Dalla rassegna stampa Cinema

Il politicamente scorretto piace pure a Locarno

…Il primo è l’esilarante Funeral Party : storia di un funerale in cui si muore, ma dalle risate. Tanto politicamente scorretto da essere incentrato su un nano omosessuale in trip da acido…

Una commedia, un kolossal, un b-movie

Locarno nostro servizio
Piazza Grande, grandi numeri. Dopo un inizio in sordina, arriva il tutto esaurito e il merito è di una commedia, un kolossal e un b-movie. Meno male che siamo a Locarno. Il primo è l’esilarante Funeral Party : storia di un funerale in cui si muore, ma dalle risate. Tanto politicamente scorretto da essere incentrato su un nano omosessuale in trip da acido. Lo stesso che si deve esser fatto Robert Rodriguez per Planet Terror . Seconda parte del progetto “Grindhouse”, come il Death proof di Tarantino (qui in un cameo) ha un quarto d’ora in più, anche se peggio speso.
Buon film di genere consacrato all’intrattenimento splatter, ci racconta di zombi, armi batteriologice post Iraq, militari folli. La resistenza è sgangherata e femminista: la lap dancer Rose McGowan con la gamba-mitra è un’icona political-pop irresistibile. Come il Bruce Willis punito per aver ucciso Bin Laden: guai a far fuori il pericolo pubblico numero uno, come giustificare legalmente nefandezze come il Patriot Act e i suoi fratelli? A dircelo è Jason Bourne (Matt Damon), agente segreto ribelle e smemorato, alla ricerca della sua identità perduta. Scopre che il paese che serve (gli Usa, guarda un po’) è pronto a tutto per sopravvivere e dominare e che forse un tempo pure lui era un fanatico guerrafondaio. The Bourne Ultimatum (ma rischia d’essere “penultimatum” visto il finale aperto), è il terzo capitolo della saga, il secondo di Paul Greengrass, regista di United 93 . E’ il migliore: ritmo, adrenalina e spara a zero su CIA e affini. Ormai Bush al cinema non può andare neanche ai multiplex.
B. S.

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