Dalla rassegna stampa Cinema

Rapporto di classe. Al riparo di un triangolo

Marco Simon Puccioni ci parla del film «Riparo» che esce il 18 e dopo essere stato presentato a Berlino e premiato in vari festival.

Mario Mazzarotto spiega la nuova strategia distributiva della «Movimento Film»

Roma Il succeso internazionale Riparo di Marco Simon Puccioni lo ha già raggiunto. Ha partecipato ad almeno una cinquantina di festival da quando è stato presentato a Berlino 2007, accumulando premi per le interpreti Maria de Medeiros e Anna Liskova. La prima è Anna proprietaria di una azienda di famiglia nel nordest, la seconda è Mara una sua operaia ed amante. Nel corso di una loro vacanza in Tunisia Anna scopre che hanno a bordo dell’auto un giovane clandestino, Anis (Mounir Ouadi) che fa assumere in fabbrica e accoglie in casa. Il clima del film si sviluppa attorno al rapporto di potere che intercorre tra i tre personaggi, padrona, operaia e clandestino in una scala complicata da difficili rapporti familiari, un rapporto a tre destinato a spezzarsi. Nato da un’idea di Monica Rametta (sviluppata poi con Puccioni e la collaborazione di Heidrun Schleef) sul rapporto tra due donne, «un tema poco esplorato nel nostro paese», che il ragazzo mette in crisi. «L’idea iniziale era più connotata verso il sociale, dice Puccioni, ma questo sapeva un po’ di predica, la porta d’ingresso verso il pubblico è stata invece la psicologia personale, emotiva, raccontare la vita dei protagonisti. Il titolo «Riparo» l’ho ideato io nell’accezione di ricerca della dignità, come casa, affetto, lavoro, amore che i personaggi stanno cercando. In italiano, mi faceva notare Gianni Amelio, potrebbe significare anche riparare, aggiustare qualcosa di rotto. È vero: i personaggi sembrano figli di un dio minore, sono accettati, ma in parte».

A Maria de Medeiros (che stasera sarà all’Auditorium come cantante) è piaciuta subito la sceneggiatura, anche se con il Friuli, con Udine dove è ambientato il film, ha ben poco a che spartire: «Questo film ha molti livelli di lettura, dice, innanzi tutto il triangolo, e poi la relazione come rapporto di classe, ma soprattutto è un film politico con interessanti aspetti pasoliniani e una lettura metaforica sull’Europa ricca che può permettersi di avere buoni sentimenti verso il sud povero. Anna rappresenta la ricchezza dell’Europa, ha un potere smisurato che non si può misurare con quello degli altri. Questo potere lei lo ha e lo usa». Infatti può permettersi di non fare arrivare a Mara la lettera di licenziamento e di cacciare il ragazzo che ha accolto quando si accorge che può minare il suo rapporto con Mara (Antonia Liskova, indossatrice slovacca ha al suo attivo molta televisione in Italia e questo è il suo primo ruolo importante al cinema).

In quanto agli aspetti pasoliniani del film, dice Puccioni: «Non ci sono riferimenti a Pasolini se non un approccio al reale, non intellettualistico nei confronti di un ragazzo preso dalla strada. L’ho trovato in Francia, un ragazzo con una serie di problemi nei confronti della società. Aveva una esperienza diretta e ha dato la sua forza al film e la sua leggerezza di adolescente, prende distanza dalla miseria della sua realtà quotidiana. Non ha mai potuto partecipare alle proiezioni per una serie di problemi di devianza, doveva essere qui anche oggi, mi ha promesso che sarebbe arrivato in macchina dalla Francia, ma come altre volte non ha mantenuto gli impegni. Corre ancora nel mais, come nella scena finale del film, torna ad essere invisibile, ha un difficile rapporto con la società. Eppure ha dato tanto a questo film».

Ora Riparo infine esce anche in Italia venerdì prossimo grazie all’iniziativa di una nuova casa di distribuzione, «Movimento Film» di Mario Mazzarotto che ha prodotto il film ed esordisce nella distribuzione: «Riparo nasce dalla coproduzione Italia Francia con il sostegno Eurimages e la Film Commission del Friuli Veenzia Giulia. È già uscito in Spagna, sta uscendo in Francia ed è stato acquistato dagli Usa la sera stessa della proiezione di Berlino. Forte dei premi ho deciso di investire nella distribuzione io stesso sostenuto da Circuito Cinema che garantisce le sale in tutta Italia. Si darà la stessa possibilità ad altre produzioni indipendenti che si trovano nella stessa condizione paradossale di questo film: successo all’estero e impossibilità di essere distribuito in Italia. «Movimento Film» è una società che vuole associare produttori e distributori, anche Amedeo Pagani è interessato all’iniziativa».

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