Dalla rassegna stampa Cinema

"Una voce nella notte"

Note sul film e il cast dal press book

IL FILM, IL ROMANZO E ANCORA IL FILM

Per il suo secondo film, il regista e sceneggiatore Patrick Stettner affronta il romanzo più avvincente di Armistead Maupin, nel quale il popolare conduttore radiofonico Gabriel Noone (interpretato da Robin Williams) intrattiene un’intensa relazione con un giovane ascoltatore di nome Pete (Rory Culkin) e con la madre adottiva (Toni Collette) proprio in un momento in cui la sua vita sentimentale sta subendo dei drastici cambiamenti. Ma perché Gabe è così intrigato da Pete? Forse è il libro di memorie stile JT LeRoy che il ragazzo sta per pubblicare che lo affascina così tanto? O forse è perché Jess (Bobby Cannavale), amante di Gabriel da otto anni a questa parte, lo sta lasciando?

Armistead Maupin ha definito UNA VOCE NELLA NOTTE “un thriller del cuore” nell’ambito del quale Gabriel farà cose impensabili pur di scoprire la vera identità di Pete. Nelle mani di Stettner, che si spinge oltre quanto già fatto con il suo film di debutto presentato al Sundance e intitolato “The Business of Strangers,” UNA VOCE NELLA NOTTE diventa un classico film giallo che esplora abilmente i temi dell’identità, dell’ossessione e della sublimazione.

Come romanzo, Una Voce nella Notte aveva tutte le basi per diventare un grande successo commerciale. Grande lettura raccontata in prima persona, il libro si poneva come un racconto “autobiografico”, che rifletteva alcuni traumi e accadimenti personali di uno degli autori più amati degli Stati Uniti. Il lavoro del protagonista – che fa il narratore radiofonico – si prestava perfettamente per rendere al meglio le irresistibili novità del mondo dei media, della radio tradizionale e le emergenti possibilità di Internet.

Per lanciare il suo romanzo, Maupin ha partecipato a numerose letture radiofoniche che sono state molto apprezzate dall’autore e dai suoi ascoltatori. A seguito di una collaborazione senza precedenti, nel 2000, Salon.com ha mandato in onda sul suo sito web, ogni fine settimana, Maupin che legge il primo capitolo di Una Voce nella Notte.

Alla fine del 2000, Publisher’s Weekly ha premiato una delle versioni audio di Una Voce nella Notte con il “Listen Up Award”, con la seguente menzione:

Pieno di sorprese e colpi di scena al pari di illustri predecessori quali “Il sesto senso” e “La moglie del soldato,” il nuovo libro di Maupin sembra, ad una prima lettura, un normale e avvincente romanzo perfettamente adatto al formato radiofonico.
Ma in realtà è molto di più di un romanzo che gli ascoltatori amano discutere con gli amici, perché una volta terminata la lettura vi accorgerete che è pieno di sorprese e colpi di scena, e chiunque avrà voglia di ascoltarlo con un orecchio nuovo per scoprire gli indizi non ancora emersi ma che sono stati seminati durante la lettura.

Lo scrittore-regista Patrick Stettner si é posto numerosi obiettivi quando ha deciso di adattare questo romanzo “apparentemente semplice” e che sarebbe diventato un enorme successo commerciale, per trasformarlo in qualcosa di molto più ampio e che avrebbe funzionato anche sul grande schermo. Voleva rendere il materiale sul quale stava lavorando ancora più cinematografico ma nel farlo sentiva anche la necessità “di essere molto attento e preciso nell’organizzare l’elemento thriller all’interno del film,” ricorda il regista.

“Volevo costruire la suspense in maniera sottile e allusiva cosicché il pubblico non capisse subito da dove arrivavano la minaccia e il pericolo.”

“Non volevo che l’elemento thriller attirasse interamente l’attenzione del pubblico ma desideravo che fosse un qualcosa di inconscio, di inconsapevole e che derivasse più dal paesaggio psicologico che da un espediente narrativo o della trama.”

Continua Stettner: “In una fase successiva del film, quando l’elemento thriller comincia ad affacciarsi in maniera preponderante, ho organizzato in maniera molto precisa le sequenze e le inquadrature per far emergere di tanto in tanto un sentimento più soggettivo. A quel punto ho cercato di far crescere la tensione passando da inquadrature soggettive a inquadrature più obiettive e onniscienti, dando al pubblico la sensazione che il “voyeur”, sia tenuto sotto osservazione a sua volta.”

NOTE DI PRODUZIONE

“Joan Didion una volta ha detto che uno scrittore tradisce sempre qualcuno. Non ho mai dimenticato quella frase perché ritengo che sia vera. Se avete un amico scrittore, fareste meglio a fare molta attenzione perché gli scrittori ascoltano e poi usano quello che hanno ascoltato. Non hanno l’intenzione di tradirvi in nessun modo, ma non possono lasciarsi sfuggire l’occasione per raccontare una bella storia.”
— Armistead Maupin

Un mistero realmente accaduto

Una Voce Nella Notte è un romanzo, e quindi un’opera di finzione, ispirato però ad un evento realmente accaduto ad Armistead Maupin e al suo partner di allora, Terry Anderson. Nel 1992 Maupin, l’osannato scrittore di San Francisco autore della popolare serie di romanzi I racconti di San Francisco, riceve un manoscritto opera di un quattordicenne che da bambino aveva subito incredibili maltrattamenti e che era stato salvato da un’assistente sociale che lo aveva incoraggiato a scrivere la sua storia per tentare di liberarsi dei suoi incubi.

“Le sue memorie erano incredibili,” racconta Maupin. “Era come leggere Il diario di Anna Frank.” Maupin resta talmente colpito dalla storia di sopravvivenza di quel ragazzino che chiede all’editore di parlare con lui perché vuole fargli I complimenti e dirgli quanto ha apprezzato la sua opera. E così attraverso la madre adottiva stabilisce un rapporto telefonico che si trasforma in vera amicizia, con il ragazzino che vive a circa 6.000 chilometri di distanza da San Francisco, nella fattispecie a Union City, NJ.

“Dopo un po’ di tempo, cominciai a sentirmi molto vicino a loro e tra di noi nacque una fantastica amicizia. Sebbene fossi un omosessuale vicino ai 50 e lui invece si definisse un eterosessuale, avevamo tantissime cose in comune. Per certi versi, diventai per lui una specie di figura paterna,” racconta Maupin. Terry Anderson ricorda benissimo che il ragazzino li chiamava tre o quattro volte a settimana.

Dopo sei mesi di amicizia telefonica continua, un giorno Terry prende il telefono per parlare con la madre, con la quale non aveva mai parlato prima. Ricorda Maupin, “Dopo una conversazione di circa 20 minuti, Terry riagganciò e voltandosi verso di me disse: ‘Non riesco a credere che tu non te ne sia accorto.’” Terry aveva riscontrato una sorprendente somiglianza tra le due voci.

All’inizio, Maupin non vuole credere che ci sia qualcuno che possa fare una cosa simile. “Una metà di me credeva che il ragazzino esistesse veramente perché mi sembrava una cosa orribile mettere in discussione l’esistenza di un povero ragazzino che era stato vittima di tali abusi. Per le persone nelle sue condizioni, in genere è molto difficile uscire allo scoperto e parlare delle proprie esperienze e una cosa come questa avrebbe potuto distruggerlo. Se c’era anche una minima possibilità che esistesse sul serio, non volevo rovinarla o distruggerla. Dovevo mantenere viva la nostra amicizia per tenere in vita entrambe le ipotesi.

“Poco tempo dopo mi accorsi di essermi imbattuto nella più strabiliante storia della mia vita e che in realtà stavo vivendo in un romanzo. Mi trovavo nel bel mezzo di un mistero che mi dava un qualcosa che avevo sempre desiderato scrivere. Adoro l’idea di un thriller che non sia costruito intorno ad un omicidio o ad un episodio di violenza, ma piuttosto che ruoti intorno ad un mistero del cuore umano.”

La relazione telefonica tra Maupin e il ragazzino va avanti per circa 6 anni e nel frattempo lo scritto comincia a buttare giù un manoscritto ispirato a quella esperienza. “Quando ho raccontato al ragazzino del romanzo, con mio grande piacere ha detto: ‘fantastico, so cos’è la finzione.’” Il ragazzino del libro si chiamava naturalmente Pete.

Ma Una Voce Nella Notte – il romanzo – parla anche di due uomini che si stavano lasciando e che tentavano di mantenere vivo un legame.

Nel romanzo Maupin si poneva domande del tipo: “Come amiamo, e per quanto tempo? Come veniamo accecati da queste cose? E perché le necessità del cuore ci spingono a creare dei misteri?”.

Oggi, a dieci anni dalla loro separazione, Maupin e Anderson sono ancora legati da quella amicizia che ha visto UNA VOCE NELLA NOTTE passare da caso letterario ad adattamento cinematografico, con Robin Williams che interpreta un personaggio non molto dissimile da Armistead Maupin e Bobby Cannavale nei panni di un uomo che somiglia molto a Terry Anderson.

Il rapporto di Maupin e Anderson con il vero ragazzino – se è possibile utilizzare una definizione del genere considerate le misteriose circostanze — che nel film e nel libro si chiama “Pete” è stato esplorato in un affascinante articolo sul New Yorker, scritto da Tad Friend e che è uscito l’anno successivo alla pubblicazione del romanzo. Anderson è attualmente impegnato nella realizzazione di un documentario che parla del ragazzino nel quale si sono imbattuti lui e Maupin e che ha cambiato per sempre le loro vite.

La cosa interessante è che le famose memorie del ragazzino sono ancora in vendita e che forse potrebbero essere messe sullo stesso scaffale degli scritti di JT LeRoy e James Frey.

Ma questa è un’altra storia. UNA VOCE NELLA NOTTE è un’opera di finzione tratta da un romanzo.

L’adattamento del romanzo

“Credo che Terry ed io sapessimo entrambi che stavamo imboccando una strada piuttosto difficile quando abbiamo deciso di scrivere una sceneggiatura tratta dal romanzo che aveva a che fare con la nostra separazione,” commenta Maupin, riferendosi al periodo in cui è cominciata la produzione del film. “Pensavo che poiché Terry aveva vissuto questa storia con me, avrebbe dovuto partecipare all’intero processo. La nostra separazione risale a nove anni fa e non è avvenuta contemporaneamente allo svolgersi del mistero ma gli scrittori prendono quello che trovano e lo usano nella maniera che ritengono migliore per i fini drammatici della narrazione. Uno scrittore cerca sempre di attingere alla verità emotive della propria vita in maniera da dare linfa vitale ai personaggi per far sembrare reale ogni artificio.”

Anderson è d’accordo con lui: ”La scena in cui Jess nota la somiglianza tra le due voci è molto vicina a quello che è successo in realtà,” ricorda lui. “Non lo dimenticherà mai. Era come se la vita fosse diventata all’improvviso un film. E questo è il lato divertente di essere stato ‘il catalizzatore di tutto questo dramma. Ero capitato nel bel mezzo di un mistero reale.

“In un certo senso, Armistead ed io siamo diventati schiavi della storia. Mentre lavoravamo alla sceneggiatura, abbiamo eliminato tanti frammenti di vita reale che non si adattavano al film.”
La stesura della sceneggiatura ha richiesto tre anni di lavoro. Maupin e Anderson hanno buttato giù una bozza che poi è stata ri-scritta da Stettner quando questi aveva accettato l’incarico di regista nel 2003. La sceneggiatura è firmata da tutti e tre.

“Quando Patrick si è unito a noi, ha iniziato a vedere le cose che noi non saremmo mai riusciti a vedere perché eravamo troppo vicini alla storia e all’intera vicenda,” racconta Anderson parlando della fase della produzione. “Credo che Patrick abbia aggiunto quel tocco speciale che gli viene dalla sua esperienza cinematografica e che Armistead ed io non avevamo. Lavorare con un regista dotato di una simile visione è stata una cosa straordinaria.”

“Patrick aveva catturato la mia attenzione quando avevo visto ‘The Business of Strangers’,” commenta il produttore Robert Kessel. “Quel film dimostrava che era in grado di creare uno stato d’animo, un sentimento di suspense condito da elementi di paura. Quello che ha fatto con quel film è molto diverso da quello che fanno tanti suoi colleghi.

“Armistead aveva già visto il suo film e per lui Patrick era una scelta molto elettrizzante,” aggiunge Hart.

“Ho detto ad Armistead e Terry che amavo molto il romanzo e la sceneggiatura ma che c’erano alcune battute e dialoghi che avremmo potuto ridurre, (come il rapporto tra Gabriel e il padre morente), mentre altre parti dovevano essere ampliate. In particolare, pensavo che la ricerca di Pete da parte di Gabriel dovesse essere più complicata e pericolosa. Gran parte dei miei sforzi si sono concentrati sulla parte che va dalla metà del film fino alla fine. Era importante per me che la ricerca di Pete spingesse Gabriel veramente al limite.”

Maupin e Anderson hanno più che apprezzato il contributo di Stettner e i cambiamenti che ha apportato perché questo voleva dire che le persone che avevano già letto il libro non avrebbero necessariamente già saputo tutto quello che succede nel film.

“Il romanzo e la sceneggiatura sono a volte molto distanti tra loro,” commentava Anderson durante la produzione. “Da un lato, nel film il viaggio di Gabriel è molto più oscuro perché si trasforma in una sorta di incubo, grazie a Patrick. Un altro elemento nuovo è la conversazione sul disturbo psicologico di cui soffrirebbe Donna, tra Anna e Gabriel. In realtà ho letto qualcosa a proposito di questa strana sindrome solo dopo che il libro era stato pubblicato.”

“Mi piace il modo in cui Patrick ha trasformato Donna e le sue motivazioni nel film sono più enigmatiche. Così facendo ha lasciato al pubblico la decisione se é pazza o se è semplicemente una leonessa che protegge il suo cucciolo.”

Stettner racconta anche una strana storia per spiegare come sia riuscito ad entrare meglio nel complicato personaggio di Donna, le cui vere motivazioni sono uno degli elementi chiave del film e che tutti coloro che hanno partecipato al progetto sperano che i giornalisti non sveleranno in anticipo:

“Durante la stesura della sceneggiatura, non volevo che il pubblico vedesse Donna come un mostro e quindi mi sono concentrato su cos’è veramente il Disturbo Fittizio perché ero determinato ad entrare nella testa di Donna,” racconta Stettner. “L’idea di conquistare amore e simpatia al telefono era la chiave per capirla ed era proprio ciò che mi affascinava del suo personaggio. E quindi mentre lavoravo alla sceneggiatura, ho chiamato una linea per potenziali suicidi fingendo di avere intenzione di uccidermi. E’ stata un’esperienza molto preziosa. Sono rimasto immediatamente colpito dall’amore incondizionato che ho ricevuto dall’operatrice che era dall’altro capo del filo. Quella persona si interessava a me, mi voleva bene, mi diceva che valevo e che ero una brava persona. Si è immediatamente creato un rapporto molto intimo tra due perfetti estranei al punto che ho cominciato a sentirmi a disagio e le ho detto che mi sentivo già meglio ed ho riagganciato.”

“Lavorare con Armistead e Terry è stato fantastico ed anche facile perché hanno entrambi visto tanti film in vita loro e avevamo tutti lo stesso obiettivo, vale a dire fare il miglior film possibile,” conclude Stettner. “Durante la nostra collaborazione, ero solito allontanarmi per un po’ per buttare giù qualche pagina che poi mandavo a Armistead e Terry. Loro facevano i loro commenti ed osservazioni al telefono e poi ci rilavoravamo sopra insieme. A volte, se mi accorgevo che non ero riuscito ad inquadrare una scena come volevo, ci lavoravamo sopra tutti insieme sin dall’inizio. E’ stata una collaborazione magnifica e molto creativa.

“La fase finale di tutto questo lavoro e quella che mi ha permesso di apportare gli ultimi tocchi alla sceneggiatura è stata assistere alle prove con gli attori. Come era già successo con THE BUSINESS OF STRANGERS, quando vedo gli attori che provano una scena, tendo ad attenuare i dialoghi e a trovare cose che possono essere dette visivamente con la recitazione. Cerco le cose dette tra le righe, i non detti, e credo fermamente nel vecchio motto secondo il quale la lingua è utilizzata per nascondere la verità. Cerco di sviluppare la tensione tra ciò che un personaggio sente e quello che in realtà dice.”

IL CAST

ROBIN WILLIAMS (Gabriel Noone) – Attore premiato con l’Oscar e vincitore di diversi Grammy, dotato di un’immaginazione sconfinata, Robin Williams continua ad aggiungere tocchi su tocchi al suo repertorio fatto di personaggi indimenticabili.

Nel 1997, Williams ha vinto l’Oscar e il premio dello Screen Actors Guild per il ruolo di Sean Maguire, il terapista che segue il personaggio interpretato da Matt Damon – un genio della matematica – nel film di Gus Van Sant, WILL HUNTING-GENIO RIBELLE. In passato l’attore era già stato candidato all’Oscar come migliore attore per LA LEGGENDA DEL RE PESCATORE, L’ATTIMO FUGGENTE, e GOOD MORNING VIETNAM. Williams si è guadagnato un premio speciale del National Board of Review per l’interpretazione, accanto a Robert DeNiro di RISVEGLI. Nel 2004, Williams ha vinto il premio alla Carriera del Chicago International Film festival e nel 2005, la HFPA lo ha insignito del prestigioso premio Cecil B. DeMille per il suo contributo al mondo dello spettacolo.

Robin Williams si è fatto conoscere e amare dal grande pubblico nei panni di Mork di Ork, il protagonista dell’indimenticabile ed amatissima serie televisiva “Mork & Mindy.” Nato a Chicago e cresciuto nel Michigan e in California, ha studiato alla prestigiosa Julliard School di New York con John Houseman. Williams ha debuttato sul grande schermo nei panni del protagonista di POPEYE-BRACCIO DI FERRO, di Robert Altman. Tra gli altri suoi film degli esordi ricordiamo il film diretto da Paul Mazursky MOSCA A NEW YORK, nel quale interpretava un musicista russo che decide di non rientrare più nel suo paese, e IL MONDO SECONDO GARP, l’adattamento diretto da George Roy Hill dell’acclamato best seller di John Irving che parla di uno scrittore e della madre femminista.

La carriera di Williams comprende una lunga serie di film che hanno sbancato i botteghini. Nel 1993, ha interpretato il film diretto da Chris Columbus MRS. DOUBTFIRE. Per Mike Nichols si è calato nei panni di ‘Armand Goldman’ di PIUME DI STRUZZO, il cui cast ha vinto il premio SAG. Nel 1996, PIUME DI STRUZZO e JUMANJI hanno entrambi superato i 100 milioni di dollari di incassi nella stessa settimana. Successivamente, Williams ha interpretato il duplice ruolo di Peter Pan/Peter Banning nel film diretto da Steven Spielberg HOOK-CAPITAN UNCINO, è stato uno studente di musica che cura i pazienti con l’umorismo in PATCH ADAMS e il protagonista del film della Disney FLUBBER.

Allontanandosi dalle famigliari commedie o film per famiglie, Williams ha di recente collaborato con due giovani registi di successo interpretando due drammatici thriller. Per la regia di Christopher Nolan, ha recitato accanto ad Al Pacino nei panni dello scrittore solitario e isolato dal mondo ‘Walter Finch,’ principale indiziato dell’omicidio di un’adolescente in una piccola cittadina dell’Alaska in INSOMNIA. Inoltre ha lavorato per Mark Romanek, che lo ha diretto nel film ONE HOUR PHOTO, dove interpreta l’impiegato di un piccolo laboratorio fotografico che sviluppa un’ossessione per una famiglia della zona.

Utilizzando esclusivamente la sua voce, Williams ha dato vita ad uno dei più memorabili ed amati personaggi animati degli ultimi tempi, il genio della lampada nel film della Disney ALADDIN. La sua prestazione ha dato nuovo significato al mestiere di doppiatore di cartoni animati. Le versioni audio dei suoi one-man show e il disco per bambini “Pecos Bill,” hanno vinto cinque premi Grammy. Di recente Williams ha prestato la voce al blockbuster animato ROBOTS.

Quando non recita, Williams ama sostenere tante cause – troppe per nominarle tutte – che vanno dalla salute ai diritti umani, dall’istruzione all’ambiente, e che finiscono con le arti in genere. E’ stato diverse volte in Medio Oriente nel corso degli anni per sollevare il morale delle truppe ma forse, la sua affiliazione filantropica più conosciuta è quella per l’associazione Comic Relief, fondata nel 1986. Si tratta di un’organizzazione senza fini di lucro che si prefigge l’obiettivo di aiutare i senza tetto americani.

Di recente, Williams ha terminato le riprese della commedia di Barry Sonnenfeld R.V. per la Sony Pictures. Il film, interpretato anche da Cheryl Hines, Jeff Daniels e Kristin Chenoweth, dovrebbe uscire quest’anno. Inoltre, ha interpretato anche il film di Mark Mylod THE BIG WHITE, una commedia “noir” interpretata anche da Holly Hunter, Woody Harrelson e Giovanni Ribisi. Tra breve, inizierà le riprese di un film della Warner Brothers, AUGUST RUSH, con Freddie Highmore e Liv Tyler.

TONI COLLETTE (Donna D. Logand) – Attrice candidata all’Oscar e al Tony, Toni Collette, continua a colpire il pubblico di tutto il mondo. Balzata immediatamente all’attenzione di pubblico e critica nei panni della disperata e senza speranze Muriel Heslop nel film di P.J. Hogan, LE NOZZE DI MURIEL, è diventata con il tempo una delle più stimate ed ammirate attrici della sua generazione. Dimostrando un incredibile trasformismo, Collette ha al suo attivo una formidabile varietà di ruoli.

Di recente, la Collette ha interpretato il film della Fox 2000, IN HER SHOES con Cameron Diaz e Shirley McClaine. Nel film diretto da Curtis Hanson, Collette interpreta Rose, l’impeccabile avvocatessa costretta a ospitare la sorella disoccupata e festaiola Maggie (Diaz).

Attualmente è sugli schermi nel film acclamato dalla critica JAPANESE STORY, diretto da Sue Brooks. Nel film, Collette è Sandy, una geologa il cui incontro con un uomo d’affari giapponese nel mezzo del deserto australiano le cambierà per sempre la vita. La sua interpretazione le è valsa un premio come migliore attrice sia dell’Australian Film Institute sia del Film Critics Circle of Australia, e negli Stati Uniti, una candidatura al Golden Satellite.

Collette ci ha regalato un altro ruolo comico memorabile interpretando il musical CONNIE e CARLA. Nel film prodotto dalla Universal Pictures/Spyglass Entertainment, Collette e la coprotagonista Nia Vardalos interpretano due artiste in difficoltà che si esibiscono nei caffé-concerto di Chicago, le quali assistono loro malgrado ad un omicidio di stampo mafioso e sono costrette a travestirsi da drag queens per evitare di essere a loro volta uccise. Nel 2004 ha recitato accanto a Alec Baldwin, Matthew Broderick e Calista Flockhart nella commedia THE LAST SHOT prodotta da Touchstone Pictures.

Nel 2002, Collette ha interpretato il film candidato all’Oscar e premiato con il Golden Globe THE HOURS dove interpretava una casalinga degli anni 50 costretta a fare i conti con la propria mortalità accanto a Julianne Moore, il cui personaggio attraversa una profonda crisi personale. Il film è stato candidato allo Screen Actors Guild per il Miglior Cast.

Collette ha anche interpretato la commovente commedia della Universal, ABOUT A BOY. L’interpretazione di una madre single in difficoltà accanto a Hugh Grant nei panni di un ricco e superficiale playboy, le è valsa una candidatura al BAFTA come “Migliore Attrice non protagonista.” Inoltre, nel 2002, Collette ha recitato accanto a Samuel L. Jackson e Ben Affleck nel film della Paramount IPOTESI DI REATO, nel quale aiuta il personaggio interpretato da Ben Affleck a superare una crisi.
Collette ha debuttato accanto a Samuel L. Jackson nella discussa versione di John Singleton di SHAFT. Ma il successo americano è arrivato accanto a Bruce Willis con il film prodotto dalla Buena Vista, IL SESTO SENSO, diretto da M. Night Shyamalan. Nel film, Collette interpreta una madre di Philadelphia costretta a fare i conti con lo stress emotivo e fisico causato da un figlio dotato di poteri paranormali. La sua magnetica interpretazione le è valsa una candidatura all’Oscar come Migliore Attrice non Protagonista.

Passando al teatro, l’attrice ha ottenuto la prima candidatura al Tony nella primavera del 2000 per il ruolo di ‘Queenie’ e al contempo ha debuttato sui palcoscenici di New York nel musical di Michael John LaChiusa e George C. Wolfe, The Wild Party, candidato al Tony. Il musical era anche interpretato da Eartha Kitt e Mandy Patinkin.

Tra gli altri suoi film ricordiamo infine il film della HBO “Dinner with Friends” con Dennis Quaid, Greg Kinnear, e Andie McDowell; THE BOYS, un film diretto dal regista australiano Rowan Woods; il film della Miramax VELVET GOLDMINE, e l’adattamento del 1996 del romanzo di Jane Austen EMMA, accanto a Gwyneth Paltrow e Ewan McGregor; HOTEL SPLENDIDE, THE JAMES GANG, THE CLOCKWATCHERS, TRE AMICI, UN MATRIMONIO E UN FUNERALE, LILIAN’S STORY e i film di Mark Joffe SPOTSWOOD e COSI.

BOBBY CANNAVALE (Jess) – Di recente Bobby Cannavale ha ottenuto un grande successo nei panni del venditore di hot dog che fa amicizia con uno sconosciuto nella cittadina del New Jersey nel film della Miramax THE STATION AGENT, scritto e diretto da Tom McCarthy. L’interpretazione di Bobby (e degli altri co-protagonisti) è valsa al film una candidatura al premio SAG per il cast e lo ha aiutato a vincere il Premio del Pubblico al Sundance Film Festival del 2003.

Tra i film più recenti di Bobby ricordiamo il film della Miramax SHALL WE DANCE con Richard Gere, Susan Sarandon e Jennifer Lopez. Ricordiamo anche l’interpretazione di HAVEN, con Orlando Bloom e Bill Paxton, e il film di John Turturro ROMANCE & CIGARETTES, con Kate Winslet, James Gandolfini e Christopher Walken. Attualmente Cannavale è sul piccolo schermo nella serie televisiva “Will & Grace” nei panni del fidanzato di Will Truman e nella serie dalla HBO ”Six Feet Under.”

Bobby ha iniziato a lavorare in televisione quando ha conosciuto John Wells e ha ottenuto un ruolo ricorrente nella serie televisiva della NBC ”Trinity.” Successivamente, ha interpretato “Third Watch.” Da allora ha interpretato alcuni episodi della serie della HBO “Sex in the City” e “Oz,” A&E’s “100 Centre Street,” “Ally McBeal” e “Kingpin.”

Passando al grande schermo, ricordiamo il film di Spike Lee 3AM; il film diretto da Kevin Costner L’UOMO DEL GIORNO DOPO; PROVE APPARENTI di Sidney Lumet e GLORIA; IL COLLEZIONISTA DI OSSA con Angelina Jolie; L’ORO DEL DEMONIO di Alec Baldwin; THE GURU con Heather Graham e Marisa Tomei e il film acclamato dalla critica WASHINGTON HEIGHTS.

RORY CULKIN (Pete D. Logand) – Ha interpretato di recente THE CHUMSCRUBBER con Glenn Close e Jamie Bell. Ricordiamo anche DOWN IN THE VALLEY con Edward Norton e Evan Rachel Wood e IN CONTROL OF ALL THINGS con Justin Chambers e Robin Tunney.
L’attore ha anche interpretato il film della Paramount Classics MEAN CREEK, che ha vinto il premio Spirit per il miglior cast. Rory ha anche interpretato VIZIO DI FAMIGLIA con Michael e Kirk Douglas. Inoltre ha avuto un piccolo ruolo in SIGNS, accanto a Mel Gibson e in IGBY GOES DOWN. In precedenza, aveva interpretato il film della Showtime, “Off Season” con Hume Cronyn.

Rory è stato candidato al premio Independent Spirit per l’interpretazione accanto a Laura Linney e Mark Ruffalo del film della Paramount Classics CONTA SU DI ME diretto da Kenny Lonergan. Tra gli altri suoi film ricordiamo L’INNOCENZA DEL DIAVOLO della 20th Century Fox; GETTING EVEN WITH DAD, AMANDA, e il film della Warner Brothers RICHIE RICH-IL PIU’ RICCO DEL MONDO dove interpretava Richie a quattro anni. Ricordiamo infine l’interpretazione del figlio di Denis Leary nella serie televisiva della ABC “The Job” e un piccolo ruolo in “Law & Order: Special Victims Unit.”

SANDRA OH (Anna) – Il ruolo della dottoressa Christina Yang nella serie televisiva di grande successo “Grey’s Anatomy,” le è valso le candidature ai premi Golden Globe e Emmy. Di recente ha interpretato il film della Fox Searchlight SIDEWAYS, per il quale ha vinto il premio dello Screen Actor’s Guild per il Cast.

Tra breve la vedremo nel film FOR YOUR CONSIDERATION, diretto da Christopher Guest; SORRY HATERS con Robin Wright-Penn, THREE NEEDLES, e LONG LIFE HAPPINESS AND PROSPERITY. Di recente ha recitato accanto a Diane Lane nel film della Disney SOTTO IL SOLE DELLA TOSCANA e nel film indipendente RICK con Bill Pullman e Agnes Buckner.

Sandra ha vinto il suo primo Genie (l’Oscar canadese) per il ruolo della protagonista in DOUBLE HAPPINESS,

Tra gli altri suoi film ricordiamo BEAN, GUINEVERE, IL VIOLINO ROSSO, WAKING THE DEAD, PRETTY PRINCESS, e PAY OR PLAY. Inoltre ha interpretato il film di Michael Radford DANCING AT THE BLUE IGUANA, una cruda panoramica su uno strip club di Los Angeles. La sua interpretazione in LAST NIGHT-L’ULTIMA NOTTE, un film canadese sulla fine del mondo, le è valsa il secondo Genie come Migliore Attrice nel 1999.

Ricordiamo inoltre la serie della HBO “Six Feet Under,” la serie della Showtime “Further Tales of the City,” (adattamento televisivo del secondo romanzo di Armistead Maupin) e un ruolo ricorrente in “Judging Amy.” Senza abbandonare le sue radici teatrali, Sandra ha interpretato l’anteprima mondiale dello spettacolo di Jessica Hagedorn Dogeaters in scena al La Jolla Playhouse e quello di Diana Son Stop Kiss al Joseph Papp’s Public Theatre di New York, ruolo che le è valso un premio Theatre World. Di recente ha anche interpretato I monologhi della vagina a New York.

IL CAST TECNICO

PATRICK STETTNER (Regista, co-sceneggiatore) – Patrick Stettner è cresciuto a New York City ed ha studiato alla Columbia University. Ha anche frequentato il Sundance Screenwriters and Directors lab. Il suo film di debutto, THE BUSINESS OF STRANGERS, con Stockard Channing e Julia Stiles, è stato presentato al Sundance Film Festival del 2001 ed è stato distribuito nelle sale dalla IFC Films l’anno successivo. UNA VOCE NELLA NOTTE è il suo secondo lungometraggio. Di recente è stato incluso nella lista stilata da Variety tra i 10 giovani registi da tenere d’occhio. Attualmente è impegnato nel casting degli attori per il suo prossimo film, ispirato al dramma politico di Gore Vidal “The Best Man”.

ARMISTEAD MAUPIN (Co-sceneggiatore, produttore esecutivo) – Armistead Maupin è l’autore della storia in sei volumi intitolata I racconti di San Francisco tradotta in tutte le lingue e amata dai lettori di tutto il mondo. Le tre serie televisive realizzate finora e tratte dai primi tre capitoli della serie, interpretate da Olympia Dukakis e Laura Linney, hanno riscosso un grande successo. Il primo libro della serie, ha vinto il Peabody Award ed ha anche ottenuto tre condanne da tre tribunali del sud. Oltre a Una Voce Nella Notte, Maupin ha scritto anche Maybe the Moon, inserito nella lista dei 10 migliori libri dell’anno da Entertainment Weekly. Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo romanzo, Michael Tolliver Lives, e nell’adattamento televisivo del quarto capitolo di Racconti di San Francisco, intitolato Babycakes.

dal Press Book del film

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