Dalla rassegna stampa Cinema

Evviva, quel funerale fa ridere a crepapelle

… l’impresa piuttosto straordinaria di far ridere di un servizio e raduno funebre è completamente riuscita. …

Il figlio del defunto alza il coperchio della bara e chiede ansioso:« Chi è? Questo non è mio padre». E’ la prima occasione di riso in Funeral Party di Frank Oz, grottesco inglese che trasforma un funerale in una farsa un po’ antiquata molto divertente. Ne succedono d’ogni genere. Un parente che ha preso per sbaglio una pasticca di acido, mescalina eccetera, completamente fuso compie ogni possibile stravaganza, da rovesciare la bara ad arrampicarsi nudo sul tetto. Un nano alto un metro si presenta non invitato al funerale: era amante del defunto e adesso esige soldi, altrimenti mostrerà a tutti le foto intime che ha con sé; dopo una rissa gli orfani credono d’averlo ucciso e lo sistemano nella bara del padre, da dove il nano fugge sconvolto. Il sacerdote inveisce: «Cristo!». Un invitato dà il tormento a tutti: potrebbe essere l’inizio di un tumore la macchia che s’è scoperto sul polso? Rivalità e complicità tra i due fratelli orfani emergono clamorosamente.
Ma tutto finisce con decoro e affetto. Tacciono finalmente le mogli petulanti, l’elogio funebre è accorato e quasi sincero («Mio padre non era un uomo perfetto…»), gli invitati turbati applaudono: l’impresa piuttosto straordinaria di far ridere di un servizio e raduno funebre è completamente riuscita.

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