Dalla rassegna stampa Cinema

«Borat» era irriverente? Aspettate «Religulous»

Il regista del film «Borat» Larry Charles vuol portare a Cannes un film sulle religioni con il comico Bill Maher

Los Angeles

Il comico Sacha Baron Cohen ha annunciato che non impersonerà più Borat, il provocatorio giornalista kazako inviato negli Usa, ma dietro la macchina da presa del film c’era il regista Larry Charles che per il suo nuovo lavoro affronta un tema foriero di possibili polemiche mondiali: la religione. Con Religulous (da «Religion» e «ridiculous»), Charles ha firmato un mix fra documentario e commedia in cui Bill Maher – un attore-conduttore avvicinato dalle agenzie di stampa alla vena satirica di Daniele Luttazzi – passa ironicamente in rassegna il concetto di fede e gli eccessi delle religioni e di credi in tutto il mondo.
La pellicola ora è in fase di montaggio, uscirà negli Stati Uniti il 20 giugno 2008 e potrebbe avere l’anteprima mondiale al Festival di Cannes. L’intento satirico del film è evidente già dal primo poster, su cui campeggia il volto sorridente di Maher su un toast e con la frase «Sentite odore di bruciato?».
Il comico 51enne ha lavorato anni per preparare il film. È uno abituato alle polemiche: nel 2002 ha perso il suo programma in onda sulla Abc, Politically Incorrect per aver giudicato più codardi gli americani a lanciare missili Cruise dal cielo che i terroristi a schiantarsi contro le Twin Towers l’11 settembre. Dal 2003 conduce una trasmissione sulla Hbo, Real time with Bill Maher, e la fede è da sempre un leit-motiv dei suoi monologhi. «Con fanatici religiosi come Bush e Osama Bin Laden alla ribalta nel mondo, il mio smascherare l’uomo dietro le quinte aveva bisogno di una platea più ampia di quella della televisione di tarda serata. Volevo fare un documentario e volevo che fosse divertente. – spiega l’attore nelle note di produzione – D’altronde siccome non c’è niente di più ridicolo degli antichi miti che oggi sopravvivono nelle religioni, questo film tenterà di essere veramente esilarante. A meno che tu non sia un religioso. In quel caso potrebbe non piacerti».
Seguendo lo stile di riprese da documentario-verità usato per Borat, il regista segue l’attore mentre intervista e si confronta con rappresentanti del clero cristiano, ebrai, musulmani, esponenti di Scientology, satanisti, i raeliani (i quali credono che gli esseri umani sono stati creati da extraterrestri). «Quello che è divertente farà paura, quello che fa paura sarà terribilmente divertente. Il pazzo sembrerà sano e il sano assolutamente e innegabilmente pazzo. Tutte le distinzioni sono confuse. Nietzsche ha detto che Dio è morto, ma non ha visto gli incassi de La passione di Cristo» ha aggiunto Charles.
Il regista ha precisato che né lui né Maher vogliono sostenere «che non esiste niente. Diciamo invece che c’è qualcosa di talmente grande che supera la nostra immaginazione, i nostri sistemi di credenze: è qualcosa che non conosciamo». Nonostante il loro approccio, il regista e il comico non hanno avuto problemi a trovare esponenti religiosi disposti a parlare («anche i rappresentanti del clero sono sensibili ai media» sostiene Maher) né ad arrivare in luoghi di culto come il Vaticano o la Cupola della Roccia a Gerusalemme, che contiene la grande pietra dalla quale Maometto si sarebbe innalzato in volo, una notte, per raggiungere il Paradiso. «Nell’epoca delle telecamere digitali basta girare senza troupe numerose e fingersi turisti – ha commentato il comico – e puoi entrare dappertutto».

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