Dalla rassegna stampa Cinema

La guerra raccontata tra fumetto e realtà

“300” di Zack Snyder e “Beaufort” di Joseph Cedar

DAL NOSTRO INVIATO
BERLINO – Non si può parlare di guerra in due modi più diversi. 300 di Zack Snyder e Beaufort di Joseph Cedar, condividono solo una cosa: raccontano due ritirate. Trasferendo al cinema l´estetica della «graphic novel», del romanzo a fumetti, come già fatto con la medesima lussureggiante profusione di mezzi per “Sin city” degli stessi autori di culto Frank Miller e Lynn Varley, il regista ha restituito a “300” la sua originaria ispirazione nata nel bambino Miller davanti al cinemascope di un filmone del ´62 sull´epopea delle Termopili.
Nel 480 a.C. qualche migliaio di greci messi insieme dal re di Sparta Leonida affronta l´immensamente superiore esercito persiano condotto da Serse. Per coprire la ritirata l´eroe greco oppone una strenua resistenza alla testa dei 300 uomini della sua guardia scelta. Sarà una gioia per gli appassionati bearsi della magnificenza visiva del film. Qui ci preme segnalarne il profilo ideologico. Da una parte gli spartani, uomini veri, dall´altra l´Oriente molle, effeminato e corrotto. Da qui a interpretare: da una parte i crociati della Civiltà, dall´altra la barbara minaccia alla Civiltà, il passo è breve e invitante.
Anche Beaufort ci conduce in un luogo sacro alla storia militare: l´avamposto israeliano in territorio libanese che dopo diciotto anni dalla guerra dell´82 fu abbandonato per ultimo in seguito alla decisione del ritiro, nel 2000. Il film si fonda sulle memorie del giovanissimo comandante.
Il nemico è invisibile, si manifesta solo con i missili che piovono sul reparto composto di soldati-ragazzi. E si manifesta con la paura. Malgrado la paura, malgrado la gioia di tornare a casa, più forte nei giovani soldati – simbolo dei soldati di tutte le guerre – è l´amarezza per i compagni perduti. Per il vano spargimento di vite e di sangue in nome di una posizione – come la Iwo Jima di Clint Eastwood – che nei calcoli della storia da vitale è diventata insignificante e dimenticata.

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