Dalla rassegna stampa Cinema

Parole e immagini per dire l’amore gay

«Sono stato un figlio di papà» dice Pier Paolo Pasolini a un giovanissimo Ninetto D’avoli spiegandogli perché trova poetici i ragazzi del sottoproletariato…

DVD PIÙ LIBRI Da Pasolini ai Cow boy

«Sono stato un figlio di papà» dice Pier Paolo Pasolini a un giovanissimo Ninetto D’avoli spiegandogli perché trova poetici i ragazzi del sottoproletariato e sorprendente la loro Roma. Un effetto contrario, spiega l’artista, producono i ragazzi agiati in chi li osserva con animo sensibile. Le immagini scorrono e le parole di Pasolini entrano in campo attraverso le inflessioni di voce e la recitazione di Toni Servillo. La preveggenza di Pasolini sul degrado dell’uomo che non si esprime più, zittito da una progressiva non-partecipazione e dalle ricchezze vuote di una borghesia «odiata», si accosta ad altre visioni come quella sull’Utopia di Sodoma, città dove viene celebrata l’omosessualità e dove la folla punisce l’attrazione spontanea tra un uomo e una donna. Parliamo di immagini che aiutano le parole, di un nuovo formato di «libro» in cui la miscellanea di testi del poeta non è dissociabile dai fotogrammi impressi sul dvd. Una novità (Feltrinelli) dal titolo «La voce di Pasolini» che fa il paio con un altro testo-immagine dedicato questa volta all’ultimo fenomeno di grande fiction che ha celebrato l’amore omosessuale, «I segreti di Brokeback mountain». L’opera è composta da un doppio dvd ed è affiancata da un testo tratto da «Altri libertini» di Pier Vittorio Tondelli. Le immagini soccorrono, viene da pensare. Offrono la comunicazione a un pubblico resistente alla lettura, come quello italiano troppo spesso si rivela.
Del Pasolini che ama il popolo sentiamo il rammarico per l’innocenza perduta dei poveri e per la loro agognata imitazione degli stili di vita della «classe superiore», e intanto sullo schermo campeggiano volti che da ingenui si fanno lentamente spenti e che narrano la storia che ha fatto l’Italia di oggi, rendendola anestetizzata e opaca. Ma ciò che vogliamo segnalare, qui, sono le immagini di Porno-Teo-Kolossal, il film che Pasolini avrebbe dovuto realizzare dopo Salò e che vede Roma trasfigurata nell’Utopia di Sodoma, e Milano nella Gomorra della violenza che vieta l’amore gay. Milano che assiste alle aggressioni: due uomini vengono «spogliati nudi e torturati» e le donne scese da un treno subiscono gli assalti di un gruppo di teppisti che abusano di loro. Preveggenza: sembrano, queste, le immagini dell’estate appena trascorsa. Ma resta una speranza: «Il fondo del mio insegnamento – recita la voce di Pasolini – consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini, trasformandoli in brutti e stupidi automi adoratori di feticci».

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