Dalla rassegna stampa Cinema

Sinossi completa del film "En la ciudad sin límites" di Antonio Hernández

…Questo ultimo sogno ci rivela il vero rimpianto di Max: l’aver tradito la propria natura negandosi la possibilità di una vita felice accanto all’uomo che amava…

Max un anziano industriale di Madrid gravemente malato di tumore, decide di farsi curare in un ospedale di Parigi, dove lo raggiungono la moglie Maria e i figli.
Il figlio più giovane, Victor, sembra l’unico ad essere veramente interessato a suo padre, mentre tutti gli altri sono più occupati a discutere delle questioni ereditarie.
Max si comporta in modo molto strano, tanto che tutti pensano che sia andato fuori di testa.
Di nascosto dagli altri parenti chiede a Victor di aiutarlo a scappare dall’ospedale perchè “deve avvertire un certo Rancel del pericolo, prima che arrivi alla stazione”.
Victor, che vuole capire il perchè di questo comportamento, decide di aiutarlo e quindi lo accompagna prima in un appartamento abbandonato da quaranta anni, poi alla ricerca di un luogo, che poi scopre essere stata una libreria ritrovo di esiliati politici spagnoli.

La madre di Victor, che in precedenza aveva negato di conoscere Rancel, racconta una sua versione dei fatti: Max e Rancel, durante la dittatura franchista, avevano il compito, all’interno del partito comunista spagnolo, di tenere in contatto i compagni di Madrid con gli esuli a Parigi; un giorno però qualcuno li tradì e la polizia spagnola tese loro una trappola. Quel giorno Rancel arrivò col treno da solo, e tutti pensarono che fu Max a tradire il compagno. Rancel fu condannato a 10 anni di prigione e morì poco dopo in carcere.

Victor, con l’aiuto della cognata, scopre invece che Rancel è ancora vivo, ed ha scritto un libro (dal titolo ‘la ciudad sin limites’). Va a cercarlo a casa sua, ma trova solo il suo compagno, che gli fa sapere che Rancel non vuole incontrare Max. Alle insistenze di Victor, Rancel accetta di vedersi con lui nell’appartamento abbandonato di Parigi. Durante l’incontro si viene a sapere che a tradire Rancel era stata Maria, gelosa della relazione tra i due uomini, la colpa di Max era stata quella di essere stato un codardo, di avere saputo e taciuto e di non essere mai andato a trovarlo in prigione, per questo Rancel, che tanto l’aveva aspettato, ora non voleva più vederlo.

Intanto Max, di nuovo in ospedale, quasi prigioniero di sua moglie, scrive una lettera per Rancel, e chiede ad un’infermiera di consegnarla a Victor. L’infermiera incautamente la consegna invece alla madre.
Quando Victor torna nell’ospedale ha un violento litigio con sua madre, durante il quale lei confessa di aver tradito perché i due compagni avevano una relazione tra loro nonostante che lei avesse già un figlio da Max, inoltre Rancel sbandierava ostentatamente a tutto il mondo la sua omosessualità, mentre lei voleva evitare che il sospetto di omosessualità ricadesse anche su suo marito e quindi che lo scandalo infangasse l’intera famiglia.
Victor porta quindi il padre alla stazione e insieme aspettano tutto il giorno e la notte finchè Max
non si addormenta contento di aver fatto quello che doveva fare quaranta anni prima.
Al funerale di suo padre, Victor può consegnare a Rancel la lettera che Max gli aveva scritto.

Nella lettera tra l’altro Max scrive che spesso ha sognato l’amico, in quei sogni Rancel gli parlava e gli sorrideva, dicendogli che lo amava. Anche Max avrebbe voluto amarlo, ma non ha potuto. In un sogno le labbra di Rancel stavano posate sul corpo di Max e i figli di Max (che però nel sogno non erano figli suoi, ma figli solo di Maria) li vedevano nudi e abbracciati.
Questo ultimo sogno ci rivela il vero rimpianto di Max: l’aver tradito la propria natura negandosi la possibilità di una vita felice accanto all’uomo che amava.

Il regista ha dichiarato in un’intervista di aver dedicato questo film a suo padre, perchè avrebbe voluto, come Victor, poter entrare in intimità col padre prima della sua scomparsa, ma sfortunatamente suo padre morì solo.

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