Dalla rassegna stampa Cinema

«Ho un grande sogno, fare un film sul bene»

Dico sì, Dico no: parla Ferzan Ozpetek, il regista turco reduce dal successo di Saturno Contro. VITA lo ha intervistato. In edicola fino a giovedì!

«Bisogna far sì che l’uomo guardi dentro di sé», dice Ferzan Ozpetek, il regista di Saturno contro, oltre che di La finestra di fronte e di tanti altri film al centro dei quali spesso ci sono l’amore e la famiglia allargata, etero ed omo. E aggiunge: sono contrario ai matrimoni gay, ma non andrei al Family Day: «Che male possono fare due persone che vogliono sostenersi reciprocamente?».

Vita: Saturno contro è stato accolto benissimo.
Ferzan Ozpetek: Sì. Molto positivamente dagli spettatori. Cosa che mi ha leggermente meravigliato. Non è un film per tutti, pensavo dentro di me. Non credevo interessasse a un certo tipo di spettatore. Mi sbagliavo e ovviamente sono molto contento.

Vita: È stato inteso come un discorso soprattutto sulla famiglia allargata. Però a un certo punto la scena si vuota e anche sulla famiglia allargata sembra proiettarsi una certa ombra…
Ozpetek: Si tratta dell’uomo, non della famiglia. Io trovo molto importante e positivo oggi che, al di là dei contratti, ci siano persone che si vogliono bene. È questo che conta nella vita e nel film, in quella scena, a un certo punto non rimane niente perché tutto è di passaggio. Era questa l’idea. Sa, quella è una casa al Circeo dove hanno vissuto Roberto Rossellini e Ingrid Bergman. Loro non ci sono più. È rimasta nell’atmosfera la vita vissuta.

Vita: In un’altra scena, il padre dice al compagno del figlio morto: «Faremo fare una messa, se non avete niente in contrario».
Ozpetek: Mi piaceva che si dicesse una cosa di questo genere anche per dare più peso a una scelta religiosa. Se avesse detto “faremo una messa” non avrebbe dato forza alla decisione paterna né alla messa. Chiedendo il permesso, si esprime l’umiltà che fa parte del modo di porsi di un cristiano. Questa frase significa anche che il padre ha capito che le persone che hanno voluto bene al figlio sono state la sua “famiglia”. È un segnale di pacificazione.

Vita: Pacificazione, dialogo: sono costanti nei suoi film.
Ozpetek: Certo. Le leggi possono essere in tutti i modi. Ma la cosa più importante è il buon senso. Io sono contrario all’aborto, per esempio, ma voglio che ci sia una legge al riguardo. Certi dicono «non voglio fare un figlio adesso perché voglio vivere ancora tranquillamente…». Io penso che nessuno di noi nella vita è comodo. Bisogna educare l’uomo alle scelte. Far sì che guardi dentro di sé. Non ci sono le leggi per questo.

Vita: Altra tesi dei suoi film: nessuno è indipendente…
Ozpetek: Sì. Tante volte le persone trovano sentimentale questo aspetto, questa eccessiva bontà delle persone. Io conosco questo e quindi racconto questo. I miei rapporti sono stati sempre meravigliosi.

Vita: È fortunato.
Ozpetek: Non è solo questione di fortuna. Le persone che scegliamo attorno a noi, come ci comportiamo con loro: sono cose molto importanti. Io sono sempre dell’idea di porsi in un modo molto umile, semplice, aperto. Uno conquista veramente degli amici per tutta la vita così.

Vita: Il film esce nel momento in cui si discute dei Dico. Andrebbe al Family day?
Ozpetek: No. Perché dovrei andare? …

da Vita non profit

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