Dalla rassegna stampa Cinema

Peter Marcias: «Ottima la prima»

… Marcias incassa i complimenti dei tanti che hanno apprezzato profondamente il suo lungometraggio (compreso il parlamentare Ds Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay) e si appresta all’ultima fase di lavorazione…

Il collaudo è andato benone, adesso un po’ di lavoro di forbici in sala di montaggio, giusto un ultimo ritocco e via verso le sale. Peter Marcias sorride soddisfatto il giorno dopo la proiezione del suo “Ma la Spagna non era cattolica?” alla kermesse veneziana. Mercoledì il regista ha mandato giù una dose abbondante di applausi e consensi, prendendo nota delle reazioni del pubblico e mandando a memoria osservazioni critiche e appunti.
Un esperimento prezioso, quello dell’anteprima veneziana, anche se inquadrato in una cornice – la sezione “Giornate di cinema omosessuale” – che si attaglia solo relativamente al docu-film del regista oristanese. «Qualcuno si aspettava un lavoro più incentrato sui matrimoni omosex – dice Marcias – mentre il mio è un film incentrato più sulle reazioni da parte della gente su certi temi. Comunque va tutto bene, direi, anzi benissimo, comprese le osservazioni di chi si aspettava un punto di vista diverso. In fondo – sorride – se posso prendere a prestito le parole di Gianni Amelio, qui a Venezia c’è un pubblico di giovani critici. Diciamo che questo è un pubblico già vaccinato, più critico, più attento… e poi diciamola tutta: erano tutti presi a capire che cosa diavolo voleva dire Lynch, chiaro che un film comprensibile dall’inizio alla fine come il mio un po’ li spiazza…».
A parte le battute, Marcias incassa i complimenti dei tanti che hanno apprezzato profondamente il suo lungometraggio (compreso il parlamentare Ds Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay) e si appresta all’ultima fase di lavorazione prima di mandare il film nelle sale di proiezione: «Il film in realtà è pronto, questa era una prima proiezione per vedere le reazioni, ora continuiamo con il montaggio per affinare il film, ci sono alcune fasi documentaristiche da tagliare, poi penso che entro l’autunno sarà nei cinema». Quanto alla sezione dedicata al cinema gay, Marcias spiega che «nelle prossime edizioni verranno scelti film a tema con un premio riservato al cinema delle differenze, sull’esempio del Teddy Bear berlinese. Sento parlare di “Leone Gay”, anche se come nome per il premio non mi sembra azzeccatissimo». Per quest’anno, in ogni caso, rassegna promossa a pieni voti: «Ho visto in particolare una splendida selezione di cortometraggi australiani, cose davvero di alto livello».

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