci siano questi problemi. E poi non l’abbiamo scalzato noi, è stato il disco». Ma come spiegate questo grande ritorno di fiamma per gli anni Sessanta? «Erano anni di ingenuità e grandi sogni, qualcuno lo abbiamo anche realizzato – rispondono –. Si sorrideva molto di più, era tutto meno globalizzato, chiunque poteva essere il primo a fare qualcosa. Ma l’anima e lo spirito di quei giorni non sono andati persi. Anche la moda sta tornando ad attingere a quelli anni, si vuole uscire dal grigiume. Allora c’era voglia di cambiare, oggi più che voglia c’è il bisogno di cambiare». Cosa pensate di brani in gara a Sanremo come quello di Anna Tatangelo sui gay e di Federico Zampaglione sui licenziamenti di massa? «Il Festival è una grande platea, è giusto approfittarne per far ascoltare qualcosa che va al di là della semplice canzone». Infine, a una domanda sull’inclusione nella compilation di Sanremo del brano di Toni Dallara e Teo Teocoli escluso dal Festival, affermano: «Ne siamo contenti, deve esserci spazio per tutti, anche per gli esclusi».
Intanto, il premio “Città di Sanremo”, assegnato ogni anno dall’amministrazione comunale in concomitanza con il Festival, sarà consegnato quest’anno all’Oscar Nicola Piovani.

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