Dalla rassegna stampa Cinema

Che pazza infanzia Mr. Burroughs

…Chissà come mai nel trasporre queste singolari vicissitudini sullo schermo il regista Ryan Murphy, pur premendo con decisione il pedale del grottesco, non riesce a divertire…

Sembra una storia di matti senza capo né coda, ma è invece una vicenda realmente accaduta. L’ha evocata Augsten Burroughs in un’autobiografia che in Usa è stata in testa alla classifica dei best seller per 126 settimane; e l’autore è stato incluso nella lista delle 15 persone più divertenti d’America. A dire il vero leggendo il libro (tradotto da Alet Edizioni) si ride parecchio grazie al tono impassibile che Augsten adotta nell’evocare gli scontri tra papà e mamma, che gli fecero sembrare Chi ha paura di Virginia Woolf? come un filmetto amatoriale girato nel tinello di casa. Alla separazione dei genitori il ragazzo viene affidato alla famiglia impossibile del dottor Finch, nome fittizio di un terapeuta al quale è stata sospesa la licenza nell’86 e i cui eredi hanno comunque fatto causa a Burroughs per diffamazione. Chissà come mai nel trasporre queste singolari vicissitudini sullo schermo il regista Ryan Murphy, pur premendo con decisione il pedale del grottesco, non riesce a divertire: forse ci voleva un piglio alla Woody Allen. Correndo con le forbici in mano resta comunque rispettabile soprattutto per l’interpretazione di una compagnia di attori eccellenti nella quale spiccano Annette Bening, madre psicotica, Joseph Cross buffo e toccante nei panni di Augsten, e Brian Cox scervellato strizzacervelli. Si continua però a restare incerti se quei tipi sullo schermo scherzano o fanno sul serio.
TORINO, Greenwich; MILANO, Brera, Odeon, Uci; GENOVA, City; ROMA, Cineland, Galaxy, Lux, Metropolitan

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