Dalla rassegna stampa Cinema

Sono Ellen, gay, e vi presento il caro Oscar

Eccovi Ellen DeGeneres, la donna che presenterà la notte degli Oscar al mondo intero. Intelligente e ironica dice: non voglio parlare di Bush…

«Spero che venga presto il giorno in cui non avrà importanza se il conduttore degli Oscar è un uomo nero, una donna nera, una donna gay. È sbagliato dare delle etichette alle persone e pensare che non abbiamo niente in comune. Non mi piace liquidare qualcuno dicendo “È democratico, è repubblicano” come se fosse l’unica cosa che ci definisce». A parlare così, con qualche venatura ironica come è nella sua natura, è Ellen DeGeneres, la conduttrice televisiva che domenica affronterà la sfida più temuta e voluta dagli intrattenitori della tv americana. Sarà lei infatti a presentare i premi Oscar davanti a milioni di persone in tutto il mondo, oltre al prestigioso pubblico del Kodak Theatre, a Hollywood.
«Io mi dimentico di essere gay – dice – finché le persone non me lo ricordano: mi considero solo una persona che fa il suo lavoro. Comunque credo che non mi abbiano chiamata l’anno scorso a presentare perché c’era già Brokeback Mountain: tutto insieme sarebbe stato troppo gay».
Pat Robertson, un predicatore contrario ai diritti dei gay, è arrivato ad affermare che l’11 settembre e l’uragano Katrina sono punizioni perché lei aveva presentato, nelle città colpite, uno show poco prima.
«Davvero? Questa non l’avevo sentita. Io do la colpa a Pat Robertson perchè la colpa dei mali del mondo è la stupidità. Parlando seriamente, è stato difficile presentare degli show comici dopo tragedie come l’11 settembre e Katrina. La vera pressione viene dal dover celebrare qualcosa che sembra così insignificante in confronto. Nel 2001, quando presentai gli Emmy Awards, parlai dell’11 settembre perché era impossibile evitare il discorso. Scrissi tre monologhi diversi, di cui uno molto serio, senza battute».
Alcuni attori comici amano parlare di politica nei loro show, lei non lo fa spesso.
«Io ho le mie convinzioni e le mie idee, come tutti, ma non credo sia importante condividerle con il pubblico. Non sono una politica e non ho intenzione, quest’anno, di parlare di Bush o della guerra, ma voglio fare un discorso da americana, da persona che vive a Hollywood».
Una delle domande che il pubblico si pone è se per salire sul palco del Kodak indosserà un vestito lungo o resterà fedele alla sua immagine e al tailleur pantalone.
«Si sono proposti un sacco di stilisti per i miei abiti. C’è più pressione per quello che indosserò che per il mio modo di condurre. Se mi mettessi un vestito lungo potrei dire qualunque cosa, intanto nessuno se ne accorgerebbe, sarebbero tutti intenti a guardarmi il vestito e infatti tutti stanno cercando di convincermi, ma è fuori questione. Non mi sento me stessa in un abito lungo, non so perché. Quando alle première sono con Portia (DeRossi, attrice e sua fidanzata) tutti chiedono il designer del suo vestito ma mai del mio. Sarà anche solo un tailleur pantalone ma è di Gucci, non l’ho preso in un grande magazzino».
Anche quest’anno la trasmissione televisiva sarà in lieve differita?
«Sì, saranno sette secondi ma so come neutralizzare questa cosa: aspetterò sette secondi prima di parlare».
Tutti gli occhi sono sempre puntati sul conduttore della serata: il pensiero la rende nervosa?
«No… dovrei esserlo? Ora che ci penso… mi sta venendo un attacco di panico! Certo, sarò un pò agitata perchè vorrò dare il meglio, vorrei che il pubblico si rilassasse e si divertisse. Il mio scopo principale è che tutto vada liscio: se succede qualcosa il giorno dopo sei sulla bocca di tutti, altrimenti si parla solo di chi ha vinto, di chi ci si aspettava che vincesse e di chi è stato battuto. È un lavoro che non prevede ringraziamenti».
Lei ha raccontato che presentare gli Oscar, dopo gli Emmy e i Grammy, è un sogno che si avvera. Si sente fortunata?
«Sì, è una sensazione che non mi abbandona mai. Nella mia carriera ci sono stati momenti belli ma anche momenti difficili. Non puoi dimenticare come ti senti quando perdi tutto: avevo lavorato duramente, e continuo a farlo ancora oggi. Solo che in televisione capita di cadere nel dimenticatoio per alcuni, tristi, lunghi momenti, ma non mi sono mai data per vinta. (Il suo show era stato cancellato nel 1997 a causa di un repentino calo degli ascolti. Combinazione o meno, era successo quando aveva detto pubblicamente di essere omosessuale, n.d.r.).
Quando guardo indietro, alla mia vita, mi sveglio con un senso di gratitudine. Mi sono rimessa in piedi dopo un periodo negativo scrivendo il mio talk show, anche se all’inizio nessuno lo voleva comprare. Poi, quando sono andata in tour, l’80 per cento degli spettatori era gay, e il 20 per cento etero è venuto solo perché pensava che mi sarei messa a marciare sul palco con una bandiera arcobaleno. Noi gay amiamo marciare».
Le star passano la settimana prima degli Oscar in un centro di bellezza. Lei ha utilizzato qualche trattamento in particolare?
«Sì, stamattina ho fatto lo scrub ai talloni, sotto la doccia».

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