Dalla rassegna stampa Cinema

Beatles, favola nostalgica

Across the Universe 33 canzoni montate come un «libretto d’opera»

«La nostalgia non è più quella di una volta»: torna in mente il titolo dell’autobiografia di Simone Signoret vedendo
Across the Universe, elegia ballata e cantata dei mitici ’60. Immersi come siamo nell’odierno grigiore, come si fa a non rimpiangere un passato tanto ricco di speranze? 40 anni fa c’era un Papa che apriva la finestra sul mondo, un Presidente Usa che vaticinava la Nuova Frontiera, una dirigenza sovietica orientata verso il dialogo e un’umanità pronta a sbarcare sulla Luna. Oggi abbiamo un Pontefice che rispolvera la messa in latino, Bush che spedisce la truppa al massacro, un leader russo cresciuto nel Kgb e amico di Berlusconi; e quanto alla conquista dell’Universo, se ne riparlerà chissà quando.
A pesca nel melmoso arcipelago di Internet capita ogni tanto di scoprire una perla, come questa definizione dei Beatles firmata Carlo Levi. Dopo averli paragonati a Stravinsky per l’enorme impatto sulla musica del ‘900, lo scrittore rileva nelle incisioni del quartetto «un languore che non si sa se attribuire più a un’acerba giovinezza che a un senso mortale di stanchezza». È proprio l’ambiguo sentimento che pervade il film, una favola moderna strutturata come una cavalcata di canzoni: 33 su oltre 200, scelte e montate con la regista Julie Taymor dagli sceneggiatori Dick Clemens e Ian La Frenais quasi a comporre un «libretto dell’opera ». Una storia d’amore dove Jude (Jim Sturgess) mollato il posto di operaio nei cantieri di Liverpool approda a New York, incontra Lucy (Evan Rachel Wood) e dietro a lei si abbandona all’onda del nascente movimento contro la guerra del Vietnam con tutte le implicazioni ribellistiche e psichedeliche e con le confusioni nate da un’ubriacatura di libertà. Reduci e patiti del decennio in cui divampò e si esaurì il fenomeno dei Beatles ritroveranno luoghi, nomi e figure fra la cronaca giovanottistica e la leggenda, dove le canzoni, più sussurrate che declamate, ogni tanto assumono la valenza di «inno generazionale». La vicenda si snoda in un contesto di strizzate d’occhio e ammiccamenti, fin dai nomi dei protagonisti presi da «Hey Jude» e «Lucy in the Sky with Diamonds », evocazioni di ambienti storici come il Cavern Club di Liverpool o di eventi come il «magical tour» sul bus di Neal Cassady fino al rifugio del santone Timothy Leary, il sound inconfondibile di Janis Joplin e Jimi Hendrix, la cartolina precetto bruciata e le rischiose simulazioni per venir scartati alla visita militare, il Nam delle imboscate con gli elicotteri ronzanti sopra la testa dei morituri, il tema arditamente sviluppato di Fragole e sangue che si riallaccia agli scontri di polizia contro studenti. E non a caso il finale, pur edulcorato, evoca l’ultimo concerto dei Beatles prima di sciogliersi. C’è perfino, in una sequenza mirabilmente sintetica, l’annuncio stoico e dolente delle sopravvenienti degenerazioni sfociate nella lotta armata.
Across the Universe arriva come il «prossimamente» della valanga di celebrazioni del ’68 che ci cadrà addosso fra poco, anticipata dalla cover- story di Newsweek (19 novembre) intitolata «L’anno che ci fece ciò che siamo». In un contesto di incantevole qualità stilistica, Julie Taymor mette a frutto nel film la sua preziosa esperienza di creatrice di spettacoli culminata con il trionfo di Il Re leone, ma non manca di ispirarsi ai classici del cinemusical moderno, da Stanley Donen a Bob Fosse, da Baz Luhrmann a Rob Marshall, senza dimenticare il Milos Forman di Hair; e circonda i bravi protagonisti di presenze incisive come Bono, Joe Cocker, Eddie Izzard e altri. Il tono del film, proprio nel senso individuato da Levi, è segnato da una recondita armonia melanconica che contrappunta entusiasmi e illusioni per ripetere ancora una volta, con le parole del buffone di Shakespeare, «la gioventù è roba che non dura ».
La vicenda sembra anticipare la valanga di celebrazioni del ’68

PROTAGONISTI Martin Luther McCoy, Dana Fuchs, Joe Anderson e Jim Sturgess nel film
ACROSS THE UNIVERSE
di Julie Taymor
Con Evan Rachel Wood

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