Dalla rassegna stampa Cinema

«Angel» batte «Espiazione» e di tanto

PRIMEFILM Il film di Ozon ha in comune con «Espiazione» di Joe Wright epoca, ambientazione, il tema e persino l’attrice protagonista, Romola Garai. Ma lo batte 10 a zero…e la droghiera sogna di scrivere…

Il cinema a volte è bizzarro: esce Angel, film diretto da un francese (François Ozon) ma inglese nell’anima e nel midollo, e il paragone con Espiazione – inglesissimo film che è nelle sale da un paio di settimane – è inevitabile e imbarazzante. Diciamolo subito: l’imbarazzo è tutto di Espiazione, perché Angel lo batte 10 a 0, grazie a una freschezza e a un’originalità di regia davvero sorprendenti. Ma certo le somiglianze sono tante: l’epoca (l’Inghilterra dei primi del ’900 e della grande guerra), l’ambientazione iniziale (un’avita magione nobiliare nella campagna inglese), il tema (si parla di giovani fanciulle votate alla letteratura) e persino l’attrice protagonista, la 25enne Romola Garai. Che suona romana ed è invece inglese di ottima famiglia (padre banchiere, madre giornalista) con ascendenze ungheresi, da cui il cognome. In Espiazione la giovane Romola interpretava l’aspirante scrittrice Briony, che mette nei guai il ragazzo del quale è innamorata accusandolo di uno stupro; qui è l’aspirante scrittrice Angel Deverell, figlia di una droghiera, infatuata del bel mondo, la testa piena di fantastiche storie che premono per sgorgare dalla penna. La mamma vorrebbe che Angel andasse a servizio nella sfarzosa tenuta di Paradise, dove vivono i ricchi. Invece Angel ha deciso che il suo futuro è nei romanzi. Invia un manoscritto a tutti gli editori di Londra e uno di loro, incredibilmente, la convoca. Il romanzo esce, ed è il successo. L’alta società l’accoglie: l’incontro decisivo è quello con Nora ed Esmé Howe-Nevinson, sorella e fratello. Lei è una poetessa fallita che si innamora di Angel e si offre come sua segretaria tuttofare; lui è un pittore incompreso e donnaiolo… e Angel, testarda come sempre, decide subito: sarà suo, ad ogni costo. Ormai ricca, la ragazza compra la tenuta di Paradise e vi si rifugia con i suoi libri, i suoi cani e i «suoi» fratelli Howe-Nevinson. Ma la vita, e la storia, la attendono al varco: scoppia la prima guerra mondiale, Esmé parte soldato e i romanzi di Angel, in tempi così duri, passano irrimediabilmente di moda…
Il film di Ozon si ispira a un libro di Elizabeth Taylor (no, non è l’attrice: è un’omonima) che non conosciamo e che ci è venuta voglia di leggere. Il regista sostiene di averlo «umanizzato», perché il tono era ancora più grottesco e crudele rispetto al film. L’aspetto più interessante di Angel è l’antipatia della protagonista: Romola Garai interpreta (magnificamente) una giovane esaltata, egocentrica e zuccona, posseduta dal fuoco della narrazione ma priva – come capita ai produttori di best-sellers – del benché minimo talento letterario. La scommessa sta nel rendere interessanti le sue peripezie, e Ozon – che è regista raffinato – ci riesce con lo stile, che mescola il mélo hollywoodiano al cinema visionario di Powell & Pressburger: dandone però una rilettura gelida, come se i personaggi fossero strani insetti osservati al microscopio. Ne esce un film molto insolito, che è anche un curioso apologo sul successo non solo letterario. Qualcuno lo leggerà come un film «in filigrana» su J.K. Rowling, la scrittrice di Harry Potter. Che però è sicuramente più brava della povera Angel.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.