Dalla rassegna stampa Cinema

VENEZIA 63. UN BELLA SORPRESA DALLE GIORNATE DEGLI AUTORI

Presentato ieri in sala Perla “Azul oscuro casi negro” di Daniel Sanchez Arevalo, storie di due amici che condividono le difficoltà della vita, della famiglia e delle relazioni sentimentali.

Spesso il cinema spagnolo degli ultimi anni (Almodovar è un capitolo a parte) ci ha abituati a piccoli film capaci di raccontare grandi storie di ordinaria quotidianità con il registro del drama/comedy dai toni leggeri (“¡Ay, Carmela!” di Carlos Saura, “Km.0” di Yolanda Garcia Serrano e Juan Luis Iborra, “Sobreviviré” di Alfonso Albacete e David Menkes). Certe commedie dal sapore classico, ma attualizzate alle crisi dei trentenni, ai conflitti perennemente irrisolti tra genitori e figli, alla precarietà del lavoro, ad una sessualità incerta, ai ritmi, allo stress ed alle responsabilità della vita, sono ormai una garanzia per la giovane cinematografia spagnola. Sceneggiature solide, storie credibili, interpreti in stato di grazia sono gli ingredienti che spesso abbondano nella terra di Pedro (e che purtroppo scarseggiano nella nostra).

L’ennesima conferma di questa vitalità creativa e produttiva è arrivata ieri dalle Giornate degli Autori che ha presentato il film “Azul oscuro casi negro” di Daniel Sanchez Arevalo, coproduzione tra due importati emittenti: TVE e Canal+ Espana. AzulOscuroCasiNegro (blu scuro, quasi nero) è uno stato d’animo, indica un futuro incerto, un colore. Un colore che a volte non riconosciamo perché può cambiare in relazione alla luce o al punto di vista. Un colore che ci ricorda che spesso ci inganniamo e che le cose non sono come sembrano.

Jorge ha ereditato il lavoro del padre, dopo che questi è stato colpito da un ictus; negli ultimi anni si è impegnato molto per occuparsi di lui, a costo di trascurare il suo lavoro e costruirsi una carriera. Attraverso suo fratello Antonio conosce Paula con la quale stabilisce una strana relazione che lo spingerà a cercare di sentirsi meno responsabile per il padre e gli insuccessi professionali, e a tentare di seguire i propri desideri senza tener conto di ciò che gli altri si aspettano da lui. Tutto allora potrebbe essere diverso….oppure no.

Jorge ha anche un amico del cuore, Israel, forse più incasinato di lui. Le sue convinzioni (poche a dire il vero) crollano quando scopre che il padre è omosessuale e frequenta abitualmente un “massaggiatore”. Israel per cercare di allontanarlo dal “vizio”, si presenta all’appuntamento del padre per un massaggio. Alla lunga Israel si scopre attratto da Antonio, il massaggiatore, ed inizia così a farsi domande sulla sua sessualità. Il rapporto tra padre e figlio in passato non è mai stato dei migliori, e la scoperta di Israel ha peggiorate le cose, almeno sino a quando i due, per caso, non si incontrano lo stesso giorno, alla stessa ora davanti casa di Antonio, il confronto (tra stupore ed un pizzico di gelosia), ed un riavvicinamento, saranno inevitabili.

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