Dalla rassegna stampa

A FIRENZE DUE EVENTI D’ECCEZIONE PER LA MEMORIA DI UN OLOCAUSTO DIMENTICATO

…anteprima del cortometraggio Grüne Rose, che sta avendo in questi giorni un’eco internazionale, e con il percorso fotografico Grüne rose – sul set del film realizzato dagli artisti Steed Gamero e Roberto Malini…

Il 26 e 27 gennaio Visions Milano (www.visions.it) e Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” (www.arcigayfirenze.it) organizzano due serate dedicate allo sterminio degli omosessuali nei lager nazisti, gratuite e aperte al pubblico. Lo faranno con l’anteprima del cortometraggio Grüne Rose, che sta avendo in questi giorni un’eco internazionale, e con il percorso fotografico Grüne rose – sul set del film realizzato dagli artisti Steed Gamero e Roberto Malini. Gli eventi sono stati patrocinati dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Firenze, dai Comuni di Firenze e Scandicci, nonché dai più importanti Musei Memoriali della Deportazione Omosessuale.

Alla prima mondiale del film, il 27 gennaio, presenti numerosi esponenti istituzionali e del mondo GLBT. Tra gli ospiti di rilievo della serata, il Segretario nazionale dei Radicali e Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Daniele Capezzone, e il Presidente dell’ILGA Europe (International Lesbian and Gay Association), Riccardo Gottardi.

Stazioni di una via crucis. Tableaux vivants della memoria. Immagini di una persecuzione e di un massacro. Il partito nazista condusse una repressione spietata contro gli omosessuali, che nei lager erano soggetti a cure farmacologiche dagli effetti devastanti, pratiche rieducative letali e alla castrazione. Arrestato nel 1934 a causa della sua omosessualità, l’artista tedesco Richard Grüne subì la tortura, il carcere e l’internamento nei campi di concentramento di Sachsenhausen (dal 1937 al 1940) e Flossenbürg (dal 1940 al 1945).

Visions e Arcigay Firenze hanno voluto ricordarlo – e con lui, tutti gli omosessuali (il terzo gruppo, dopo ebrei e zingari) che sono stati perseguitati, internati e sterminati nei campi nazisti a causa del Paragraph 175 – con un’importante co-produzione che in breve tempo ha raccolto l’interesse, oltre che delle Istituzioni, della GLBT Historical Society di San Francisco (California, USA), del Mémorial de la Déportation Homosexuelle di Parigi e dell’organizzazione francese Triangles Roses, che hanno concesso l’alto patrocinio per l’iniziativa.

Grüne Rose – regia di Dario Picciau, soggetto e sceneggiatura di Roberto Malini, co-produzone Visions – Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, interpretato da Libero Stelluti, Angelo Cirfiera, Massimo Muntoni, Enzo Maria Cilento, Emanuele Cirfiera, Paolo Riva, Francesco Caci e Giovanni Cirfiera – è il cortometraggio che celebra un mondo tragico, una cultura e una gente distrutte.

Sabato 27 gennaio 2007, a partire dalle 20,45, presso l’Altana di Piazza Tasso n°1 (ex convento delle Leopoldine) a Firenze, avrà luogo la prima nazionale del film: presenzieranno, oltre al cast di artisti che hanno lavorato al progetto e a numerosi ospiti, anche: Daniele Capezzone, segretario nazionale dei Radicali; Riccardo Gottardi, presidente di ILGA Europe; Alba Montori, storica militante del movimento GLBT italiano (una tra le fondatrici del F.U.O.R.I., primo movimento gay e lesbico nato in Italia); rappresentanze istituzionali della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze e del Comune di Scandicci. La serata è aperta a tutti e non richiede biglietti d’ingresso.

Grüne sopravvisse e raffigurò il martirio degli omosessuali in una serie di immagini crude e indimenticabili: Passione del XX secolo. Le immagini di Richard Grüne e le memorie di internati gay sopravvissuti ai lager, come Pierre Seel (che descrisse l’agonia di un ragazzo gay di diciott’anni, il quale morì dissanguato con un secchio metallico posto sulla testa, che amplificava in modo agghiacciante le sue grida), sono alla base della gestualità degli artisti, che interpretano con il loro talento e la loro passione quell’iconografia di dolore e morte. Le immagini del cortometraggio Grüne Rose sono crude come le opere dell’artista tedesco, che in quell’inferno colse i pochi bagliori di umanità: un prigioniero che ne sostiene un altro, stremato dal lavoro forzato; l’ultimo dono d’amore: qualche buccia di patata, preziosa come la vita a Sachsenhausen.

Grüne Rose, realizzato dagli stessi regista e sceneggiatore della nota cineistallazione “Binario 21” – che raccontava la deportazione di Liliana Segre –, nonché del kolossal in digital reality “Dear Anne. The gift of hope” – la storia di Anne Frank in 3D che gli artisti della 263 Films stanno mettendo a punto –, vuole essere un omaggio alla memoria, alla forza e al coraggio di Richard Grüne: il coraggio di raccontare ciò che per troppo tempo era stato taciuto.

Sul set di Grüne Rose è nata inoltre una serie di immagini fotografiche, realizzate da Roberto Malini e dal giovane peruviano Steed Gamero: Grüne Rose – sul set del film. Esse corrispondono ad altrettante “stazioni” della memoria: un percorso che riconduce alla vicenda di Richard Grüne ed è la tragica allegoria di un pregiudizio che esiste ancora oggi e che a metà del secolo scorso si trasformò in persecuzione, tortura e sterminio.

Venerdì 26 gennaio alle 15,30, in via del Leone 60 a Firenze – sede del Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay “Il Giglio Rosa” –, avrà luogo la conferenza stampa, con la presenza degli autori della mostra, del regista Dario Picciau e dell’attore-protagonista Libero Stelluti, all’interno della quale verrà anche presentato il volume Un diverso olocausto – Dall’Eldorado al Terzo Reich (co-edizione Visions – Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, 2006) con testi di Roberto Malini e dello studioso di fama internazionale Gerard Koskovich (tradotto per la prima volta in Italia), e percorsi fotografici di Roberto Malini e Steed Gamero.

A partire dalle 19,30 di venerdì 26, sempre presso la sede de “Il Giglio Rosa” in via del Leone 60, si svolgerà il vernissage della mostra fotografica Grüne Rose – Sul set del film.

La serata – anche questa gratuita e aperta al pubblico – sarà un’occasione per conoscere da vicino gli artisti che hanno collaborato al progetto e per sviluppare un confronto e una riflessione artistica e storico-culturale sull’Omocausto (Olocausto degli omosessuali).

Il senatore Giampaolo Silvestri, l’onorevole Titti De Simone e il Presidente dell’Istituto Storico per la Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini, hanno infine manifestato il loro entusiasmo a Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro – rispettivamente, Presidente e Segretario di Arcigay Firenze – complimentandosi per la natura dell’iniziativa

Per ulteriori informazioni:

Matteo Pegoraro ::: Tel: 340 8135204 – [email protected]

Profili degli artisti:

Dario Picciau è nato a Milano nel 1975. Si è avvicinato in giovanissima età alla pittura, all’illustrazione e alla grafica, partecipando a mostre e realizzando immagini pubblicitarie. Nel 1992 ha esposto a Milano una serie di dipinti a olio: immagini mitologiche approdate, dopo una lunga deriva nella Storia, fino all’Età dell’Accesso. Nella sua arte sono frequenti le citazioni cinematografiche: il cinema è la grande passione del giovane artista. Contemporaneamente si è dedicato a progetti innovativi di espressione multimediale e computer art. Ha seguito i corsi di regia cinematografica presso la Scuola Europea di Cinema e Teatro. Nel contempo ha esposto dipinti e pitture digitali a Roma (Palazzo delle Esposizioni) e Milano (Palazzina Liberty): mostre e performance contro i pregiudizi, la guerra, la catastrofe ecologica. Dal 1997 al 1999 ha sperimentato le potenzialità delle nuove tecnologie digitali per società votate all’innovazione come Virgin, 3Com, Ogilvy Interactive, Rizzoli New Media, Telecom, IBM. Successivamente ha curato l’immagine della prima televisione interattiva digitale: 102.5 Hit Channel. Fra il 2002 e il 2003 ha diretto L’uovo, il primo lungometraggio di animazione tridimensionale italiano. L’opera ha suscitato un dibattito internazionale sul valore estremo della vita. La critica l’ha esaltata; Gianluigi Rondi, presidente del premio Davide di Donatello, ne ha scritto in termini entusiastici. L’uovo si è aggiudicato il Platinum Grand Prize al Future Film Festival di Bologna ed è stato selezionato ufficialmente al Festival di Annecy. Nel 2004 Dario Picciau ha collaborato con il musicista americano Lou Reed; insieme hanno creato la video-esperienza The Raven, dedicata a Edgar Alan Poe. Nel 2003 ha iniziato a dirigere il lungometraggio di animazione 3D Dear Anne, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma. Contemporaneamente ha realizzato, ancora con Roberto Malini, Binario 21, cineistallazione dedicata alla Shoah in Italia, il corto Quando Bartolomeo sorride e il film documento per la tv In viaggio con Anne Frank.
Roberto Malini è nato a Milano nel 1959. E’ entrato in contatto con il movimento GLBT nel 1975. Negli anni Ottanta ha fondato e diretto un gruppo di poeti e artisti gay (cui hanno partecipato, fra gli altri, Dario Bellezza, Paola Astuni e Christopher White), che ha dato vita a reading e performance in Italia e all’estero. Scrittore e artista, ha tenuto mostre di pittura, grafica e fotografia in Italia e all’estero. Ha scritto testi per il cinema e il teatro, fra i quali le sceneggiature dei film L’uovo (premiato nei principali festival internazionali), Binario 21, Dear Anne (patrocinato dal governo italiano, dal museo Yad Vashem e dalla Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research) e la performance teatrale Anne in The Sky. E’ autore di saggi storici e opere letterarie: Il maestro delle danze divine (Milano, 1994), Pan, dio della selva (Milano, 1998), Anne Frank, simbolo universale della Shoah (Milano 2005), Le 100 Anne Frank (Milano, 2006). Il recupero della verità storica di eccidi e guerre, i diritti umani e la difesa della vita sono al centro del suo lavoro. E’ fondatore dell’associazione Watching The Sky, che si occupa di promuovere arte e cultura come strumenti di progresso sociale e di recuperare e diffondere le opere degli artisti dell’Olocausto. Nel 2006 Roberto Malini e Steed Gamero hanno tenuto a Firenze la mostra fotografica Eldorado Nuova Apertura, dedicata all’olocausto dei triangoli rosa e organizzata dall’Arcigay Firenze. La mostra si è poi trasferita a San Francisco, sospinta dall’entusiasmo dello storico Gerard Koskovich, presso la GLBT Historical Society. Siti internet: www.annesdoor.com – www.visions.it

Steed Gamero è nato a Lima (Perù) nel 1988. Talento precoce, esprime la sua creatività attraverso pittura, fumetto, installazione artistica e soprattutto fotografia. Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Nel 2006 ha tenuto – insieme a Roberto Malini – la mostra fotografica Eldorado Nuova Apertura in diverse sedi, da Firenze a San Francisco. Dal mese di giugno 2007 la mostra, che celebra le vittime e i testimoni della persecuzione attuata dai nazisti contro gli omosessuali, sarà ospitata dal GLBT Historical Society Museum. Nell’ottobre 2006 Steed Gamero ha esposto a Pitigliano, nell’àmbito del IX Festival del Cinema e della Cultura Ebraici, la serie Capelli d’oro e di cenere: ritratti fotografici – realizzati ancora con Roberto Malini – di testimoni della Shoah. Si è perfezionato nelle tecniche di fotografia digitale ed elaborazione fotografica presso la factory cinematografica multimediale 263 Films di Milano Due, a contatto con artisti del calibro di Dario Picciau, Tim Bradstreet, Grant Goleash, Ashley Wood, Jon Foster, Josep Tomas, Carles Piles, Piotr Wisoscky. Nel 2005 si è diplomato sceneggiatore alla Scuola del Fumetto di Milano. Lo stesso anno ha realizzato insieme a Jon Foster, Dario Picciau e Roberto Malini la novella a fumetti Sulphur & Dana, un allegoria dell’amore come ultimo baluardo contro la discriminazione e i pregiudizi razziali. Il suo lavoro è caratterizzato dall’impegno contro discriminazioni e violenze. Siti internet: www.annesdoor.com – www.visions.it

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