Dalla rassegna stampa Cinema

Ieri a Locarno il Funeral Party di Frank Oz

… i ricatti di Peter (Peter Dinklage), il nano che vuole 15 mila sterline per non far vedere le foto che lo ritraggono a letto con il morto… Non sono uno che fa commedie divertenti e allegre, mi piacciono le cose che disturbano le persone. Se qualcuno uscirà per quella scena, pazienza. Nella …

Il Festival
Le esequie imbarazzanti tra parenti maleducati e amici-nemici

Un nano che ha avuto una storia omosessuale con un rispettato padre di famiglia appena defunto, un parente che preso per errore un allucinogeno dà i numeri durante l’orazione funebre e un altro, un anziano disabile, che si propone in un siparietto poco gradevole in un bagno di casa. È una strada politicamente scorretta quella percorsa da Frank Oz in Funeral Party proiettato ieri sera al Festival del Cinema di Locarno.
Apparentemente il film del regista di In and Out , inizia come una classica commedia british piena di freddure e umorismo surreale con frasi così assurde da ricordare un Bunuel in salsa minore, ma rapidamente la pellicola – un incastro di tredici attori ognuno dei quali ben caratterizza il proprio personaggio – si scopre in tutta la sua comicità a grana grossa stile Boldi-De Sica con anche un finale amarcord riconciliatorio.
Fil rouge della storia è il funerale di una cara persona da tutti amata. Ma l’ultimo addio si trasforma in un caos fra le rivalità dei fratelli Daniel (Matthew Macfadyen), frustrato aspirante scrittore, e Robert (Rupert Graves) egoista romanziere di successo; le scene folli dell’avvocato Simon che sotto l’effetto della droga si spoglia e inizia anche a sputare; i ricatti di Peter (Peter Dinklage), il nano che vuole 15 mila sterline per non far vedere le foto che lo ritraggono a letto con il morto e una sarabanda di isterici, ipocondriaci, snob e preti improbabili. In breve il ricattatore viene apparentemente ucciso e gettato nella bara, ma poi riesce a salvarsi. Si scopre tutto e la famiglia invece di andare in pezzi si ritrova più unita. Fra le tante gag a molti è spiaciuto vedere un’autorità come Peter Vaughan, lo zio Alfie, avere problemi di incontinenza e sporcare il nipote di escrementi. Episodio difeso con veemenza da Oz: «Che sia o no politicamente corretto non me ne frega niente, io faccio il regista, non il politico. Non sono uno che fa commedie divertenti e allegre, mi piacciono le cose che disturbano le persone. Se qualcuno uscirà per quella scena, pazienza. Nella mia vita ho avuto budget importanti – sottolinea il cineasta – e oggi mi piace ripartire da una piccola cosa. La parte di Peter era stata rifiutata da due altri attori e allora mi è venuta l’idea del nano. Ne ho parlato con Dinklage e gli ho detto che era così bravo che dopo 15 minuti nessuno avrebbe più pensato al solito schema di un uomo basso legato al sesso».

06/08/2007

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