Dalla rassegna stampa Cinema

Fallen dell’austriaca Barbara Albert

…Le ambizioni della regista naufragano però nel già visto e Fallen finisce per essere una collezione di luoghi comuni…

Sia pure privo di pretese metafisiche o audacie stilistiche, Fallen dell’austriaca Barbara Albert è stata un’altra delusione. Nelle intenzioni, il film doveva essere un Grande freddo al femminile, basato sul confronto fra cinque trentenni, ex compagne di scuola che si ritrovano per il funerale di un professore. Due giorni e una notte insieme, tra bevute, ricordi, confessioni, canzoni tracciano il bilancio di vite irrisolte. Sogni svaniti, utopie dimenticate, amori sfortunati e un amaro conformismo accomunano ormai le protagoniste, dall’attrice emigrata in Germania all’amica cha sta per avere un figlio da un rapporto fugace («non potevo abortire un’altra volta»), dalla detenuta in libera uscita fino all’inevitabile personaggio bisex. Le ambizioni della regista naufragano però nel già visto e Fallen finisce per essere una collezione di luoghi comuni.

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