Dalla rassegna stampa Cinema

A Bologna scontro tra Cofferati e Curia

Per i finanzimenti al festival gay

BOLOGNA«Le dichiarazioni del Sindaco di Bologna sconcertano e addolorano». E’ scontro aperto tra la Curia di Bologna e il sindaco Sergio Cofferati sui finanziamenti di comune, provincia e regione alla quarta edizione del festival «Gender Bender» promosso dal «gay lesbian center» il Cassero. Le polveri le aveva accese due giorni fa l’anticipazione del commento non firmato uscito su Bologna Sette, settimanale della diocesi di Bologna e inserto domenicale di Avvenire: ‘E’ lecito spendere soldi pubblici per finanziare spettacoli di pornostar mascherate da artisti?», chiedeva il fondo, rincarando poi: «Non possiamo accettare un’invasione barbarica che oltraggia la fede e la ragione dei bolognesi». Ieri la replica di Cofferati: ‘Solo la censura, il pregiudizio e l’intolleranza rischiano di riportarci al tempo dei barbari». «Penso che la libera espressione nell’arte e nella cultura rappresenti una delle grandi conquiste dell’uomo nell’epoca moderna – ha aggiunto il primo cittadino – e sia la ricchezza del vivere civile in uno Stato laico». Parole che non sono piaciute all’Arcidiocesi, che in serata ha diffuso un comunicato polemico nei confronti del primo cittadino: «Le dichiarazioni del Sindaco di Bologna sconcertano e addolorano». . «Il festival in questione – ha voluto precisare l’Arcidiocesi – è in atto, e ogni cittadino che lo desideri può parteciparvi; assessori alla cultura lo hanno liberamente illustrato alla stampa e pubblicamente fatto oggetto di apprezzamento; i suoi contenuti sono disponibili a tutto il mondo sul sito internet». «Allora, dove è la censura? – è la domanda che viene posta – La Chiesa non censura nessuno, ma non accetta neppure di essere censurata, perchè non può abdicare al suo dovere-diritto di parlare per il bene e per la dignità della persona umana; e rientra nel dovere-diritto di ogni cittadino di esprimere il proprio parere su come si spende il denaro pubblico. Ciascuno giudichi da che parte sta la volontà di censurare». Sulla linea di Cofferati era intervenuto anche il parlamentare bolognese Angelo Piazza (Sdi-Rnp), ex ministro. «Definire invasioni barbariche una manifestazione culturale mi sembra un atto di grave intolleranza da parte della Curia bolognese – ha affermato il capogruppo della Rnp nella commissione Affari Costituzionali – Se l’iniziativa ‘Gender Bender’ non piace alla Curia ciò non significa che sia ignobile e che non meriti sostegno da parte delle istituzioni civili». E il deputato Ds Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, ha ricordato che «le 12 pellicole che saranno proiettate in sei giorni di eventi sono già passate per molti altri festival ufficiali, tra cui quello di Cannes. Come mai le Curie locali non hanno protestato? Sono forse meno sensibili di quella bolognese alla morale?». ‘Gender Bender’,, «festival internazionale dedicato alle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale», prevede, tra l’altro, un inedito ispirato al soprano Farinelli «il castrato», e il corto «Misfit» con la cantante australiana Kylie Minogue che si esibisce con la voce di Alessandro Moreschi, unico cantante castrato di cui c’è una registrazione.

30/10/2006


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