Dalla rassegna stampa Teatro

Da Pasolini al sesso italico

Pordenone, Festival dell’inchiesta

«Sono un giornalista, ma quando salirò sul palcoscenico di Pordenone, giovedì sera, lo farò perché mi interessa il potere evocativo della parola teatrale». Oliviero Beha ha presentato così Volevoesserepasolini.com, lo spettacolo che ha scritto e che per la prima volta lo vedrà anche in scena nella produzione firmata da Promomusic, per la regia di Beppe Arena, al debutto giovedì a Pordenone (Teatro Verdi, alle 21, con replica venerdì al Teatro del Lido di Ostia) per la prima edizione del «Festival dell’inchiesta» promosso da Cinemazero. Rassegna che vede, domani, un’altra prima: un viaggio filmato con lo scrittore maghrebino Tahar Ben Jelloun.
Dopodomani, primo novembre, sarà il 32° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini: «Di Pasolini si parla in relazione alle circostanze della sua morte, ma non è mai stata proposta una giustapposizione fra l’Italia del suo tempo, della prima metà degli anni 70, e l’Italia di oggi. Un Paese in democrazia recessiva, dove l’informazione vive una stagione disastrata e dove la disgregazione culturale ci ha tutti privati di un’identità. Volevoesserepasolini.com è un’occasione per domandarci come potrebbe, oggi, un intellettuale del valore di Pasolini, raccontare l’Italia che sta sotto i nostri occhi. E perché un altro Pasolini non c’è più stato».
Beha, in scena con gli attori Matteo Alì e Tiziana Di Masi, ripercorrerà, sulle musiche originali di Valentino Corvino, l’Italia di oggi. «Siamo a teatro, ne parleremo su un piano drammaturgico più che giornalistico. E senza strappare sorrisi riconcilianti agli spettatori. Perché il vero problema, oggi, è alimentare la passione civile degli italiani. Innescare quella scintilla d’orgoglio e indignazione che può salvare il Paese da un tracollo annunciato». In scena l’evocazione del giornalista si alternerà a testi di Pasolini – gli irrinunciabili Scritti corsari – e a documenti sonori originali del poeta di Casarsa.
Ma non sarà questa l’unica «prima» al Festival diretto da Marco Rossitti: domani, giornata inaugurale, alle 21.30 il direttore di Rai Educational, Giovanni Minoli, presenta in anteprima Partire, ritornare. In viaggio con Tahar Ben Jelloun, l’ultimo documentario realizzata dalla casa di produzione Movie Movie, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, alla quale il festival dedica un’ampia retrospettiva. Così come un dettagliato omaggio sarà dedicato al regista Ugo Gregoretti.
Cinque decenni di costumi sentimentali e sessuali degli italiani sfileranno invece nella sezione «Da Trieste in giù. L’amore in Italia in cinquant’anni di inchieste filmate», un viaggio da nord a sud lungo lo stivale, accompagnati dallo sguardo di registi quali Bruno Bigoni, Alessandro Blasetti, Luigi Comencini, Piergiorgio Gay, Ermanno Olmi, Pier Paolo Pasolini, Cesare Zavattini. Fra i «maestri» dell’inchiesta, di ieri e di oggi, a Pordenone fino a domenica ci saranno anche Gianni Bisiach, Enrico Deaglio, Riccardo Iacona, Corradino Mineo, Gloria De Antoni, Italo Moscati, Gianfranco Pannone, Marco Travaglio. Info: www.cinemazero.org, tel. 0434.520404.

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