Dalla rassegna stampa Musica

Morandi: i miei idoli da Pasolini a Morricone

Il cantante pubblica una raccolta in 3 cd. Fra i brani anche un duetto inedito con Baglioni su «Un mondo d’amore»

MILANO — «Pasolini? Una grande amico e un gran giocatore di pallone». Così ricorda Gianni Morandi che pubblica, «Grazie a tutti», uno speciale triplo cd che raccoglie 50 brani selezionati tra gli oltre 400 del suo repertorio, canzoni diventate simbolo di diversi momenti dell’evoluzione del costume italiano dagli anni 60 a oggi.
Per Morandi è un’occasione per ricordare e ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo cammino. «Oltre a Pasolini che amava tenerci in forma per le partite benefiche ben prima che nascesse la Nazionale Cantanti (e al funerale abbiamo messo la maglietta della squadra, che nel frattempo era nata, sulla bara), Ennio Morricone che ha arrangiato decine e decine di mie canzoni, l’autore Franco Migliacci, Luis Bacalov che ha avuto intuizioni come “La fisarmonica”, “Ho chiuso le finestre”, “Se non avessi più te”. E ancora Lucio Dalla e più tardi Mogol.
«La mia — dice ancora Morandi — è stata una vita straordinaria popolata di grandi persone e grandi canzoni. Ma oggi trovare nuovi brani per un interprete puro come me è diventato più difficile. I cantautori scrivono per se stessi e per fortuna ce n’è qualcuno che non si canta tutto da solo come Pacifico che mi ha ceduto il brano “Stringimi le mani”». E ieri ha anche parlato di Partito democratico: «Il mio candidato è Walter Veltroni. Mia moglie invece preferisce Rosy Bindi». Fra le chicche del cofanetto una esclusiva interpretazione di «Un mondo d’amore» che vede la partecipazione straordinaria di Claudio Baglioni, una versione live mai edita prima di «Se non avessi più te» eseguita con l’orchestra diretta da Ennio Morricone nel 1965 e un medley («Questa vita cambierà/ Come è grande l’universo/ Principessa») inciso live proprio per questo album con l’orchestra di soli archi Roma Sinfonietta diretta da Celso Valli.
«Riascoltando queste canzoni — conclude Morandi — capisco che il mio è stato un viaggio straordinario che mi ha portato da dilettante allo sbaraglio a professionista». Il mio sogno? Continuare così a vivere in mezzo alla musica. Finché è possibile. Insomma stare bene. Io come dico anche in alcune canzoni, dalla vita ho avuto tanto e non posso chiedere altro». La sua ricetta contro la crisi del disco? «Semplicità, intelligenza e tranquillità. Creare con umiltà un prodotto valido in tutte le sue parti».

M.L.F.

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