Dalla rassegna stampa Cinema

MA ZAPATERO NON ABITA QUI

Docu-fiction di Peter Marcias su Pacs, dico, diritti gay: un racconto-inchiesta sensibile e profondo

Sui pacs e sui Dico – le unioni civili di fatto, omosessuali e no – sei mesi fa il governo aveva traballato: una legge osteggiata dai cattolici che avevano messo in crisi delicati equilibri di maggioranza; il Family Day, poi, aveva trasformato la polemica in una gigantesca diga. La patata bollente è finita in frigo ma non è destinata a congelarsi, perchè l’argomento resta scottante e, soprattutto, fa parte di quelle urgenze private di cui la società sente la necessità. Per cui il film del regista sardo Peter Marcias – che adesso esce a Cagliari dopo aver viaggiato con accoglienze ottime per i grandi Festival – non è affatto datato: un anno fa lui aveva colto il tema dei Pacs all’apice dello scontro politico-sociale, ma adesso il suo lavoro funziona ancora. Anzi meglio. Intanto si apprezza la scelta stilistica di Marcias: Ma la Spagna non era cattolica? è un docu-fiction dove l’inchiesta sul campo con domande alla gente si fonde con la vicenda privata del protagonista. Che è un giornalista spagnolo incaricato da una v iberica di raccontare cosa pensano gli italiani delle riforme sul diritto di famiglia del governo Zapatero. La matrice – lontana – è forse la celebre inchiesta di Pisolini sulla sessualità, anche perché Marcias punta sul dente scoperto delle nozze gay. Ed è bello ascoltare le reazioni delle persone comuni di opposto pensiero, dall’imbarazzato prete a chi crede che la società sia più avanti della morale cattolica, dalle donne che ragionano con i dettami del catechismo a due anziani che rivendicano uno stato laico e libertà di scelte per tutti. Opinioni che trovano nella lunga intervista al Deputato Franco Grillini, fondatore di Arcigay, un motivo in più di riflessione. Poi la sceneggiatura di Marco Porru, scivola con naturalezza nella fiction quando casualmente il giornalista incontra una sua ex fidanzata, che ora vive con una donna ed ha una figlia, nato dal rapporto con lui, cioè tutto quello che abbiamo sentito nelle interviste, ha di fronte la pratica: il giornalista costretto a confrontarsi intimamente con la materia di cui si sta occupando, e le titubanze e le difficoltà delle due donne che hanno scelto questa nuova famiglia. Marcias filma a Roma tra piazza San Pietro e piazza Montecitorio, mettendo cioè sullo sfondo i simboli del potere (cattolico e politico), ma marcando soprattutto la presenza Vaticana: inchioda la cinepresa ai volti della gente e li fonde molto bene con quelli degli attori; in più racconta con rispetto e profondità un argomento che fa paura. Il suo film merita una visita: è un invito a capire

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