Dalla rassegna stampa Cinema

Jennifer Hudson “Io, Cenerentola delle Dreamgirls”

Eppure sbaraglia star come Eddie Murphy e Beyoncé

GRASSA E POCO SEXY
LA RICETTA VINCENTE
«Imparo a recitare guardando la gente che ama e odia»

LOS ANGELES

Jamie Foxx! Eddie Murphy! Beyoncé nella parte di Deena Jones, una cantante il cui personaggio è fondato sulla vita di Diana Ross. Tra le tante stars che hanno ripreso per il grande schermo Dreamgirls, il musical sull’attrazione fatale del successo che aveva conquistato Broadway nel lontano 1981, colei che ha finito per catalizzare l’attenzioni è stata Jennifer Hudson nella parte di Effie. E’ la Dreamette non troppo bella e molto in carne che quando prende il microfono e si mette a cantare And I Am Telling You I’m Not Going, fa venire a tutti brividi di piacere. Un nome, quello di Jennifer Hudson, che per gli italiani, fino all’uscita sugli schermi Dreamgirls, significava poco. Ma in America è molto noto. Prima di diventare l’elemento portante del film, prima di vincere un Golden Globe e di ritrovarsi con una nomination agli Oscar, la Hudson è stata una delle più amate finaliste di American Idol, uno show televisivo estremamente popolare dedito a scoprire nuovi talenti musicali. E quando venne esclusa, la decisione scatenò lettere e telefonate di protesta, accuse di razzismo. Adesso è il momento della rivincita.
Si sente una Dreamgirl?
«Sì, nel senso che sto vivendo il mio sogno. Sono sempre stata una sognatrice, ma non ho mai avuto sogni così grandi, siamo oltre la mia immaginazione. Nella vita ho incontrato molti ostacoli e questo mi aiuta ad apprezzare di più quello che sto ricevendo. L’importante adesso è tenere i piedi per terra, restare me stessa e condividere l’amore e la gioia che provo con tutti quelli che incrociano la mia strada».
Tra tanti nomi, il suo adesso è quello che spicca di più.
«Durante i mesi di prova mi sono sentita molto intimidita. C’erano tante stelle, con Oscar e centinaia di film alle spalle. E poi c’ero io, una che aveva fatto American Idol. Penseranno, mi dicevo, e questa chi è? Non potevano prendere qualcuno al nostro livello? Invece non mi hanno fatto sentire neppure per un attimo inferiore a loro, al contrario, sono stata molto incoraggiata. Effie è un personaggio che mette a disagio e alla fine sono stata io a intimidire gli altri».
Pur avendo solo esperienza di canto e non di recitazione…
«Ho imparato molto dai miei colleghi, ma la lezione più grande è osservare le persone, andare per esempio in un parco e osservare come la gente esprime l’amore. O la rabbia. Poi ho cercato di legare il canto e la recitazione, ogni parola e ogni nota sono diventati un modo per esprimere Effie che trasmette le sue emozioni e che cambia».
Lei da dove viene?
«Sono nata e cresciuta a Chicago, ho due fratelli maggiori, una mamma che mi ha incoraggiato a cantare sin da piccola. A sette anni ho iniziato a cantare in chiesa e da allora ho sognato il microfono. I miei idoli? Aretha Franklin, Whitney Houston, Jennifer Holiday che nel musical a Broadway aveva interpretato la parte che ora è mia».
Lei non ha esattamente la taglia e il look che ci si aspetta oggi dai cantanti di successo. E non solo oggi. In Dreamgirls viene sostituita come leader da Beyoncé proprio perché è più bella e più sexy di lei.
«Per il film mi hanno pure chiesto di prendere dieci chili! Ma è un fatto arcinoto; tutti vogliono che un’artista prima di tutto abbia un fisico da modella. E’ una mentalità un po’ strana, di cui siamo tutti un vittime. Per me contano la classe e il talento. A volte, anzi, penso che un pizzico di carne in più ti aiuti a cantare meglio».

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