Dalla rassegna stampa Cinema

Ora di cena, va in onda l'omoreality

Alla fine Alessandro Cecchi Paone, in diretta durante la prima puntata dei suo reality show Open space, in onda su Gay Tv, si è lasciato andare a uno slancio di tono omo-egemonico…

E a Roma e Milano ecco i locali di tendenza

Alla fine Alessandro Cecchi Paone, in diretta durante la prima puntata dei suo reality show Open space, in onda su Gay Tv, si è lasciato andare a uno slancio di tono omo-egemonico: in fondo, ha detto, qui dentro siamo accomunati dall’amore per il maschio. A quel punto ecco alzarsi la voce tutt’altro che timida di Marianna, l’unica lesbica tra i 12 protagonisti di questo curioso show quotidiano popolato di creature dalle più articolate sessualità, che ha precisato: «Beh, quasi tutti».
Gaffe comprensibile: le lesbiche in tv quasi non esistono. Per esempio: ai casting condotti in giro per l’Italia la scorsa estate se ne sono presentate pochissime. E alla fine delle otto selezionate all’ultimo momento ben sette hanno deciso di rinunciare. Chi assalita da mille dubbi. Chi sotto la minaccia dei genitori. Insomma: se il mondo gay è deceduto, quello lesbico deve ancora nascere.
«Rispetto agli uomini, accumuliamo un doppio ritardo: prima come donne, poi come lesbiche» lamenta Marianna, imprenditrice e organizzatrice di eventi, che nel tentativo quasi sessantottino di liberare la sessualità lesbo ha aperto il provocatorio (almeno in italia) negozio di giocattoli erotici Lavilma.it. «Le lesbiche amano chiudersi nel privato. Preferiscono organizzare cene, leggere libri, organizzare pigiama party. Per non parlare delle serate «Sanremo”, dove alcune cantano e altre fanno la giuria. Una dark room, per noi, è qualcosa di impensabile».
Mentre il Gay village di Roma dedica loro una sola serata al mese, a Milano da un po’ tira aria di cambiamento. E il merito è dei Kick Off, gruppo di ragazze che organizza feste in grado di richiamare pubblico da tutta la Lombardia. Una rivoluzione: pienone tutte le sere al Rhabar di via Alzaia Naviglio Grande, il venerdì al Black Hole di via Cena.
Anche se la novità più interessante è Level Three, festa a cadenza variabile organizzata per mixare mondo gay maschile e femminile. A Milano, ormai, c’è un gay pride al mese.

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