Dalla rassegna stampa Cinema

CANNES - Marlon Brando antieroe brutale dal cuore tenero

Documentario su un mito del cinema

Come si diventa un’icona? In due ore e 45 minuti, il documentario Brando prodotto e curato da Leslie Greif e Mimi Freedman per la Turner Classic cerca di rispondere alla domanda sommando immagini e testimonianze, a partire dall’infanzia in quel di Omaha Nebraska, dove Marlon nacque nel ’24, fino al 2004 anno della morte. Apprendiamo che il suo spirito ribelle si deve ai contrasti con un papà protervo e assente. Lo seguiamo a New York dove, grazie a Stella Adler, diventa poco più che ventenne un divo di Broadway; e poi a Hollywood, dove infila una serie di film che lasciano il segno. Tanto che intervistati del livello di Al Pacino e Johnny Depp, John Travolta e Jane Fonda, Jon Voight e Dennis Hopper, Arthur Penn e Martin Scorsese concordano tutti: esiste un prima e un dopo Brando.
A farne l’antesignano della modernità è la spregiudicatezza nell’impersonare i perdenti o antieroi brutali pronti tuttavia a commuoversi rivelando una tenerezza d’animo quasi femminea. Se Elia Kazan è il regista cui Brando deve tutto, il film accenna brevemente ai rapporti burrascosi con altri cineasti, parla molto della militanza politica a favore dei neri e degli indiani, sorvola sommario sui matrimoni tempestosi, sulla paternità mal vissuta, sul processo per omicidio del figlio e sul suicidio della figlia. Una bella testimonianza è quella di Bernardo Bertolucci che spiega il disagio di Marlon nel sentirsi psicologicamente messo a nudo in Ultimo tango a Parigi, ma sarà poi vero che quel personaggio è lui? Come uomo era irresistibile: sapeva far sentire una donna al centro dell’attenzione come nessuno, ma poi con la stessa facilità spariva, non c’era più. Con gli anni è diventato obeso, si è ritirato nella sua isola tahitiana. Non è morto giovane come Jimmy Dean, non è uscito di scena prima del tempo come Greta Garbo, ma è rimasto uno degli immortali del cinema e niente, né questo documentario né altri, riusciranno mai a penetrare il segreto di tanto fascino e talento.

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