Dalla rassegna stampa Cinema

Ozpetek: ''Senza l'altro non ci si conosce''

Il regista presenta ‘Saturno contro’: ”E’ la storia di un gruppo di persone che si sono scelte. Prende il via da ‘Le fate ignoranti’, solo che lì eravamo più leggeri, più giovani”

”’Saturno contro’ prende il via da ‘Le fate ignoranti’, solo che lì eravamo più leggeri, eravamo più giovani, il mondo era diverso e diverso era il nostro sguardo. Questa è la storia di un gruppo di persone che si sono scelte. E, poi, parto dalla mia vita”. Parla con intima commozione Ferzan Ozpetek alla conferenza stampa del nuovo film, nelle sale dal 23 febbraio in 430 copie distribuito da Medusa e prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli (che e’ anche co-sceneggiatore).

”Volevo raccontare le persone, i rapporti. Il personaggio di Stefano Accorsi si sente in dovere di dire la verità alla moglie, proprio in quel momento, non prima e non dopo. Perché in quel momento sta vivendo un dramma, è davanti alla morte di un amico”. Un film corale, con un cast che vede protagonisti i volti più bravi e promettenti del nostro cinema. E non si può non citarli tutti. Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Serra Yilmaz, Ennio Fantastichini, Ambra Angiolini, Luca Argentero, Michelangelo Tommaso, Isabella Ferrari, Filippo Timi, Luigi Diberti, Lunetta Savino, Milena Vukotic e i piccoli Benedetta Gargari e Gabriele Paolini.

Tutti assieme alla conferenza stampa (assenti la Ferrari e i due bambini) hanno ricreato l’ambiente del film, quello tanto caro al regista, quello della famiglia, degli amici che ”si scelgono” e che per questo motivo si amano e lottano gli uni per gli altri.

”Volevo raccontare un sentimento profondo, volevo che venisse fuori la necessità dell’esistenza degli altri per sentirsi vivi, perché senza l’altro non ci si conosce”, dice il regista. Ma è anche un film che mette a nudo la difficoltà di separarsi (quella di Antonio/Accorsi dalla moglie Angelica/Buy), che mette a nudo la fragilità e le sue mille sfaccettature di tutti di fronte alla morte; il voler continuare a vivere nonostante il grande dolore perché si ha la consapevolezza che andandosene si farebbe soffrire chi ti vuole bene (il pensiero del suicidio che sfiora Davide/Favino per la scomparsa dell’amato Lorenzo/Argentero), o il viverla a modo proprio, negandola (quella di Roberta/Angiolini).

La separazione, quella dagli amici, dall’amore, dalla vita è un tema che Ozpetek sente più che mai attuale ”Ho paura di morire. Mentre parlo, a volte, sento come se si fermasse il cuore. L’aneurisma, poi, (molti suoi amici li ha visti andar via così n.d.r.) è una cosa terribile, che mi mette angoscia”.

”Siamo in un’era veloce, fatta di telefonini di internet che ci hanno levato tutto e ci hanno costretto – dice – ad andare sempre di corsa e questo ci ha fatto riflettere che anche la vita passa in fretta”. Forse sarà anche per questa consapevolezza che Ozpetek ha lavorato con gli attori in modo lento, attento, leggendo con loro e per settimane il copione.

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