Dalla rassegna stampa Cinema

Pasolini, molto più di una rilettura

Home video – Due dvd che aiutano a capire

LA VOCE DI PASOLINI (Feltrinelli)

Esauriti gli appuntamento dettati dalle ricorrenze (l’anno scorso sono stati trent’anni dalla morte) la presenza di Pasolini continua a vivificare il dibattito culturale italiano, rivelando una complessità di riflessioni e una acutezza di sguardo che non si può ridurre al solo campo delle provocazioni. No, rileggere, riascoltare e rivedere Pasolini è molto di più che «studiare» un intellettuale dalle molte attività, vuol dire mettersi in gioco in prima persona per confrontarci con una «eredità» di cui dobbiamo ancora misurare l’effettiva ricchezza.
Ci aiutano in questo due dvd un po’ anomali appena usciti. Il primo, intitolato La voce di Pasolini (Feltrinelli Real Cinema), raccoglie alcuni documentari di Mario Sesti. Il più importante, che dà il titolo al cofanetto e che è firmato anche da Matteo Cerami, affronta una serie di nodi centrali nella riflessione di Pasolini (l’amore per il popolo, l’odio per la borghesia, la rivolta del ’68…) antologizzando una serie di testi sparsi, letti splendidamente da Toni Servillo e montati su un vasto materiale visivo documentario (a volte con qualche libertà non totalmente giustificata). Un viaggio dentro le idee pasoliniane che, come l’invettiva contro la tivù, hanno ancora una forza e un’attualità straordinaria. Il cofanetto, che comprende anche un libro con i testi letti e il trattamento del film mai realizzato Poprno-Teo-Kolossal, offre come ricco extra un documentario su Salò e il mistero dell’ultima scena.
La collana Rizzoli Bur/senzafiltro presenta invece Omaggio a Pasolini / ‘na specie de cadavere lunghissimo
che poi è lo spettacolo su testi di Pasolini e di Giorgio Somalvico che Fabrizio Gifuni sta portando in tournée da un paio d’anni con crescente successo. Portato in video da Giuseppe Bertolucci, che ne ha anche curato la regia teatrale, lo spettacolo in dvd ha alcuni significativi cambiamenti (un ruolo meno coreografico affidato al pubblico, l’uso di un coro che sottolinea il richiamo alla tragedia greca, alcuni significativi movimenti di macchina) pur conservando tutta la carica emotiva della versione teatrale. Per merito naturalmente della forza attualissima dei testi pasoliniani (che compongono la prima parte dello spettacolo), ma anche per la forza del poemetto di Somalvico Il pecora che occupa la seconda parte dello spettacolo e che ricostruisce con molta libertà ma anche con impressionante mimesi il ritratto dell’assassino del poeta. Testi diversissimi tra di loro ma intimamente complementari a cui Fabrizio Gifuni offre la forza della sua recitazione e della sua presenza scenica.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.