Dalla rassegna stampa Cinema

Renato Pozzetto: "Torno a fare il regista a malincuore..."

…E Cochi? “E’, come nella vita, il mio migliore amico. Gestisce una trattoria, e sta con un uomo, interpretato da Renato Scarpa. Non volevo fare la caricatura dei gay, siamo stati molto attenti al rispetto per loro”…

Torna anche alla regia di un film, con “Un amore su misura”.
“Il film l’ho diretto a malincuore. Avrei voluto che lo dirigesse il mio amico José Maria Sanchez, che purtroppo ci ha lasciati. E’ la storia di un uomo a cui viene proposto un esperimento: vedersi fabbricare la donna dei suoi sogni. Bellissima, innamorata di lui per quello che è. Ma scoprirà che l’amore è fatto anche di complicazioni, di difficoltà. La donna perfetta è Camilla Schoeberg, la moglie è interpretata da Anna Galiena”.

E Cochi?
“E’, come nella vita, il mio migliore amico. Gestisce una trattoria, e sta con un uomo, interpretato da Renato Scarpa. Non volevo fare la caricatura dei gay, siamo stati molto attenti al rispetto per loro”.

I nuovi comici le piacciono o no?
“Alcuni sono bravi, come Aldo Giovanni e Giacomo, o come Maurizio Milani, che nella sua follia ci dà una mano a fare il programma tv. Altri, invece, non capisco che cosa stiano cercando. Credo che facciano molta fatica per rinnovarsi, e che alla fine si somiglino tutti”.

Perché ha lasciato il cinema miliardario, qualche anno fa?
“Beh, mica è stato solo un rifiuto da parte mia: anche il pubblico rischiava di distrarsi. E io sentivo un senso di routine. Me ne sono andato”.

Leggevo che non va spesso al cinema. E’ vero?
“Mai”.

Ma le sue passioni quali sono?
“Calcio, poco. Sono un blando tifoso milanista, ma per me il Milan è più quello di Nordahl e di Rivera che quello di Maldini e Kakà. Mi piace anche Gattuso: gli consiglierei di non parlare inglese in tv!”.

La felicità dov’è, per lei?
“Sono appassionato di motori. Ho una vecchia Lambretta degli anni ’50. In sella a quella moto lì, sul lago Maggiore, sono stato un ragazzo felice. La felicità, ora, sono le nipoti, Allegra e Emma. E il fatto di abitare nello stesso palazzo con i miei figli, poter vedere la famiglia ogni volta che torno a casa. Sono un nonno come gli altri, non ho niente di speciale. Però sono molto fortunato, quando gioco con le mie nipoti”.

Raggiungiamo Cochi Ponzoni qualche ora dopo. Le cose le ha già dette il suo amico Renato. Resta solo una curiosità.
Paolo Rossi, con una battuta famosa, ha detto: “Tre sono i misteri dell’umanità. Il terzo è: cosa ha fatto Cochi dal 1977 a oggi?”. Ora glielo possiamo chiedere. Che cosa ha fatto?
Ride. “Lo so, pensavano che fossi morto. E’ il problema del teatro. Io ho fatto il teatro che amavo, testi mitteleuropei contemporanei. Alcuni li ho tradotti, li ho portati in Italia. Sono stato felice. Ma il teatro è come se fosse invisibile. E così me ne sono stato invisibile per qualche anno”. Non era mai sparito. Siamo noi che abbiamo lo sguardo che arriva poco lontano. Giusto fino al televisore.

Giovanni Bogani

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