Dalla rassegna stampa Cinema

TRANSGENERATION, CAMBIARE IL SESSO DELLA TV

Transgeneration è un documentario che racconta la metamorfosi più radicale cui un essere umano possa sottoporsi: stanno cambiando sesso

Settembre è il mese dei buoni propositi. Quindi dopo aver fatto finta di non sapere che esiste ancora Miss Italia, e che va in onda su Raiuno, e che nella puntata finale ci sarà Stallone come ospite d’onore (onore?), si può prendere una buona abitudine: controllate sempre cosa mandano in onda su Cult (canale 142 di Sky). È una felice scoperta. Che ci sia un film o un documentario, il punto di vista dal quale parte la programmazione di questo canale è sempre originale e più stimolante di quello che ci mostra la tv in chiaro. Sono tre anni che si parla di fuga dalla tv eppure nemmeno mezza idea ha avuto spazio nella televisione generalista, quella che vive grazie al canone, quella che campa grazie alla pubblicità. C’è da essere fiduciosi? Sì. Questione di numeri, mica di buona volontà. Una fiducia dettata dal cinismo? Forse, perché no. Ma pur sempre di fiducia stiamo parlando. Così se la nostra tv è invasa dal sesso senza sessualità, di reality senza realtà, di immagini che non raccontano, Cult è l’eccezione. Mercoledì scorso l’appuntamento è settimanale, è andata in onda per la prima volta di Italia Transgeneration.

Transgeneration è un documentario che racconta la metamorfosi più radicale cui un essere umano possa sottoporsi: stanno cambiando sesso. Quattro ragazzi tra i 21 e 25 anni che hanno da poco lasciato la famiglia, la casa e gli amici per vivere nei campus delle università americane. Quattro storie diverse, quattro persone con differenti approcci alla vita. Gabbie studia in Colorado, Lucas, nato in Oklaoma, è nato come Leah e frequenta una università femminile. Raci è invece una graziosa fanciulla filippina, che vive con la madre dall’età di 15 anni negli States, che si è identificata come femmina fin dall’infanzia e frequenta la California State University grazie a una borsa di studio. Poi c’è T.J. nato a Beirut, come Tamara, e vissuto a Cipro dove tornerà solo dopo la laurea. Nonostante il suo impegno politico naturalmente contro Bush e contro il capitalismo – la sua più profonda preoccupazione rimane la famiglia che mai ha accettato l’idea che potesse cambiare sesso.

Transgeneration è un documentario che mostra luci e ombre di una vita che sta per cambiare in modo radicale, dove le terapie ormonali non sono meno difficili da affrontare degli incontri con i compagni di università. Imbarazzo e vergogna misto ad orgoglio e voglia di spingersi alla vita. Le tracce di un’infanzia segnata dalla diversità: «tutti ridevano quando dicevo di essere bambino», racconta Gabbie, nata Gabrielle, che prima ancora dell’amore cerca amici. Ed è proprio nella disperata ricerca di rapporti umani la prova di quanto sia poi difficile essere accettata. Ed è proprio questa continua ricerca di contatto fisico la caratteristica che più colpisce (o addirittura infastidisce) chi la guarda in tv.

Seppure il termine «transgender» sia nato per indicare un movimento politico che contesta la logica eterosessista e genderista secondo la quale i sessi nell’uomo sono solo due, è anche vero che questi quattro ragazzi, due maschi e due femmine, vogliono fino in fondo cambiare sesso. Una anno di università ma anche l’attesa per l’operazione che segna, quantomeno nelle aspettative, la fine di una vita e il principio di un’altra.

Esseri umani profondamente segnati da un destino che nessuno di loro vorrebbe negare ma certamente superare. Il “come mi vedono gli altri” è un tema ricorrente dettato sia dall’età dei ragazzi che dalla particolare situazione esistenziale. Il documentario non avendo una forte voce narrante pone lo spettatore solo al centro delle sue valutazioni, a distanze siderali da Miss Italia. E da Carlo Conti.

«Transgender Cult» (Sky), il mercoledì alle 22,15. Prodotto dal Sundance Channel e diretto dal regista Jeremy Simmons.

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