Dalla rassegna stampa Cinema

Claudia Cardinale "Io, donna libera così diversa dai miei personaggi"

…E cosa pensa dei Dico? «È ancora presto, vedremo, quello su cui il parlamento litigherà. Le ho già detto che della libertà in ogni caso ho fatto il mio credo, ma su una cosa non sarei mai d´accordo, se si parlasse di affidare in adozione dei bambini agli omosessuali. Ci sono dei limiti …

L´attrice, da oggi al Biondo con “Lo zoo di vetro” si racconta

Quella voce roca, sensuale, universalmente riconoscibile, unica tra le donne dello spettacolo, è quella di Claudia Cardinale, attrice mitica del cinema italiano anni Sessanta e Settanta, che da stasera sarà al teatro Biondo con “Zoo di vetro”, il drammatico testo, forse il più autobiografico, di Tennessee Williams. Al Biondo la Cardinale resterà fino al 25 nei panni di Amanda, una donna americana abbandonata dal marito, sola a far crescere due figli.
Ci parli della sua Amanda.
«È una donna molto diversa da me, e per questo mi intriga: mi piacciono le sfide, più il personaggio è lontano da me e più mi interessa interpretarlo. Amanda è una donna delusa dalla vita, che riversa ogni sua energia sui figli. È insopportabile nella sua ansia di pensare agli altri e per gli altri. Io non ho mai amato le donne che per l´orrore di restare sole impongono la loro volontà o tarpano le ali ai figli. Però, forse, lei agisce così per esorcizzare il destino, ne vuole uno diverso dai figli, diverso dal suo. E, come sempre in questi casi, ottiene l´effetto contrario. Il figlio Tom la abbandonerà dopo qualche tempo».
È la storia di Tennessee Williams, sua e della madre alla quale, forse, dedicò questo testo così denso e serrato. Ma sulla diversità caratteriale della Cardinale non ci sono dubbi. «Io non sono possessiva – dice – ho sempre donato la massima libertà al partner, ai miei figli e ai miei amici. Non sopporto le donne che si piangono addosso, e dei miei figli posso dire che Patrick a vent´anni viveva da solo a New York e che Claudia a 14 anni anche lei viveva tra Roma e Parigi e stava in uno studiolo attiguo al mio appartamento, ma comunque indipendente».
Amanda subisce due abbandoni: quale il peggiore, secondo lei, quello del marito o del figlio?
«Difficile dirlo, ma credo che il distacco dal figlio sia non paragonabile a nessun´altro: un figlio è parte di te, è la continuità della carne e della mente, non se ne può fare a meno, un marito va e se va vuol dire, quasi sempre, che non era tuo. In questo caso Tom, mio figlio, e in realtà lo stesso Tennessee, vuol fare il poeta, ha bisogno di confrontarsi con il mondo, ha il profondo bisogno di prendere il volo. Non c´è dolore che tenga quando un figlio deve tagliare il cordone ombelicale».
Come mai in questi ultimi anni fa più teatro e meno cinema?
«No, il cinema lo faccio, ma in Francia e in Inghilterra, dove mi chiamano. Tra gli italiani mi piace molto Muccino, ma credo che qui il cinema si scontri sempre con una certa povertà dei budget. Io ho un limite, devo confessarle, non so scegliere, non ho mai chiamato un regista, non ho mai fatto una proposta. Per timidezza? No, mi piace essere scelta e non mi piace chiedere». La timidezza fa parte di un altro capitolo della sua vita solare, appartiene all´infanzia, a una bambina «un po´ maschiaccio a cui piaceva fare a pugni, dare botte a quelli più prepotenti, fare giochi più o meno pericolosi, ma ero una bambina particolarmente scontrosa, non parlavo con nessuno, sono stata taciturna, patologicamente taciturna per molti anni e a questo devo la mia voce così bassa e incrinata. Le corde vocali, non esercitate, stavano perdendo elasticità, ma ecco che da un disagio si può anche creare una fortuna, una voce inconfondibile. Il fumo? No, la mia voce è sempre stata questa e a fumare ho cominciato per dovere girando con Visconti “Vaghe stelle dell´Orsa”.
Il suo stilista preferito è ancora Armani?
«Più che mai: la sua eleganza sobria mi appartiene. Sono passati ormai molti anni quando presentavo al Festival di Cannes quello che per me rimane un manifesto dell´estetica cinematografica “Fitzcarraldo”: ero vestita Armani per la prima volta e da allora non ho più tradito».
Ma lei veramente pensa che la poesia e la musica possano cambiare il mondo?
«Sì, ne sono convinta, come penso che l´Italia e la Sicilia in particolare debbano investire soprattutto in cultura, perché questo è il nostro avvenire» Oggi Claudia Cardinale è ambasciatrice dell´Unesco per le donne e per l´ambiente. E, forse, è più preoccupata dell´avvenire delle risorse energetiche del pianeta che di Amanda.
E cosa pensa dei Dico?
«È ancora presto, vedremo, quello su cui il parlamento litigherà. Le ho già detto che della libertà in ogni caso ho fatto il mio credo, ma su una cosa non sarei mai d´accordo, se si parlasse di affidare in adozione dei bambini agli omosessuali. Ci sono dei limiti anche alle libertà».

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