Dalla rassegna stampa Cinema

Una voce nella notte

E’ un racconto non superficiale sul bisogno d’amore e sulla frustrazione sentimentale che inducono alla creazione di illusioni, anche nella forma deviata della mitomania…

E’ un racconto non superficiale sul bisogno d’amore e sulla frustrazione sentimentale che inducono alla creazione di illusioni, anche nella forma deviata della mitomania. Mancano storie allo scrittore e conduttore radiofonico Gabriel, omosessuale separato e malinconico a cui Williams affida tempi meditativi e contegnosa generosità. Nel tradizionale blocco creativo, incapace di nuove risorse, scopre il testo di un ragazzino che ricostruisce una vita di violenze sessuali e angherie familiari. Non è facile raggiungere Pete: secondo quanto dicono la madre adottiva e il ragazzino al telefono, vivono isolati nel Wisconsin per difendersi dai parenti. Pete è malato di Aids e sta morendo. Quando Gabriel, sospettoso, decide di raggiungerli, l’ambiguità si mette tra la verità e le illusioni. Nonostante il gusto manieristico di incedere verso grandi rivelazioni che richiama le sfumature artificiose di «Il sesto senso», la vicenda tocca la crisi di identità dell’artista quando vive un deficit di «rifornimento» dalla realtà e si lascia trasportare dalla «debolezza» della fantasia.

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