Dalla rassegna stampa Cinema

“Funeral Party” di Frank Oz

All’inizio il film diretto da Frank Oz stenta a decollare e annoia anche un po’, ma da un certo punto in poi il susseguirsi ineluttabile di eventi tipici dell’umorismo macabro, che ha Plauto tra i suoi antenati colti, travolge lo spettatore e alla fine si esce dal cinema con il sorriso sulle …

All’inizio il film diretto da Frank Oz stenta a decollare e annoia anche un po’, ma da un certo punto in poi il susseguirsi ineluttabile di eventi tipici dell’umorismo macabro, che ha Plauto tra i suoi antenati colti, travolge lo spettatore e alla fine si esce dal cinema con il sorriso sulle labbra. Se vogliamo la commedia “Funeral party” può essere riassunta così. I colpi di scena sono essenzialmente di due tipi: c’è un parente del morto strafattone e cultore degli allucinogeni come l’ Lsd che nasconde le proprie pillole in una boccetta di valium di cui tutti, o quasi, i presenti al funerale per lo stress da lutto decidono prima o poi di servirsi con i risultati esilaranti che si possono immaginare. E c’è il morto che tutti adoravano in vita e che però ne nascondeva una doppia, con un gay, per giunta nano. Il quale si presenta nel bel mezzo della ridicola funzione per ricattare i due fratelli figli del de cuius.
Finirà anche lui vittima dell’ Lsd dopo avere corso il rischio di venire seppellito insieme al suo amante morto nella stessa bara nella scomoda posizione del sessantanove. “Chissà – dice uno dei due figli – forse a papà sarebbe piaciuto così”.

Il tutto è molto british e ambientato infatti proprio in Gran Bretagna. Daniel attende l’arrivo della salma del padre nella villa di campagna in cui ancora vive (benché sposato) con la madre. Purtroppo il feretro è sbagliato e gli uomini delle pompe funebri debbono tornare indietro e portare il cadavere giusto. Così inizia il film che poi sfocierà in una serie di situazioni comiche che vanno dall’humor britannico noir alla farsa europea. Frank Oz (la voce di Yoda e di Miss Piggy dei Muppets) è l’attore e regista di innumerevoli film tra cui “In & Out”. Gli attori per una volta sono i veri gregari del regista con una prestazione collettiva degna di una grande squadra di serie A. E magari anche di un premio se il film avesse partecipato in competizione ad un qualsivoglia festival e se questi ultimi prendessero la sana abitudine di premiare anche le pellicole che fanno ridere e non solo quelle che fanno piangere. O cagare. Per ora “Funeral party” è stato presentato in prima mondiale a Locarno rigorosamente fuori competizione. Alcuni degli attori (Matthew MacFadyen, Rupert Graves, Peter Dinklage, Daisy Donovan, Alan Tudyk, Kris Marshall, Andy Nyman, Ewen Bremner, Keeley Hawes, Jane Asher, Peter Egan, Peter Vaughan) sono molto noti nel cinema britannico. Altri forse meno. Ma quasi tutti riescono a fare ridere senza scadere nel grottesco alla Monty Python che ha però il difetto di essere molto spesso una imitazione mal riuscita dei Monty Python. Comunque di questi tempi è meglio ridere della morte prima che sia essa a ridere di noi.

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